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Villa Pullè

Villa Pullè

Poco distante dall’Hotel Stazione, scurita dal verde, è la villa Pullè, appartenente a una famiglia che più volte legò il proprio nome a quello della storia locale.
L’edificio fu eretto in una data che si pone dopo il 1894 (quando non risulta nella rilevazione dell’Istituto Geografico Militare) e il 1912, anno il cui si trova segnato nella pianta di Riccione. Classicheggiante e modernamente Liberty in alcuni particolari (ad esempi(ad esempio i balconcini del piano superiore), si segnala per una certa seducente aria crepuscolare. Nel giardino s’innalza una macchia di querce. Il Dottor Pullè amava viaggiare, all’epoca il giardino ospitava variate specie di piante, alcune anche esotiche.

Approfondimento:

Essa si trova su un terreno a monte della ferrovia, in una zona dove, in quell’epoca, le costruzioni erano poche e rade: essendo l’abitato concentrato sulla via Flaminia.
La villa è stata edificata nel periodo che va dal 1895 al 1900: infatti compare nella mappacatastale del 1901, ma non in quella precedente (datata 1885); inoltre, secondole testimonianze degli attuali proprietari e discendenti della famiglia, venne progettata dall’architetto Francesco Azzurri, morto nel 1895. La villa, come molte dello stesso periodo, presenta i caratteri ecclettici dello stile allora in voga fondendoli con i tratti più accademici del Liberty. Si tramanda che Villa Pullè si ispiri al Palazzo Comunale di San Marino, costruito dallo stesso architetto e terminato nel 1894. Nelle città balneari si trovano spesso villini di questo tipo, con un corpo centrale ed una torretta; i committenti dell’epoca si sentivano liberi di scegliere lo stile che preferivano e potevano commissionare all’architetto un edificio di ispirazione gotica, orientale o romanica (o anche tutti e tre gli stili mescolati liberamente). Villa Pullè, in particolare, sembra combinare il neogotico con il neoclassico: se la torretta è di ispirazione medievale, l’ingresso con la scalinata ed il loggiato hanno una linearità classicheggiante.
Classici sono anche i capitelli del colonnato con volute che ricordano vagamente lo stile corinzio.
Per movimentare il fronte e il retro della villa vi sono numerosi archi ciechi, forse tamponati nel tempo, ornati da fregi così come le finestre. All’interno prevale il neogotico, anche nell’arredamento conservato intatto ancora oggi dai discendenti; tuttavia il motivo delle colonne classicheggianti viene ripreso anche nello scalone di marmo interno. Il soffitto del salone è decorato con un fregio romanticamente medievale, in cui il motivo principale raffigura lo stemma di famiglia sotto un elmo. In un’altra sala troviamo un fregio completamente diverso, neo-rinascimentale, con putti danzanti e ghirlande di fiori in bassorilievo. Il giardino è stato progettato da Lodovico Cicchetti che lo ha realizzato sotto forma di un grande parco lussureggiante con numerose specie arboree, una fontana, due grandi voliere con uccelli esotici, realizzando l’idea romantica di giardino, quasi un ritorno alla natura, ma entro confini rassicuranti.

Nel parco vivevano liberi fagiani, pavoni, tartarughe e alcune oche del Campidoglio, dono di donna Rachele.Sul cancello, ora non più esistente, spiccava il simbolo araldico della famiglia: un galletto. Possiamo però vederlo tuttora sulla balaustra. Il giovane professore Felice Carlo Pullè, discendente del nobile casato dei conti Pullè originario delle antiche Fiandre e smembrato in vari rami dalle lotte religiose del ‘500, si trasferì da Modena a Riccione sia per esercitarvi la sua professione di medico, sia per consentire alle moglie Fanny Ricci di vivere in un posto più salubre. Molte persone infatti già venivano a Riccione per curarsi con i bagni di mare, oltre ai già citati bambini scrofolosi, e Pullè era esperto in malattie tropicali.
La villa divenne un punto di riferimento per l’alta società di Riccione, soprattutto durante la stagione estiva, quando giungevano per la villeggiatura nobili e borghesi da tutta Italia. Da qui passarono, in periodi diversi, personaggi illustri come il cancelliere austriaco Dollfuss, Giovanna di Savoia (figlia di Vittorio Emanuele III e della Regina Elena), il medico e scrittore svedese Axel Munthe, il re dell’Afghanistan Aman Ullah, in esilio nel dopoguerra.

Colleghi e amici del ‘’pioniere’’ Felice Pullè, favorevolmente impressionatida Riccione, furono invogliati a soggiornarvi. Alcuni di loro acquistarono ville già esistenti, altri ne edificarono di nuove nelle vicinanze di Villa Pullè. La zona in cui queste furono costruite ha la particolarità di trovarsi sull’antica falesia, al confine tra il terreno argilloso e quello sabbioso, dove fino al 1835 arrivava la linea di costa. Questi edifici, pur essendo stati costruiti nello stesso periodo, da committenti che provenivano dalla stessa zona e che addirittura si conoscevano tra loro, sono stilisticamente molto diversi l’uno dall’altro: ciò si spiega, come già detto, con la moda eclettica dell’epoca. Infatti, accanto alla villa Pullè, esternamente piuttosto sobria e classicheggiante, troviamo le ville Monti, Santi e Fonoro che presentano decorazioni più elaborate e colori pastello.

La prima inoltre, conosciuta oggi come villa Lodi Fè richiama le origini nobiliari della famiglia, che sembra volersi riallacciare ad un passato cavalleresco di cui ha perso le tracce: ne sono testimonianza le decorazioni simil-medievali all’interno, la forma stessa dell’edificio, che ricorda un castello in miniatura ed i richiami araldici. Le altre due invece sono ville di facoltosi borghesi in vacanza: le forme ed i colori sono meno austeri, le decorazioni sono più evidenti e riguardano l’intero edificio. L’elemento che accomuna le tre ville è il verde che le circonda: i parchi, tutti progettati da Lodovico Cicchetti, erano confinanti, simili tra loro e li separavano solo piccoli cancelli di cui i Pullè avevano le chiavi. Nei primi anni ‘80 il Comune, con immotivata procedura d’urgenza, espropriò il villino Monti con il suo giardino e i giardini di villa Pullè e del villino Santi, per creare un parco pubblico a favore della cittadinanza. In realtà il parco chiamato ufficialmente “Centrale”, ma conosciuto come “Delle Magnolie” dal nome del viale sul quale si affaccia, versò per circa 20 anni in uno stato di abbandono e degrado, che conservava tuttavia l’aspetto lussureggiante dei giardini originari. Oggi i tre giardini costituiscono un unico parco pubblico, intitolato a Papa Giovanni Paolo II, inaugurato nell’estate del 2007.

Gli ultimi lavori, fatti con l’intento di rendere il parco più gradevole e accessibile, hanno diradato il verde, non solo abbattendo necessariamente alberi malati ma anche arbusti di alloro e ligustro, e finito per eliminare ogni traccia storica, ogni elemento che ricordasse l’atmosfera di quei giardini, producendo un falso. E’ stato infatti creato, anche con una certa cura nei dettagli, un tipico parco pubblico ottocentesco, con tanto di vialetti, lampioni e statua celebrativa, in questo caso di Papa Giovanni Paolo II, senza tenere conto del fatto che in quel luogo non è mai esistito un tal genere di struttura.

Bibliografia
A. Speziali, Una Stagione del Liberty a Riccione, Maggioli, Santarcangelo 2010
Progetto “Riccione in villa

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