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Ettore Ximenes

Ettore Ximenes

ETTORE XIMENES (1855 – 1926)   Discendente di una nobile casata spagnola, nacque a Palermo nel 1855. Il padre, calligrafo e miniaturista, lo avviò agli studi presso le scuole tecniche. X. si iscrisse poi all’Accademia di Belle Arti, dove iniziò a mostrare uno spiccato talento per la scultura. X. completò la propria formazione a Napoli (1872) e nel 1874 vinse il pensionato artistico e si trasferì a Firenze. Terminati gli studi fu molto attivo in esposizioni nazionali ed internazionali, dove ottenne diversi riconoscimenti: la medaglia d’oro per la scultura l’equilibrio (Parigi, 1878), un premio per il gruppo il Ciceruacchio (Torino, 1880) e ancora un altro premio all’esposizione di Torino del 1884. Assunse la direzione dell’Istituto d’Arte Raffaello di Urbino e si lanciò in una ricchissima stagione di concorsi che ne sancirono l’affermazione nella realizzazione di monumenti pubblici: nel 1887 il monumento a Garibaldi a Pesaro, poi la Quadriga per il Palazzo di Giustizia e la statua del Diritto per il gruppo del Vittoriano. Il suo stile baroccheggiante si sposava bene con le aspirazioni nazionaliste della cultura ufficiale dell’epoca e la sua carriera continuò a essere costellata di importanti incarichi pubblici. Nel 1900 si trasferì a Roma, dove ebbe modo di frequentare il vivace ambiente artistico locale e si lasciò suggestionare dalle contemporanee tendenze Liberty. Queste saranno particolarmente evidenti nel villino Ximenes, una casa realizzata per sé a Roma in collaborazione con gli architetti Leonardo Paterna Baldizzi ed Ernesto Basile. X. si occupò personalmente degli apparati decorativi dando sfoggio di intricati motivi floreali in linea col gusto dell’epoca. Tra i suoi principali committenti va ricordato Giuseppe Zanardelli, politico italiano per il quale realizzò una tomba nel cimitero di Brescia (1906) e diversi busti, uno dei quali esposto anche alla Biennale di Venezia. Sempre alla Biennale, X. fu presente con il marmo Ecce Mater (1905). continuò a realizzare monumenti in diverse città italiane, specialmente dopo la guerra. Fu molto attivo anche all’estero: viaggiò in Argentina, negli Stati Uniti, in Russia e in Brasile. A New York realizzò un monumento a Giovanni Verrazzano (1909). In Russia vinse il concorso per un monumento ad Alessandro II a Kiev (1909) e si soffermò per un breve periodo per occuparsi di altre commissioni minori. Nel...

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Giovanni Michelazzi

Giovanni Michelazzi

GIOVANNI MICHELAZZI (1879 – 1920)   Nacque a Roma nel 1879. La famiglia si trasferì poi in Toscana e M. seguì corsi di architettura a Firenze, diplomandosi nel 1901. Il suo esordio professionale risale al 1902-03, quando fu incaricato della ristrutturazione di una villa tradizionale in viale del Poggio Imperiale, alla periferia della città. L’architetto aggiunse all’edificio esistente una veranda laterale e una pensilina d’ingresso dove ferro, vetro e pietra artificiale andavano a sostituirsi a un’impostazione classicheggiante. Le forme fluide, di ispirazione vegetale e zoomorfa tradivano esplicitamente l’influsso dell’Art Nouveau franco-belga. La villa fu il punto di riferimento per tutta la produzione successiva di M., il cui stile si riconosce proprio nella modellazione di originali apparati decorativi applicati alla superficie muraria. Nel primo decennio del Novecento, M. ripeté la formula in numerosi altri progetti per ville private nella zona di Firenze: il villino in viale Michelangelo (1904), villa Ventilari (viale Mazzini, 1905), il villino per Ettore Ravazzani (via Scipione Ammirato, 1906), il villino del Beccaro (detto “La Prora”, via Guerrazzi, 1907), i villini Lampredi (via G. della Bella, 1907-09), la casa-emporio Vichi (via Borgo Ognissanti, 1910). Si avvalse spesso della collaborazione di altri artisti tra cui Galileo Chini e Angiolo Vannetti; i loro affreschi, bassorilievi e ceramiche si integrano armoniosamente alle superfici degli edifici e sono valorizzati dalla sapiente direzione di M. nel gestire e coordinare gli apparati decorativi. Tutti gli edifici inoltre presentano almeno un dettaglio in forma di drago, una sorta di firma da parte dell’architetto. Nel 1911 M. realizzò villa Broggi-Caraceni ( via Scipione Ammirato, Firenze), considerata il suo capolavoro. Pur riprendendo gli elementi formali e stilistici già sviluppati negli anni precedenti, l’architetto diede prova di una nuova sensibilità nel coordinare apparati decorativi e scelte architettoniche. Sebbene nessuna delle creazioni di M. presenti un rapporto diretto tra struttura e decorazione – i suoi interventi sono perlopiù modellazioni che non interferiscono con la struttura portante di tipo tradizionale –, in villa Broggi le scelte ornamentali sono in grado di dialogare e valorizzare gli spazi progettati. Il 1911 rappresentò il culmine della carriera di M. Il declino del Liberty lo portò poi ad allontanarsi dalle sperimentazioni degli anni precedenti e a prediligere modelli tradizionali, in linea con il...

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Giulio Marcovigi

Giulio Marcovigi

GIULIO MARCOVIGI (1870 – 1937)   Nacque a Bologna, dove frequentò la facoltà di ingegneria diplomandosi nel 1895. Nei primi anni di carriera si lasciò ispirare dalle fantasie Liberty, evidenti soprattutto nei fregi e nei ferri battuti della palazzina Crespi (via Matteotti, Bologna, 1912). Oggi M. è ricordato prevalentemente per i suoi contributi nel campo dell’ingegneria ospedaliera durante il regime fascista. Tra il 1925 e il 1932 realizzò l’Ospedale di Parma, l’ospedale Bellaria a Bologna, l’ospedale Maggiore di Bergamo e la nuova sede di Camerlata dell’Ospedale di Como. La sua opera più famosa e l’ospedale Niguarda Cà Granda di Milano, realizzato in collaborazione con Giulio Arata e ultimato solo nel 1939; il profilo solenne e severo dell’edificio coniuga innovazioni tipologiche suggerite dal sovrintendente sanitario Enrico Ronzani con la retorica fascista. M. morì nel 1937 all’età sessantasette anni. Testo di Federica Mentasti © A. Speziali, Giuseppe Sommaruga (1867-1917). Un protagonista del Liberty, Cartacanta, Forlì...

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Ettore Lambertini

Ettore Lambertini

ETTORE LAMBERTINI (1861 – 1935)   Nacque a Bologna nel 1861 e si diplomò nella scuola d’ingegneria locale. Fu attivo fondamentalmente a Bologna, con numerose realizzazioni nel centro cittadino. Si distinse nel panorama Liberty locale con edifici come casa Sanguinetti (via Irnerio, Bologna, 1907) e casa Alberani (via Farini, Bologna, 1909); entrambi i palazzi presentano in facciata rilievi di ispirazione floreale e motivi geometrici di derivazione viennese. L. propose un approccio analogo anche nella realizzazione di ville private in viale Carducci (1905-10), viale XII Giugno e viale Dante. In seguito L. fu molto attivo a Pesaro, in qualità di consulente urbanistico del comune. Sotto la sua supervisione vennero realizzati numerosi edifici pubblici, alcuni dei quali di sua progettazione. Nonostante gli impegni nelle Marche, L. rimase stabilmente a Bologna e continuò a lavorarvi fino al 1927. Morì nel 1935. Testo di Federica Mentasti © A. Speziali, Giuseppe Sommaruga (1867-1917). Un protagonista del Liberty, Cartacanta, Forlì...

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Gottardo Gussoni

Gottardo Gussoni

GOTTARDO GUSSONI (1869 – 1951)   Autore di numerose realizzazioni Liberty in Piemonte e Liguria, fu responsabile di molti edifici costruiti a Torino all’inizio del secolo. Il suo nome è legato a Pietro Fenoglio, del quale fu collaboratore proprio negli anni di maggiore attività dello studio. Collaborò alla realizzazione del Villino Raby (Torino, 1901) e del Villino Scott (Torino, 1902) e firmò numerosi altri progetti che lo studio Fenoglio realizzò nei primi del Novecento. Nel 1918, a diversi anni di distanza dal periodo Liberty, si occupò degli aspetti ingegneristici della casa della Vittoria (corso Francia 23, Torino, 1918) un’interpretazione a metà tra il Gotico e il Liberty vota a celebrare la vittoria dell’Italia nella Prima Guerra Mondiale. In Liguria fu attivo con la realizzazione delle ville Massara e Zanelli, rispettivamente ad Alassio e Savona. Realizzate entrambe nel 1907, riprendono molte delle soluzioni formali e decorative già sperimentate a Torino nel villino Scott e le forti analogie planimetriche suggeriscono la compartecipazione di Fenoglio. Villa Zanelli fu ceduta dalla famiglia Zanelli nel 1933; gli interni sono stati alterati per rispondere alle mutate funzioni in qualità di edificio pubblico. Oggi la villa versa in uno stato di profondo degrado ma conserva ancora intatti alcuni dettagli originali tra cui ferri battuti, affreschi e stucchi.   Testo di Federica Mentasti © A. Speziali, Giuseppe Sommaruga (1867-1917). Un protagonista del Liberty, Cartacanta, Forlì...

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Giovanni Gribodo

Giovanni Gribodo

GIOVANNI GRIBODO (1846 – 1924)   Nacque a Torino nel 1846 e studiò alla Scuola di Applicazione per Ingegneri diplomandosi nel 1866. L’attività di architetto di G. fu accompagnata da impegni in ambito accademico e da numerose pubblicazioni di stampo scientifico. In qualità di architetto lavorò prevalentemente a Torino e dintorni nel primo decennio del Novecento, in concomitanza con il rinnovo architettonico e urbanistico della città. Fu particolarmente attivo nel contesto del rinnovo urbanistico del quartiere Cit Turin, tra cui spiccano le palazzine in via Piffetti. Esse mostrano un impianto architettonico di ispirazione neogotica, alleggerito da decorazioni di floreali e soprattutto da dettagli pittorici molto vicini alle contemporanee grafiche Art Nouveau. Le forme sinuose tipiche del Liberty sono riconoscibili anche nei dettagli dei ferri battuti.   Testo di Federica Mentasti © A. Speziali, Giuseppe Sommaruga (1867-1917). Un protagonista del Liberty, Cartacanta, Forlì...

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