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Si aggiunge alla biblioteca il libro “Frediano Frediani tra Classicismo e Modernità”

Si aggiunge alla biblioteca il libro “Frediano Frediani tra Classicismo e Modernità”

Il presente titolo è stato catalogato nella biblioteca dell’associazione Italia Liberty e lo recensisce il Presidente suggerendo l’acquisto in libreria.

Nell’ambito della riscoperta dei progettisti cosiddetti “minori” segnaliamo il volume di Carlo De Cristofaro, dedicato all’architetto toscano Frediano Frediani (1897-1978), pubblicato per Editori Paparo all’interno della Collana Architettura e Conservazione diretta da Alessandro Castagnaro. Il volume ripercorre con un taglio monografico la ricca produzione artistico-architettonica del Frediani, il quale era per lo più noto alla storiografia per le due stazioni di Mostra e Fuorigrotta (1939-40) della ferrovia Cumana di Napoli. Grazie ad una rilettura delle fonti e soprattutto alla consultazione di archivi nazionali e internazionali, emerge una figura poliedrica. Questi ha oscillato dagli eclettismi degli esordi a una razionalista modernità delle opere più mature realizzate tra Napoli e Benevento, conservando un profondo orientamento classico.

 

Il volume è strutturato in cinque capitoli, cui si aggiungono in chiusura una nota biografica di Frediani, un’ intervista a suo figlio Bruno ed un regesto delle opere.

Si procede con una descrizione della formazione dell’architetto tra “teoria e prassi”: dagli studi presso l’Accademia di Belle Arti di Pietrasanta, all’influenza del circolo d’intellettuali dell’“Apua Mater”, in cui egli ha modo di conoscere Lorenzo Viani e Plinio Nomellini, per poi arrivare al conseguimento del titolo professionale nel 1937. Nel 1929 Frediani è a Napoli come collaboratore di studio di Luigi Cosenza, «un anticipatore del razionalismo in città, personaggio-ponte con la cultura milanese». Per Cosenza Frediani realizza alcune soluzioni preliminari del mercato ittico (1929-35). Questa è la prima opera moderna riconosciuta dalla critica architettonica a Napoli, in un momento in cui erano ritornati in auge gli anacronistici eclettismi, cui lo stesso Frediani cederà nelle opere infrastrutturali realizzate per l’Ente Autonomo Volturno (EAV). Interessante ci appare la trattazione del rilievo dell’acquedotto augusteo di Venafro, esperienza che funge da rito di passaggio verso la modernità delle succitate stazioni. Sullo sfondo Napoli, che tra il 1925-36 è retta dall’Alto Commissariato in una complessa trasformazione urbanistico-architettonica oscillante tra “Innovazione e Modernità”.

 

Una tensione verso la modernità è già visibile in Frediani nel restauro del teatro “Vittorio Emanuele II” (1933), nella scuola Mazzini (1934-37) e nella colonia elioterapica (1936-38) a Benevento. A quel tempo la città è caratterizzata da continui avvicendamenti ai vertici di potere, che favoriscono lo sviluppo d’infrastrutture dal carattere prevalentemente non celebrativo destinate al ceto medio. Continuando De Cristofaro delinea, poi, tre interventi progettati sul lungomare di Napoli. Il primo, alterato, riguarda il circolo nautico della Rari Nantes (1938), sodalizio nato nel 1907 nel porticciolo di Santa Lucia, «nel cui comprensorio erano presenti anche altri storici circoli nautici». Il secondo, invece, riguarda la nuova biblioteca della Stazione Zoologica “Anton Dorhn” di Napoli (1956-59), che recentemente ha rischiato di essere demolita. E infine il controverso progetto del magniloquente grattacielo Santa Lucia (1945-46), destinato a essere centro di affari, di congressi, nonché di svago per viaggiatori e cittadini napoletani. Un’utopia del dopoguerra.

Nell’ultimo capitolo De Cristofaro chiude il cerchio riportando alla ribalta l’inedita attività grafica di Frediani, dai suoi esordi versiliesi all’amicizia con Giuseppe Prezzolini, nonché al rapporto con Vincenzo Gemito per terminare con le grafiche futuriste per l’EAV.

Purtroppo oggi ben poco permane dei suoi interventi quindi conveniamo con l’autore sulle ragioni del libro e sull’importanza che ha la conoscenza delle opere sulle politiche di salvaguardia e riuso delle stesse.

Recensito da Andrea Speziali

 

 

 

 

 

Carlo De Cristofaro

Frediano Frediani tra Classicismo e Modernità

Editori Paparo, Roma-Napoli, 2020

Collana Architettura e Conservazione, vol.7

Direttore: Alessandro Castagnaro

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Note sull’autore:

Carlo De Cristofaro, architetto-designer si forma presso le università di Napoli Federico II, e di Roma, La Sapienza. Dal 2014 collabora presso il Dipartimento di Architettura di Napoli (DIARC), come Cultore della materia in Storia dell’Architettura. Dal 2016 è Dottore di Ricerca in Storia e Conservazione dei Beni Architettonici e del Paesaggio; l’anno successivo è stato docente incaricato di “Arte e linguaggi del presente”, all’interno del Corso di Laurea Magistrale in Design for building environment. Ha collaborato al periodico Rassegna ANIAI e ai progetti della biblioteca “Franco Tortorelli” dell’ANIAI Campania. È docente di discipline afferenti la rappresentazione grafica.

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