Menu Navigazione
TRA SIMBOLISMO E FUTURISMO. Gaetano Previati

TRA SIMBOLISMO E FUTURISMO. Gaetano Previati

In occasione del centenario della morte, la città natale rende omaggio a Previati con una mostra organizzata dalla Fondazione Ferrara Arte e dalle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea, che conservano un vasto fondo di dipinti e opere su carta dell’artista. La rassegna presenta al pubblico più di sessanta opere, accostando olii, pastelli e disegni delle collezioni civiche ferraresi (circa trentacinque) ad un notevole nucleo di opere concesse in prestito da collezioni pubbliche e private. Completano la selezione alcuni importanti documenti inediti. Il titolo dell’esposizione, Oltre la cornice, vuole evidenziare la tensione costante nella ricerca di Previati verso il superamento dei tradizionali confini della pittura “da cavalletto”, intesa come mezzo espressivo, come codice visivo o ancora come modalità di interazione con il pubblico. Affascinato dall’espressione dei sentimenti e dall’impegno nei grandi formati per la sua educazione tardoromantica, l’artista mette in gioco un approccio sperimentale ai soggetti e ai meccanismi della visione che gli permette di raggiungere esiti inediti. Per questo la sua ricerca occupa un fondamentale ruolo di snodo nel rinnovamento dell’arte italiana al volgere del secolo: Previati è stato considerato un erede dei maestri del passato, una figura guida del divisionismo italiano, ma anche un esempio per i giovani futuristi. Proprio per questa posizione affascinante e complessa, la sua vicenda artistica ha ancora diverse zone d’ombra che meritano di essere esplorate. Ad aprire la mostra sarà un bozzetto del visionario dipinto Gli ostaggi di Crema del 1879, che vale a Previati, non ancora trentenne, la prima affermazione pubblica e la reputazione di «indole artistica ardita fino all’esagerazione». All’interesse per i temi storici si affianca presto la fascinazione per i soggetti maudit, come testimoniano le Fumatrici di oppio o la Cleopatra. La svolta fondamentale coincide con l’adesione al divisionismo: a segnare questo passaggio sarà un’opera emblematica, Nel prato di Palazzo Pitti, il «primo tentativo della tecnica nuova della spezzatura del colore, una tecnica che dà l’impressione di una maggiore intensità di luce», come afferma lo stesso pittore. Grandi disegni, dipinti e materiali inediti documentano quindi il progetto di trasferire in pittura le impressioni musicali, intorno alla vicenda ferrarese di Ugo e Parisina. Un’altra celebre storia d’amore, quella di Paolo e Francesca, sollecita a più riprese la fantasia di Previati, culminando...

Leggi Tutto
Espressioni Liberty in ferro battuto

Espressioni Liberty in ferro battuto

Cervia propone “Espressioni Liberty in ferro battuto. Mazzucotelli, Gambini e Sommaruga” dal 9 al 19 dicembre 2019. Una spettacolare mostra ai Magazzini del Sale, ampia indagine sull’arte Liberty italiana incentrata sull’artigianato del ferro battuto. Tre sezioni che vedono riunite quasi cento opere: suggestive fotografie d’epoca e attuali, sculture in ferro battuto, progetti architettonici e decorativi, selezionatissimi prestiti provenienti da straordinarie Collezioni private. Molti di questi prestiti sono frutto dei più recenti studi e escono dalle collezioni mostrandosi al grande pubblico per la prima volta. Ogni sezione della mostra – dedicata ai tre autori protagonisti: Alessandro Mazzucoletti, Silvio Gambini e Giuseppe Sommaruga – mette in luce l’alternanza tra i due volti del Liberty italiano: quella propriamente architettonico e quello scultoreo tra una manifattura floreale nell’opera di Gambini e Mazzucoltelli come la lampada delle libellule e quella “modernista”, più inquieta e vicina a influenze europee a firma di Giuseppe Sommaruga. “All’interno della corrente artistica Art Nouveau, contraddistinta con il termine Liberty, modernista o stile floreale in Italia – anticipa il Curatore Andrea Speziali – ho voluto porre i riflettori sull’artigianato di questa seducente arte focalizzando l’attenzione sul ferro battuto che ancora oggi vede sopravvissuti pregiati manufatti a partire dalle cancellate delle ville, ai ferri decorativi di villini e palazzi. In mostra anche testimoni anche di cancellate in ferro battuto demolite durante la guerra per la fabbricazione di armi. Si tratta di una prima esposizione che va ad indagare le molteplici sfaccettature dell’arte Liberty nel ferro battuto con il susseguirsi di altre date in cui approfondire da vicino con simbolici esempi dello stile le arti applicate, grafiche, pittoriche, scultoree e architettoniche”. Il percorso della mostra si sviluppa secondo una scansione di soggetti quali manufatti decorativi in ferro battuto per interni ed esterni. I tre autori Alesandro Mazzucotelli, Silvio Gambini e Giuseppe Sommaruga entrano in sinergia tra di loro come progettisti e realizzatori diretti dei ferri battuti per la decorazione d’architettura. Una chiave inconsueta che rivela, entrando nel vivo del “fare” e nella mente dell’artista, la vera essenza concettuale e espressiva del Liberty, un movimento, una tendenza e una moda che, a distanza di più di cento anni, non ha ancora esaurito il suo potere seduttivo. La mostra “Espressioni Liberty in Ferro battuto”...

Leggi Tutto
Ceramica tra Fornaci savonesi ed albisolesi tra fine Ottocento e inizio Novecento

Ceramica tra Fornaci savonesi ed albisolesi tra fine Ottocento e inizio Novecento

IN MOSTRA AD ALBISSOLA MARINA (SV) LA CERAMICA ARTISTICA LIGURE TRA ‘800 E ‘900, CON PREGEVOLI PEZZI LIBERTY È in corso una duplice mostra a ingresso gratuito, basata sulle antiche ceramiche liguri albissolesi, realizzata dall’Associazione Lino Berzoini, “centro per lo studio e la promozione dell’arte”. Ed è assolutamente imperdibile sia per chi s’interessa in generale della ceramica artistica ligure sia per chi è appassionato in modo più particolare, come il sottoscritto Massimo Bianco, soprattutto del Liberty (ceramico). Le due mostre, complementari, si svolgono alle porte di Savona e più precisamente ad Albissola Marina, noto centro della ceramica così come la confinante Albisola Superiore (Marina si scrive con doppia s e Superiore con una s sola), a poche decine di metri di distanza l’una dall’altra, intorno alla magnifica Piazza Concordia. La prima, ubicata nel centro espositivo MuDA di Via dell’Oratorio, è dedicata alle rinomate manifatture di “Nicolò Poggi e Lina Poggi Assalini” (sottotitolo: tradizione e innovazione in ceramica), le più importanti dell’epoca ad Albissola insieme con quella di Giuseppe Piccone, e contiene anche alcuni pezzi in puro stile Liberty, a partire dalla magnifica mensola in maiolica con volto femminile e fiori, realizzata da Luigi Quaglino e che trovate riprodotta nella locandina in comune alle due mostre. La seconda, collocata invece nella vicina fornace Alba Docilia di Via Grosso, s’intitola “Ceramiche liguri tra fine ottocento e inizio novecento” (sottotitolo: le fornaci storiche savonesi e albisolesi), tratta quindi specificatamente proprio gli anni in cui si è sviluppato a livello internazionale l’Art Nouveau, per cui i pezzi presenti riconducibili a tale stile risultano numerosi. All’epoca, in ambito artistico, il mondo italiano della ceramica era forse quello maggiormente attento e aperto alle innovazioni estere e fu perciò il più pronto, già a fine ottocento, a scoprire l’Art Nouveau. Di conseguenza anche tre le fornaci albisolesi ci fu chi volle recepire la novità, che in tempi brevi si estese pure alle località circostanti, tra cui Savona, allora assai attiva in ambito ceramico con le sue fornaci. A introdurre il Liberty ad Albissola fu appunto il succitato pittore torinese Luigi Quaglino, nato nel 1870, che scese in riviera nel corso dell’ultimo decennio dell’ottocento e, dopo altre esperienze in loco, nel 1897 o nel 1898 (a seconda...

Leggi Tutto
GIAPPONISMO. Venti d’Oriente nell’arte europea

GIAPPONISMO. Venti d’Oriente nell’arte europea

Sul finire del XIX secolo la scoperta delle arti decorative giapponesi diede una notevole scossa all’intera Arte europea. Un potente vento di rinnovamento, se non proprio un uragano, che dall’Oriente investiva modelli, consuetudini stratificate nei secoli, conducendo l’arte del Vecchio Continente verso nuove e più essenziali norme compositive fatte di sintesi e colori luminosi. La svolta avvenne quando, all’inizio degli anni ’60 dell’Ottocento cominciarono a diffondersi in Europa, e principalmente in Francia, ceramiche, stampe, ed arredi da giardino dall’Impero del Sol Levante che, pochi anni addietro, nel 1853, si era aperto al resto del modo. Le prime xilografie si diffusero, dapprincipio, grazie al commercio di vasi e ceramiche, con cui questi venivano “avvolti” e“impacchettati”. I preziosi fogli erano spesso i celebri manga di Hokusai o altre brillantissime stampe di Utamaro e Hiroshige che tanta influenza ebbero sugli Impressionisti, sui Nabis, fino alle Secessioni di Vienna e Monaco per concludere il loro ascendente con i bagliori della Grade Guerra trasformandosi in un più generico culto dell’oriente nel corso degli anni 20 e 30 del Novecento. La moda giapponista, esplosa attorno al 1860 e destinata a durare almeno un altro cinquantennio coinvolse dapprima la ricca borghesia internazionale, ma soprattutto due intere generazioni di artisti, letterati, musicisti e architetti, trovando via via sempre più forza con l’innesto della nascente cultura e Liberty e modernista sempre più attenta ai valori decorativi e rigorosi dell’arte giapponese. Il taglio che Francesco Parisi ha scelto per descrivere questa effervescente pagina della storia dell’arte europea e mondiale nella grande mostra “Giapponismo, Venti d’Oriente nell’arte europea. 1860 – 1915” (Rovigo, Palazzo Roverella, dal 28 settembre 2019 al 26 gennaio 2020, per iniziativa della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, con il Comune di Rovigo e l’Accademia dei Concordi) è decisamente originale mappando, per la prima volta, le tendenze giapponiste dell’Europa tra Ottocento e Novecento: dalla Germania all’Olanda, al Belgio, dalla Francia all’Austria, alla Boemia, fino all’Italia. Nelle 4 ampie sezioni in cui è dipanato il racconto, egli affianca originali e derivati, ovvero opere scelte fra quelle che giungendo dal Giappone divamparono a oggetto di passioni e di studi in Europa, accanto alle opere che di questi “reperti” evidenzino la profonda influenza. Pittura e grafica, certo. Ma...

Leggi Tutto
Il villino Liberty. Progetti e decorazioni

Il villino Liberty. Progetti e decorazioni

L’associazione Italia Liberty insieme ad Architettura del ‘900 organizza dall’8 al 14 luglio, “Il villino Liberty. Progetti e decorazioni“, mostra con progetti e documenti fotografici originali dell’epoca di autori come Augusto Cavazzoni, Mirko Vucetich e Giuseppe Sommaruga, quest’ultimo protagonista del Liberty italiano. Il curatore della rassegna, Andrea Speziali, ha scelto il periodo della mostra in concomitanza con l’Art Nouveau Week, settimana in cui ricorrono sia l’anniversario della nascita di Giuseppe Sommaruga, che quello di Gustav Klimt, insuperabile artista della Secessione Viennese. Si tratta della seconda mostra allestita nel nuovo Spazio Espositivo Italia Liberty aperto recentemente in via Aosta 17 e nel puro spirito dell’associazione ITALIA LIBERTY che ha, tra i propri obiettivi, quello di portare alla luce autori del Novecento spesso ingiustamente dimenticati. La mostra è un’inedita occasione per scoprire aspetti particolari del Liberty attraverso le opere di progettisti quali Augusto Cavazzoni,  di cui sono in mostra una trentina di progetti acquarellati a mano e Mirko Vucetich, tra le più poliedriche figure del Novecento italiano, che  ha dato prova di sé nell’architettura tra Liberty e Déco in città come Bologna, Riccione, Lido di Venezia e Catania. Di Vucetich vengono presentati progetti di ville. La rassegna vede nel percorso espositivo anche sessanta tavole dell’opera “L’architettura di Giuseppe Sommaruga” edita da Preiss e Bestetti, Milano, nei primi anni del Novecento. Per quanto concerne Sommaruga si tratta di un seguito alla grande mostra a lui dedicata nel 2017, in occasione della quale Speziali fece eccezionalmente aprire il Grand Hotel Campo dei Fiori a Varese, a cinque decenni dalla chiusura. Le opere in mostra provengono dalla collezione privata Matteoni, Milano. IL VILLINO LIBERTY. Progetti e decorazioni Ingresso libero Lunedì – venerdì: 18:00 – 20:00 Sabato – domenica: 15:00 – 19:00 M. 334 7746143   Salva...

Leggi Tutto
Liberty Mon Amour. Appunti di viaggio nella Belle Epoque

Liberty Mon Amour. Appunti di viaggio nella Belle Epoque

Si intitola “Liberty Mon Amour. Appunti di viaggio nella Belle Epoque” la rassegna d’arte allestita a Varese nel fascinoso contesto del Battistero di Velate. Un appuntamento dall’ 11 luglio al 10 agosto 2019 per grandi esteti della bellezza, linee sinuose “a colpo di frusta”, suggestive immagini legate al mondo della natura, cromie calde, i volti femminili che irradiano energia e bellezza, l’equilibrio tra forme curvilinee e geometriche capaci di dare originalità alle architetture: istanze di modernità e raffinatezza che hanno contagiato tutta Europa nei primi anni del Novecento. Il percorso espositivo annovera arredi e oggetti d’arte originali di fine Ottocento e primi Novecento. La mostra è a cura di Carla Tocchetti, presidente di Beautiful Varese International Association, e di Andrea Speziali, esperto d’arte Liberty. I curatori proporranno, all’interno della seicentesca chiesa “Battistero di Velate” ai piedi del Sacro Monte di Varese varie espressioni artistiche: un affascinante viaggio negli anni dell’Italia Moderna, in particolare della corrente artistica legata al periodo d’oro del Novecento Varesino: l’Art Nouveau. Alcuni collezionisti dal calibro di Rodolfo Caglia, Mario Chiodetti e Enrico Brugnoni, accomunati dalla passione per il Liberty, concorrono alla realizzazione della manifestazione varesina con il prestito di autentici tesori: arredi, quadri, sculture, affiche e altre stampe originali. “A partire dalla locandina, che ritrae il portale di un villino liberty a Velate”, anticipa la curatrice Carla Tocchetti, “la mostra proporrà una esperienza suggestiva al pubblico, chiamato a immedesimarsi nel mondo dei numerosi visitatori mitteleuropei che giungevano al Sacro Monte di Varese per villeggiare nel Grand Hotel Campo dei Fiori o al Palace Hotel sul Colle Campigli: sarà come varcare la soglia di un mondo ormai leggendario, che ha segnato il gusto e il costume di una intera epoca”. La mostra si inaugura nello scenario internazionale dell’Art Nouveau Week, la settimana vede un ampio programma di appuntamenti straordinari e fuori dal comune con l’arte Liberty. Si potranno visitare in numerose città di tutta Europa gli ambienti che hanno segnato l’Art Nouveau, quali hotel, ville e palazzi specie di proprietà privata, aperti in forma esclusiva al pubblico, come a Varese il Grand Hotel Campo dei Fiori, il Palace Grand Hotel e altre ville più o meno note. Sette le mostre allestite da diversi organizzatori oltre 150...

Leggi Tutto