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Augusto Cavazzoni

Augusto Cavazzoni

AUGUSTO CAVAZZONI (? – ?) Augusto Cavazzoni è stato un architetto del periodo Liberty che intorno al 1910 realizza i disegni e gli acquerelli con i progetti di ville in stile Art Noveau pubblicati in: Il Villino, Progetti dell’arch. Augusto Cavazzoni, Casa Editrice Bestetti e Tumminelli, Milano, s.d. Ha illustrato inoltre la serie di cartoline “Gli amori celebri”, e alcuni cartelli pubblicitari stampati dallo Stab. Lit. Rag. C. Sala & C. di Milano, come quelli per le cravatte R. Vismara o per il dentifricio Kofler. Per quest’ultima ditta di Padova firma anche le illustrazioni del calendarietto profumato “Almanacco 1922. Profumi e sorrisi”....

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Luciano Franco

Luciano Franco

LUCIANO FRANCO (1868-1944)   Di origini carlentinesi, visse e morì a Catania. Come architetto e ingegnere fu influenzato da Raimondo D’Aronco che conobbe tramite l’esposizione di Torino del 1902 e di Milano del 1906. Sposando con convinzione l’arte nuova, decise di applicarla ai progetti degli edifici che nel 1907 ospitarono la II Esposizione Agricola Siciliana di cui fu sia progettista che direttore tecnico. Il palazzo dell’esposizione suscitò all’epoca grande ammirazione e slanciate critiche positive. Il grande prospetto frontale aveva un fronte di centoventicinque metri con un grande arco centrale a curva araba collegato a due archi minori laterali tramite due lunghi sfinestrati a bifore, quattordici per lato. Dietro il prospetto si ergeva un grande edificio a base ottagonale che con la cupola raggiungeva i trenta metri di altezza. All’interno dell’ampio giardino interno si ergevano chioschi tra cui quello della ditta Inserra di un altro architetto, Tommaso Malerba. Sebbene il Liberty fosse presente a Catania prima del 1907, è certo che sia stata l’occasione della II Esposizione Agricola Siciliana a far confluire agli stilemi dell’Art Nouveau la convinta adesione degli altri architetti catanesi.     grande ottagono e giardino interno ingresso principale prospetto Bibliografia -Salvatore Nicolosi, Vecchie foto di Catania, Tringale Editore, 1985, p. 225. -Federico De Roberto, Esposizione di Catania 1907 albo illustrato, Catania, Crescenzio Galatola, 1908., p.16 e p.39 – La II Esposizione Agricola Siciliana, in La Tribuna Illustrata, anno XV, n.6, 10 febbraio 1907. -Tecnica e Ricostruzione, Ordine degli Ingegneri di Catania, Anno LXIII, maggio-ottobre 2008...

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Addo Cupi

Addo Cupi

ADDO CUPI (1878 – 1954)   Addo Cupi, artista poliedrico e versatile, architetto innovativo e scrittore impegnato, è certamente una delle personalità più interessanti che operò a Rimini nel primo Novecento. Frequenta gli studi classici a Rimini per poi laurearsi nel 1901 in Ingegneria ed Architettura presso il Politecnico di Torino. Pittore autodidatta, affianca la sperimentazione pittorica agli studi tecnici e inizia a dipingere in giovane età, ottenendo discreti successi. Tornando a Rimini partecipa infatti con Alberto Bianchi e Emo Curugnani alla Mostra Nazionale Belle Arti del 1909, nello stesso anno al Lido realizza la sua prima villetta in stile Liberty, affrescata dall’amico pittore Emo Curugnani; nel 1912 organizza inoltre la III Mostra d’Arte Riminese, curandone il catalogo e la copertina. Addo Cupi tenta di portare a Rimini un’idea di rinnovamento finalizzato a sprovincializzare una città che accoglieva, in quegli anni, le prime attività turistiche: una piccola rivoluzione culturale in un territorio in cui il turismo stava lentamente soppiantando la tradizione contadina. L’azione di Cupi cerca di unire le caratteristiche del paesaggio romagnolo e balneare con un linguaggio che si avvia verso un’inclinazione più moderna, raccogliendo in essa gli insegnamenti del paroliberismo futurista. Ben presto Cupi diviene infatti uno degli esponenti fondanti della breve stagione futurista riminese, destreggiandosi più che altro in campo letterario e tenendo stretti contatti coi Futuristi Filippo Tommaso Marinetti, Umberto Notari ed Enrico Cavicchioli. Il clima futurista locale si manifesta nel 1912 in occasione della “II Mostra d’arte pura e applicata”, mostra che vede, tra gli altri, la presenza di Umberto Boccioni, Emilio Notte, Silvio Bicchi e che accoglie, tra questi, anche la partecipazione dei riminesi Cupi e Curugnani. Il suo contributo al clima futurista romagnolo viene riconosciuto recentemente anche nell’esposizione “Romagna futurista”, mostra a cura di Beatrice Buscaroli Fabbri, inaugurata nel 2006 presso il Museo di San Francesco a San Marino. Scrittore di sonetti e racconti in italiano e in dialetto riminese, inizia presto a scrivere per numerose riviste: fonda il “Gazzettino Azzurro” e nel 1914 è redattore, insieme a Benso Becca e Luigi Tosi, del periodico “il Pesceragno” scrivendo con lo pseudonimo Occhio d’Alba; collabora anche nel 1915 ai numeri del periodico “Arco”, facendosi testimone degli ultimi sentori futuristi. Addo Cupi attraversa anche...

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Adolfo Avena

Adolfo Avena

ADOLFO AVENA (1860 – 1937)   Fu  un ingegnere e architetto italiano. Attivo soprattutto a Napoli, fu uno dei maggiori esponenti del Liberty napoletano con le realizzazioni di numerose ville soprattutto nel quartiere Vomero. Si laureò nel 1884 in Ingegneria, appena laureatosi presentò con Stanislao Sorrentino (ingegnere delle Tramvie napoletane) al comune di Napoli un progetto di una funicolare aerea fra via Toledo e il Corso Vittorio Emanuele. Il progetto era costituito da un lungo viadotto in travi reticolari in ferro che tagliava i Quartieri Spagnoli. Fu assunto nel 1886 al Ministero della Pubblica Istruzione di cui diventò ingegnere straordinario dei Monumenti di Roma e successivamente direttore dell’ufficio regionale dei Monumenti. A lui si devono i restauri di una serie di edifici civili e religiosi presenti in Italia Meridionale, coadiuvato da Architetti e Ingegneri che attuavano le sue direttive, tra cui Ettore Bernich. Notevoli sono i suoi rilievi di edifici storici che verranno mostrati all’Esposizione Nazionale di Torino del 1898. Dal 1910 si dedicò alla progettazione di ville e palazzi sulla collina del Vomero, di cui diverrà il principale riferimento del liberty vomerese.  Suo figlio, Gino Avena, seguì le orme del padre, diventando ingegnere e progettando a partire dagli anni trenta molti edifici (tra cui alcune ville) specialmente sul Vomero. Palazzi Palazzo in Via Luigia Sanfelice, Vomero, Napoli; Secondo Palazzo in Via Luigia Sanfelice, Vomero, Napoli; Palazzo “Avena” in Piazza Fuga, 1927/28, Vomero, Napoli. Ville Villa Loreley in Via Gioacchino Toma, 1912, Vomero, Napoli; Villa Ascarelli in Via Palizzi, 1913/15, Vomero, Napoli; Villa Spera in Via Tasso, 1922, Vomero, Napoli; Villa Catello-Piccoli in Via Domenico Cimarosa, 1918, Vomero, Napoli. Bibliografia Alfonso Gambardella e Carolina De Falco, Adolfo Avena architetto, foto di Domenico e Barbara Jodice, Napoli, Electa Napoli, 1991, ISBN 88-435-3707-5. Rossana Bossaglia (a cura di), Archivi del Liberty italiano, Milano, FrancoAngeli, 1987, ISBN 88-204-2435-5. Napoli all’alba del Novecento tra utopia e architettura della modernità – Lamont Young, Adolfo e Gino Avena, a cura di Marco de Napoli, (Atti del Convegno dell’Institut Français Le Grenoble, 7 febbraio 2014), ISBN 978-88-9326-040-4.   La Villa Ascarelli è un edificio residenziale di Napoli, ubicato in via Palizzi e fronteggia la palazzina Russo Ermolli. La villa fu edificata nel tardo liberty napoletano da Adolfo Avena tra...

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Arturo Prati

Arturo Prati

ARTURO PRATI (1871 – 1944)   Al momento non vi è una biografia sull’autore. Puoi contribuire al progetto scientifico contattandoci via mail all’indirizzo info@italialiberty.it Di seguito è riportato l’eleco e una breve descrizione delle opere del modenese Arturo Prati.   Autogarage Gatti (demolito), 1907 – Foto d’epoca dall’album Prati -Modena, Museo Civico Medioevale e Moderno. Le autorimesse sono tra le nuove tipologie edilizie che maggiormente si svilupparono con il liberty. Il successo e la “rapida” diffusione dell’automobile avevano infatti de­ terminato la assunzione di ql1el mezzo a status-symbol della borghesia più progressista. Fuori Barriera Garibaldi, sulla via Emilia ad est, in direzione Bologna, venne costruita da Emidio Gatti la prima autorimessa modenese. Il progetto presentato dal professor Prati sul finire del 1906, non trovò larghi consensi presso i membri della Commissione Consultiva d’Ornato che lo qualificò, come riporta il verbale di seduta, “poco grade­ vole”. Per tal motivo vennero consigliate ampie modifiche estetiche in parte accettate dal progettista come dimostra ilconfronto fra il progetto e l’immagine fotografica del­ l’epoca, dove comunque le suggestioni monumentali d ell ‘art nouveau permangono ad enfatizzare l’edificio. Influenze riconoscibili nel corpo che contrassegna l’ingresso ve­ ro e proprio del garage il cui motivo ad ali di farfalla previsto nel progetto, viene atte­ nuato coll’esecuzione ed applicato su di un im12ianto assai tradizionale ma caro all’ar­ chitetto modenese (la pianta rettangolare con alzato coperto a due falde o a capanna) . Inoltre ben studiata si present ava la reclamizzazione della stessa destinazione d’uso cam­ peggiante a grandi lettere dipinte sui fronti o nei medaglioni laterali in cemento deco­ rati con la ruota alata e lo stemma del Touring Club. Progetto di restauro pel fabbricato Pietri – Carpi – Prospetto via Berengario, 1911 – Copia eliografica, cm. 51 x 99 -Carpi, Archivio Storico Comunale, Archivio Lavori Pubblici, fase. 2 protocol­ lo 864. Prospetto dell’Albergo “Dorando” ora Cassa di Risparmio di Carpi –Par­ ticolari, 1911 – Carpi, via Berengario. Il grande albergo voluto dai fratelli Ulpiano e Dotando Pietri sulla centralissima via Berengario, finanziato con le off erte e i premi giunti al maratoneta Dorando dopo la clamorosa esclusione dalla vittoria olimpica, venne affidato all’architetto Prati proprio in quegli anni intensamente impegnato con amministrazioni pubbliche e con...

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Francesco Lodesani

Francesco Lodesani

FRANCESCO LODESANI (1881 – 1953)   Al momento non vi è una biografia sull’autore. Puoi contribuire al progetto scientifico contattandoci via mail all’indirizzo info@italialiberty.it. Opera di FRANCESCO LODESANI — (Scandiano 1881-1953) — Scuola Media Boiardo, ex sede distaccata, 1909-20 — Scandiano, via Fogliani 7/a. Dal 1904 ha avvio anche nel centro di Scandiano l’opera di risanamento con la demoli­zione di alcuni isolati “malsani”. Contemporaneamente venne approvato dal Consi­glio Comunale il progetto d’ampliamento a levante dell’abitato, in una area compresa tra il costruendo teatro Boiardo (1905-07) e la nuova piazza sorta a fianco della antica porta Modena. La fortuna produttiva offerta dalla vicinanza di cave di fornaci e di gesso, fu l’incentivo alla costituzione ed allo sviluppo di Società e Cooperative Operaie e Artigiane che stimolarono il programma per la costruzione di nuove scuole urbane e rurali adottato dall’amministrazione pubblica. Al professor Francesco Lodesani, una sorta di apprezzato genius loci autore delle più importanti plastiche decorative scandia­nesi dell’epoca, venne affidato l’incarico di adattare un edificio costruito nella nuova area d’espansione originariamente destinato ad abitazione popolare. In questo caso l’o­pera di abbellimento venne attuata attraverso la composizione di un articolato impagi­nato ottenuto dai rilievi in cemento a sfondo didattico incastonati nella sagoma ancora ottocentesca delle lesene accoppiate e del balconcino sovrapposto all’ingresso. Il formi­colio naif, ma pur sempre monumentale, di putti, di corone floreali, di girali, di spu­meggianti festoni e di cartelle dove sono rievocati i momenti salienti della vita contadi­na (dal chiaro intento pedagogico) si esaurisce nel divertente e davvero singolare moti­vo degli acroteri raffiguranti bambine in scala quasi reale, accoppiate ed in abito d’e­poca. Motivi antropomorfi a cui si aggiungono altri a tema zoomorfo che si ripetono nei capitelli figurati e nell’aggetto del largo cornicione. Contenuto tratto da: M. Pace Marzocchi, G. pesci, V. Vancelli, “Liberty in Emilia”, Artioli stampatore, 1988.; A. Speziali, “Romagna Liberty”, Maggioli editore,...

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