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Cronache pesaresi della Belle Époque

Cronache pesaresi della Belle Époque

L’espressione “Belle Époque” non può essere tradotta, ma è stata per l’Europa di fine ‘800 e inizi ‘900 un brivido, un’eccitazione, un risveglio, un sogno, una musica, una danza, una maliziosa e improvvisa voglia collettiva di vivere e di godere. Vienna e Parigi ne furono totalmente travolte per circa 40 anni da alterare perfino le loro strutture urbane e architettoniche con la costruzione di grandi monumenti al progresso e alla delirante consapevolezza di vivere un momento storico esaltante che aveva introdotto l’uso della corrente elettrica, utilizzato grandi strutture in acciaio, che aveva fatto correre treni, solcare i fiumi da battelli a vapore e promosso le ultime novità industriali con la diffusione de “les affliches” che, con la nuova tecnica della cromo-lito-grafia, riempiva i muri delle città con invitanti manifesti pubblicitari suscitatori di affioranti desideri. La “Belle Époque” fu chiamata così in Francia quando quei 40 eccitanti e spensierati anni stavano per finire: con uno sguardo fra il nostalgico e il progressista gli europei si accorsero che assieme al cabaret, al cancan, alle operette e al cinema, nuove invenzioni avevano reso la vita più facile a molti ceti sociali: la scena culturale prosperava e l’arte elaborava nuove forme con l’Impressionismo e l’Art Nouveau; la borghesia celebrava eccitata i risultati raggiunti in pochi anni di egemonia, con “Esposizioni Universali” in cui si esibivano le ultime strabilianti meraviglie della scienza e della tecnica. L’informazione sociale cominciò a diffondersi e dilagare come una fiaba meravigliosa attraverso i giornali ma anche diffondendo gli incontri pubblici con gli esploratori, i missionari e gli ufficiali che raccontavano le grandezze e le miserie di mondi lontani, il cui contrasto con l’Occidente inorgogliva gli ascoltatori, confermandoli nella certezza di appartenere a un mondo superiore che nulla avrebbe mai potuto esautorare. I politici confermavano questa diffusa sensazione con miopi e sussiegose previsioni di pace, di prosperità e di progresso; la crescita demografica, l’aumento della produzione industriale, la diffusione della rete ferroviaria, la costruzione di nuovi, enormi e sfarzosi transatlantici, la riduzione della mortalità infantile, sembrò dal loro ragione. Le guerre, se c’erano, erano lontane e in tutta Europa non si sentiva che il suono dei Valzer di mille orchestrine nei teatri, nei caffè, nei giardini e nelle sale da...

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Concorso fotografico ”ITALIAN LIBERTY”

  L’Associazione culturale A.N.D.E.L. (Associazione Nazionale Difesa Edifici Liberty), nell’ambito del progetto ‘‘Italia Liberty’’ ideato e diretto da Andrea Speziali, organizza il concorso fotografico: ITALIAN LIBERTY, patrocinato dal portale della cultura italiana CulturaItalia, dal progetto europeo PartagePlus e dall’ENIT Agenzia Nazionale del Turismo. Il concorso è rivolto a giovani e meno giovani, a professionisti e dilettanti, ai ragazzi delle suole di ogni ordine e grado e a tutti gli amanti della bellezza e dei valori di cui il Liberty è portatore. Il concorso scade il 31 ottobre 2013 salvo proroga e ha lo scopo di rivalutare questa corrente artistica sviluppatasi tra fine ‘800 e inizi ‘900 in Italia. Si può partecipare inviando via mail 20 fotografie dei capolavori Liberty presenti in Italia. Vi sono quattro temi su cui ispirarsi: “Architettura Liberty’’ riguarda l’aspetto architettonico; “Mobili Liberty’’ riguarda gli scatti alla mobilia e infine “Arte Liberty” rivolto ai disegni, dipinti, opere d’arte materiche, infine vi è il tema libero. E’ possibile presentate fotografie per ogni singolo tema. Per aderire basta scaricare il modulo d’iscrizione qui.   IL CONCORSO PREVEDE TRE PREMI   1° Premio “Liberty people” – voto giuria tecnica Targa + Soggiorno al Grand Hotel Rimini + Bottiglia Condimento Balsamico ‘‘Nerone’’ invecchiato 6 anni di Acetaia Villa San Donnino Modena. Camera e colazione per due notti in camera di tipologia superiore (vista mare se disponibile). La prenotazione è per due persone e sarà soggetta a disponibilità ed escluderà ponti, festività, fiere e i mesi di luglio ed agosto. Il vincitore concorderà direttamente con l’hotel le date. 2° Premio del pubblico – menzione alla foto più votata dal pubblico. Chiunque potrà votare le foto attraverso il gruppo Flickr: www.flickr.com/groups/italianliberty Il pubblico è invitato a formulare le votazioni dal 20 novembre al 8 dicembre. Targa + Set di aceti balsamici di Villa San Donnino Modena di alta qualità + Biglietto partita scacchi. Il set contiene tre diverse tipologie di prodotto: Aceto Balsamico Tradizionale di Modena ‘‘Extravecchio’’ invecchiato oltre 25 anni, Aceto Balsamico Tradizionale di Modena invecchiato oltre 12 anni e Condimento Balsamico invecchiato oltre 6 anni. 3° Premio della critica – voto giuria tecnica Targa + 3 biglietti per visitare la Partita a Scacchi con personaggi viventi a Marostica (Settembre 2014)....

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Il villino Ruggeri: restauro e scoperta

Il villino Ruggeri: restauro e scoperta

Giovedì 6 dicembre 2012 alle ore 18,30 nell’auditorium (g.c.) di palazzo Montani (piazza Antaldi, 2 – 61121 Pesaro) l’arch. Sara Falugiani, progettista e direttrice dei lavori, presenta Il villino Ruggeri: restauro e scoperta. Interventi sull’ apparato decorativo e strutturale 2007-2008 e 2010-2012 . Interverrà l’arch. Simona Guida, della Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio di Ancona, responsabile del procedimento. La conversazione, accompagnata da proiezioni di diapositive, farà il punto sui complessi recenti restauri e sulle interessanti scoperte che ne sono scaturite. Lavorando sia sulla decorazione che sulla struttura dell’edificio, i cui lavori vennero conclusi nel 1905, sono infatti venute alla luce tecniche costruttive interessantissime: non solo i primi esperimenti sull’utilizzo del cemento armato, ma anche l’utilizzo del ferro per le travature orizzontali e nella struttura del tetto. Sono poi emersi dettagli straordinari, di autentica maestria, come la realizzazione della scala di entrata; e la rivelazione della scritta in graniglia sul terrazzo verso il mare, coperta da 40 anni, di cui i proprietari ricordavano vagamente l’esistenza. Sara Falugiani ha frequentato l’Istituto Universitario di Architettura di Venezia dove ha approfondito lo studio del restauro; nel 2000 si è laureata con una tesi sul recupero ad utilizzo museale di un edificio industriale dismesso. Ha poi conseguito un master in Urban Management alla Domus Academy di Milano. Dopo alcune esperienze in studi professionali a Venezia, Pesaro e Roma e aver lavorato come architetto libero professionista (ricordiamo nel 2004 il progetto per il riutilizzo a scopo museale del ex tribunale di Pesaro, già convento dei Minori conventuali), nel 2007 ha affrontato la prima fase di interventi sul villino Ruggeri. Si è poi trasferita a Madrid per lavorare presso EMA, un importante studio spagnolo con esperienza nel campo dell’edilizia residenziale e recupero di edifici storici. Agli inizi del 2010 è rientrata in Italia per seguire la seconda fase del restauro del villino Ruggeri. La cittadinanza è invitata. Comunicato Stampa: Conferenza Villino Ruggeri  ...

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Pesaro – Scoperti i due portali Liberty della Molaroni

Pesaro – Scoperti i due portali Liberty della Molaroni

Non sempre le grandi collezioni private vengono mostrate a occhi di studiosi e ricercatori. A volte in piccole o grandi collezioni ci sono proprietà d’arte di notevole valore sia economico che storico-culturale come i portali Liberty di villa Ercolessi prodotti dalla ‘’Molaroni’’ a Pesaro. Ceramiche salvate da un collezionista prima che andassero tra le ceneri dell’Hotel Metropol, andato demolito intorno al 1968. Nel catalogo ufficiale del 1911: ‘’Ceramiche artistiche’’ della fabbrica Molaroni, nella tavola XLVIII, elemento n. 414, si trova una riproduzione fotografica di uno dei due portali. Questi due unici esemplari prodotti dalla fabbrica sono conservati presso la villa Picozzi Benoffi a Trebbiantico. La fabbrica Molaroni fondata da Vincenzo (1859-1912) è ancora attiva. La prestigiosa manifattura della fabbrica pesarese si distinse fin dagli inizi per l’elevata qualità artistica della ripresa di motivi rinascimentali, soprattutto per le raffaellesche e gli istoriati urbani. Accanto a questo fervore storico, nel passaggio del secolo, la fornace contribuì con accenti propri alla sfolgorante stagione Liberty in Italia, elaborando un originale e suadente campionario dei modelli in stile floreale. I due portali si differenziano per i soggetti dipinti sulla cimasa del portale. Nel primo portale vi è illustrata, nel cartiglio, una scena ambientata in una sponda del fiume. Sulla sinistra vi sono due donne che riposano a torso nudo, una sdraiata con le mani dietro la testa e lo sguardo rivolto al fruitore, mentre la seconda, posta in primo piano è semialzata e ha lo sguardo rivolto all’altra sponda del fiume, come se ci fosse un terzo soggetto nell’illustrazione. Lo stile assomiglia a quello di Mucha. Nel cartiglio del secondo portale troviamo una scena allegorica collocata in un paesaggio campestre nel cui sfondo si vedono dei monti, tra cui è presumibile che quello di destra sia la cima di San Marino. Nell’illustrazione vi sono raffigurate due donne sulla sinistra e anche due angeli sulla destra. Le due donne sono in primo piano e hanno lo sguardo rivolto all’angelo nudo, seduto a fianco del secondo che suona il mandolino. Il paesaggio è composto da pini e alloro. In entrambi i portali si riconosce che il tempo di sena è il tramonto.   Articolo tratto da: ”La Voce di Romagna” Andrea Speziali www.andreaspeziali.it...

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Pesaro – Il villino Ruggeri, capolavoro Liberty

Pesaro – Il villino Ruggeri, capolavoro Liberty

Un’architettura parigina sulla riviera adriatica, una solida fantasmagoria con il mare sullo sfondo: questo è il Villino Ruggeri di Pesaro. Nel 1907 il villino appena fatto costruire dall’imprenditore farmaceutico Oreste Ruggeri suscitò, come ben possiamo immaginare, stupore, ammirazione e invidia. Molti anni dopo il pittore Gallucci, seduto al bar Capobianchi di Pesaro, complimentandosi con l’architetto Giuseppe Brega che aveva firmato il progetto del villino, fu sorpreso da una sua confidenza “Non è stata colpa mia. Oreste, che si era entusiasmato all’Esposizione Universale per la nuova arte,  mi portò da Parigi i disegni di un architetto francese per costruire il villino”. Oreste Ruggeri, il committente, dunque era rimasto affascinato dall’architettura Art Nouveau in Francia, così innovativa e piena di grazia, e aveva deciso di riprodurla nel suo villino di Pesaro. Era impossibile restare indifferenti davanti a questa nuova, audace e immaginifica costruzione. Le decorazioni esterne erano innovative anche nella struttura: per la sua particolare resistenza, era stato utilizzato il cemento idraulico, cosa inusuale per l’epoca, lavorato a mano da esperte maestranze austriache; il capolavoro infatti ha resistito fino ad oggi agli agenti atmosferici e al salino: se i fregi esterni fossero stati realizzati in stucco, già da tempo sarebbero irrimediabilmente rovinati.  La cancellata esterna, di cui oggi rimane solo l’ingresso, fu distrutta nel 1936  quando i Ruggeri, nonostante il valore artistico della struttura, furono costretti a donare ferro alla patria. Il villino appena costruito, dunque, era un incanto fiabesco apparso in mezzo al deserto che allora era il lungomare pesarese. Proviamo ad immaginare cosa provasse un ospite dei Ruggeri varcando per la prima volta i cancelli d’ingresso, magari all’imbrunire. In mezzo ad un giardino di piante rare ed esotiche, sorge una visione che evoca al tempo stesso castelli nordici e palazzi orientali; le fondamenta sembrano lambite da flutti marini, tra i quali emergono a tratti polpi e aragoste. Le decorazioni sono tutte colorate a imitazione della natura – e non bianche come le vediamo oggi – e le tonalità delicate e naturali risaltano ancora di più grazie alle lampade fatte collocare in giardino, che spandono la loro luce sulle vetrate policrome, creando un gioco di riflessi che aggiunge alla già superba architettura, un’aura onirica. Le pareti del villino sono interamente...

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