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Itineraio Liberty a Bari

Itineraio Liberty a Bari

Partecipa anche tu all’itinerario Liberty nella città di Bari. Visiterai palazzi Art Nouveau di raro accesso con l’associazione culturale Italia Liberty.
Vi sono diversi quartieri famosi, tra tutti il “Quartiere Umbertino” quello voltato ai palazzi in stile Liberty.

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Testi e foto: www.barinedita.it
BARIINEDITA -E’ senza alcun dubbio la zona di Bari più elegante e più prestigiosa, affacciata sul mare ecaratterizzata da storici teatri e palazzi d’epoca in stile liberty. Parliamo del cosiddetto “Quartiere Umbertino”, un’area centrale delimitata dal lungomare Araldo di Crollalanza, corso Cavour, viaCardassi e via Abbrescia. Se lo si guarda sulla cartina, il “rione” appare come un quadrilatero strettotra il mare, il quartiere Murat e il popolare quartiere Madonnella, di cui l’”Umbertino” fa parte dalpunto di vista amministrativo, ma dal quale si differenzia per storia e bellezza.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.
Di questa zona abbiamo parlato quando abbiamo affrontato la storia dei teatri di Bari. Nei primi delNovecento si parlava di “miglio dei teatri baresi”, proprio perché nel giro di un chilometro e mezzo sitrovavano tanti palcoscenici e la maggior parte erano presenti proprio qui. Di quelle tante strutturesono oggi sopravvissuti il Petruzzelli, il Kursaal (attualmente chiuso), il Margherita (svuotato) el’Oriente (sede di una sala bingo). Solo il Petruzzelli continua quindi a svolgere la sua funzione(nonostante sia stato chiuso per anni per via del noto incendio), degli altri edifici è possibile peròcontinuare ad ammirare le splendide facciate in stile liberty.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà. Perché è proprio il liberty il protagonista di questa zona nata tra la fine dell’800 e l’inizio del 900. In particolare sono da segnalare i palazzi in stile eclettico, di cui ci siamo già occupati in un altro articolo, quali Palazzo Ferreri, Palazzo Dioguardi-Durante, il palazzo dell’Acquedotto Pugliese e quello della Banca d’Italia. Edifici pubblici ma anche privati, fatti costruire da ricchi imprenditori dell’epoca che si avvalsero dell’opera di pittori e scultori quali i fratelli Mario e Guido Prayer, Umberto Colonna, Filippo Ciffariello, Gaetano Civera e Sergio Nicolò De Bellis. Ancora oggi i“condomini” della zona riportano le iniziali del primo proprietario nonché lo stemma di famiglia, che di solito veniva posto o sulla chiave di volta dell’arco del portone o sullaloggia nobiliare.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.
Siamo andati a farci un giro nel quartiere Umbertino, per andare ad ammirare da vicino i suoi “monumenti”. Il nostro tour parte dalla fine di corso Vittorio Emanuele. Ci lasciamo alle spalle l’ex cinema-teatro Margherita, inaugurato il 1914 e adagiato sul mare: inattivo dal 1979 èoggi sede della fondazione Bac (Bari arte contemporanea). Da qui prendiamo corso Cavour sulla quale si affacciano importanti palazzi pubblici, il primo dei quali è la sede dellaCamera di Commercio costruito tra il 1881 e il 1886 su progetto degli ingegneri Antonio e Mario Moretti di Roma. L’edificio termina con un piccolo torrino occupato da uno degli otto orologi antichi di Bari. L’isolato successivo è occupato invece dalla sede della Banca d’Italia. Lo stabile, costruito nel 1926 e inaugurato nel 1932, su progetto dell’ingegner Accolti Gil, sorge in un area che ospitava in precedenza i capannoni del mercato coperto.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.
Proseguendo su corso Cavour troviamo il teatro Petruzzelli, uno dei principali simboli di Bari, inaugurato nel 1903 e ancora aperto, nonostante la chiusura forzata dal 1991 al2009 dovuta all’incendio doloso che lo devastò. Tra la Banca d’Italia e il teatro si apre via XXIV Maggio. Al civico 14 è possibile ammirare il palazzo Arciuli-Cutrignelli, del1925, progettato dall’ingegner Matteo Ricco. Oltre al portone ben intagliato e ornato da foglie, è abbellito da balaustre in cemento con colonnine per i primi due piani, mentregli altri due sono costituiti da ringhiere in ferro. L’edificio era di proprietà di un commerciante di ferro, che aveva il proprio negozio nei locali dello stesso stabile.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.
Ritornando su corso Cavour e superato il Petruzzelli, ad angolo con via Cognetti sorge Palazzo Atti, progettato dall’ingegner Ettore Patruno e caratterizzato per l’abbondanzadelle decorazioni di ghirlande di fiori e da un imponente gruppo scultoreo sulla loggia nobile che abbraccia lo stemma di famiglia che reca le iniziali A.A, quelle dell’originarioproprietario Arturo Atti. L’anno di fondazione è possibile notarlo da un piccolo stemma posto all’angolo dell’edificio che reca la data 1916.
Proseguendo su corso Cavour al civico 34 troviamo l’hotel Oriente nato nel 1928, che dopo aver ospitato prima un teatro e poi un cinema, ha relegato parte del suo spazio auna sala bingo. Progettato dall’ingegner Orazio Santalucia, presenta marmi e decorazioni realizzate dai fratelli Prayer. Santalucia progettò anche palazzo Stoppelli, che si trovaal civico 40 sempre di corso Cavour: reca sull’arco del portone le iniziali G. S. che si riferiscono a Gabriele Stoppelli, un ex commerciante di olio all’ingrosso che si stabilì quinel 1919.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà. Infine al civico 72, ad angolo con via Cardassi, è possibile ammirare palazzo Ferreri, esempio di architettura eclettica, che prende il nome da un pastore metodista che fececostruire il pianterreno destinato al culto tra gli anni 1912 e 1913. Scoppiata la guerra, i lavori si bloccarono e ripresero tra il 1920 e il 1922 condotti dall’architetto SaverioDioguardi che ultimò lo stabile. Nel 1936 l’ordine vendette i locali che furono acquistati dal commendatore Atti e poi ceduti alla chiesa di Sant’Antonio che adibì una partedello stabile alla parrocchia del Sacro Cuore (dal 2013 in stato di abbandono visto che la parrocchia si è trasferita nel vecchio convento delle benedettine in via Cardassi 13). Ilpianterreno è costituito da finestre trifore, mentre l’ultimo piano è caratterizzato da una fila di archi che abbelliscono l’edificio.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.
Quest’ultimo palazzo è fiancheggiato, dalla parte che affaccia su via Cardassi, da altri due stabili molto antichi e esempi dello stile liberty. Al civico 6 troviamo il palazzo Susca, del 1904, progettato sempre da Santalucia. Qui è possibile notare la raffinatezza dei pilastretti che sostengono la ringhiera dei balconi, oltre al sopraluce del portone cheriporta le iniziali del proprietario (Nicola Susca), in ferro battuto. Sullo stesso isolato è presente un palazzo angolare che si prolunga su via De Giosa. E’ palazzo Pollice,progettato da Pasquale Lo Foco e costruito da Luigi Colonna nel 1918, come è riportato dallo stemma posto sulla chiave di volta del portone. Ciò che colpisce è un ovale benintagliato, posto su quest’ultimo.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà. Lo stesso Colonna diresse i lavori, nel 1926 circa, dell’edificio Quagliarella, al civico 55 di via De Giosa che, oltre ad essere abbellito da due colonne di cemento armato posteai due lati d’ingresso, presenta nella lunetta superiore del portone, la stessa cornice ovale del palazzo Pollice e dell’edificio posto di fronte al civico 28, sempre nella suddettavia, appartenuto al cavalier Francesco De Giglio e fatto costruire, come residenza privata da quest’ultimo nel 1912. Questi dati sono riportati da una targa posta a sinistra delportone di legno a sua volta abbellito da due sfingi intagliate.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.
Procedendo su via de Giosa, incrociamo via Imbriani. Ad angolo al civico 25, sorge palazzo Borrelli, fatto erigere da un commerciante di saponi molto conosciuto nel primo
900. Grazie alla signora Liliana Saponaro, nipote acquisita di Giorgio Borrelli, siamo riusciti a visitare l’appartamento al primo piano dell’edificio, che rispecchia lo stile di tuttigli interni di questa zona caratterizzati in modo particolare da colonne in stile liberty che abbelliscono i salotti, arricchiti a loro volta da soffitti affrescati e da un mobilio cherispecchia l’epoca storica. All’angolo opposto di via De Giosa, si trova lo stabile del 1903 appartenuto alla famiglia Messeni Nemagna, ex proprietaria del teatro Petruzzelli.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.
Via Imbriani presenta nell’isolato che va da corso Cavour a via de Giosa (ai civici 15 e 16) altri due stabili che è necessario ricordare: palazzo Guastamacchia e palazzo Sangiorgio. Il primo sappiamo essere appartenuto a un certo Nicola Guastamacchia che acquistò il terreno nel 1915 e fece costruire l’edificio dall’ingegner Matteo Ricco: ilavori si conclusero nel 1920 come leggiamo dallo stemma posto al centro del portone d’ingresso. Del secondo palazzo, fondato nel 1914, siamo a conoscenza dell’originarioproprietario, Vito Sangiorgio, un ingegnere nato a Ginosa.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.
Proseguiamo su via Imbriani in direzione lungomare e incrociamo via Bozzi, al cui angolo ammiriamo al civico 56 il palazzo Alberotanza, costruito tra il 1918 e il 1920. Dicolor rosso porpora e giallino senape, l’edificio fu occupato prima dalla caserma Bergia, poi dalla scuola media De Sanctis ed ora invece è ospita la Fastweb. E’ diviso in cinqueparti occupate da finestre abbellite da ferro battuto e da teste medusee. Proseguendo su via Bozzi, al civico 39 possiamo notare un altro esempio di palazzo in stile libertyeuropeo che fu commissionato da Nicola Gomes nel 1910 , anno riportato da due stemmi posti ai lati dell’edificio che è abbellito da fiori stilizzati che decorano anche il portone in legno.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.
Sulla stessa via troviamo, ad angolo con via Cognetti, lo splendido palazzo dell’Acquedotto Pugliese, di cui abbiamo parlato ampiamente in un altro articolo. Completato nel1930, ha il tema dominante dell’acqua che si può notare dai numerosi simboli esposti sia esternamente che internamente. Fu progettato da Cesare Brunetti con l’aiuto deldecoratore romano Duilio Cambellotti, che modificò il progetto iniziale utilizzando la pietra di Trani per l’intero edificio e non solo per il piano strada come nel progettooriginario.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.
Altra via molto suggestiva che sbocca sul mare, è via Cognetti, che oltre al palazzo appena citato e altri di epoche più recenti, è occupata da uno stabile che risalta all’occhio peri colori vivaci. Stiamo parlando del palazzo Amoruso Manzari, che lo stesso proprietario, l’ingegner Mauro Amoruso, fece costruire come civile abitazione. Il palazzo èsituato ad angolo con via De Nicolò, al civico 41. Dallo stile neogotico è costituito da due portoni sormontati da mattonelle color viola-celeste ornati su entrambi i lati da testefemminili. Il palazzo è decorato da molte faccine buffe e scaramantiche che ne abbelliscono la facciata.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.
Terminando via Cognetti ci troviamo sul lungomare di Crollalanza, con i suoi caratteristici lampioni. Guardando il quartiere dal mare possiamo ammirare edifici molto curati dalpunto di vista architettonico che, come fette di una torta, creano delle piccole piazze ornate da piante secolari e da statue di uomini importanti. Siamo ora su Largo Adua e rimaniamo affascinati nell’ammirare il Kursaal Santalucia, ubicato a ridosso di un’area che un tempo era denominata “spiaggia del Filoscene” : un teatro di cui abbiamo scritto in un altro articolo. Realizzato nel 1927 da Orazio Santalucia è purtroppo chiuso dal 2011, in attesa di una riqualificazione.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.
Sempre su Largo Adua, di fronte al Kursaal, si nota un edificio maestoso che comprende un intero isolato. È palazzo Colonna, fondato nel 1926 e progettato dall’ingegnereVincenzo Bavaro e commissionato dal proprietario, l’ingegnere Luigi Colonna. E’ caratterizzato nella parte superiore da un torrino centrale con un orologio al di sopra del qualeè presente lo stemma di famiglia dove sono incise le iniziali del nome del proprietario, appunto L.C. L’edificio è abbellito da maschere apotropaiche e leoni che hanno funzionidecorative e scaramantiche.
Proseguiamo il nostro cammino sul lungomare, dirigendoci verso il teatro Margherita. Sulla sinistra c’è piazza Eroi del Mare: costeggiandola, ad angolo con via Quarnaro,troviamo palazzo Dioguardi, progettato dall’architetto Saverio Dioguardi e commissionato da suo padre Francesco, nel 1926. Torniamo a questo punto sul lungomare, dove sitrova il molo San Nicola, meglio conosciuto come N’ dèrr’a la lanze, alla punta del quale si erge la sede del Barion. Si tratta del circolo canottieri fatto costruire dal Comune tra il 1932 e il 1935 su progetto dell’architetto Saverio Dioguardi, che per il suo stile particolare, caratterizzato da torrette e finestre simili a oblò, dà l’idea di una grande nave.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.
Ed è proprio dal Barion, praticamente adagiati sul mare, che possiamo ammirare lo skyline del quartiere Umbertino, che forse più di ogni altra zona di Bari rappresenta ildesiderio di questa città di volersi mostrare bella.

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