Menu Navigazione
Altare. Quando il Liberty incontra il vetro

Altare. Quando il Liberty incontra il vetro

★ PROGRAMMA Edizione ART NOUVEAU WEEK 2021

Tipologia:
Visita guidata agli spazi di Villa Rosa, villa in stile Liberty, e al Museo dell’Arte Vetraria Altarese.

Titolo: Quando il Liberty incontra il vetro

Luogo: Altare (SV)

Data: Giovedì 8 luglio ore 15:00
Visita guidata all’interno degli spazi di Villa Rosa, eccezionale dimora edificata tra il 1906 e il 1909, seguendo da vicino i canoni stilistici propri dell’Art Nouveau: la sua architettura e le sue decorazioni sono, quindi, espressione di una società moderna e internazionale, frutto di un’integrazione fra architettura ed arti applicate.

Progettata dall’ingegnere savonese Nicolò Campora, formatosi a Torino e attento alle innovazioni tecniche e stilistiche del suo tempo. La villa ospita all’interno delle sue sale il Museo dell’Arte Vetraria Altarese che sarà parte integrante della visita guidata.

 

Costo: Il costo del biglietto con visita guidata è di 7,00 €

Per l’occasione verrà applicato ai soci il 10% di sconto sugli acquisti all’interno del bookshop del museo.
Contatti:

info@museodelvetro.org

019584734

La segreteria è aperta dal martedì alla domenica dalle ore 15:00 alle ore 19:00

Si prega di prenotare entro il giorno prima la data della visita.

Modulo di contatto

  • Percorsi Liberty in tutta Europa, itinerari, visite guidate, mostre, workshop, conferenze e tanto altro.
 

Codice di sicurezza

Siti web:

www.museodelvetro.org

Villa Rosa – Museo dell’arte vetraria altarese

 

Villa Rosa è un’eccezionale dimora edificata tra il 1906 e il 1909, che segue da vicino i canoni stilistici propri dell’Art Nouveau: la sua architettura e le sue decorazioni sono, quindi, espressione di una società moderna e internazionale, frutto di un’integrazione fra architettura ed arti applicate.

Progettata dall’ingegnere savonese Nicolò Campora, formatosi a Torino e attento alle innovazioni tecniche e stilistiche del suo tempo, la villa è solo uno dei tanti edifici liberty che furono costruiti nel piccolo borgo di Altare, a pochi chilometri da Savona, nei primi anni del Novecento.

Committente dell’edificio fu Monsignore Giuseppe Bertolotto, figura di primaria importanza per il paese, di cui fu parroco dal 1868 fino alla sua morte avvenuta nel 1931: grazie alle sue attività, volte a una precisa promozione sociale, le sue tre sorelle, Enrichetta, Rosalia e Cesarina, contrassero importanti matrimoni, rispettivamente con Alberto Bormioli, Ettore Saroldi e Giovanni Maria Bordoni, diventando così membri di una nuova aristocrazia economica.

La villa, costruita quindi per la sorella Rosalia, da cui prende il nome, ben esprime la tipologia della villa padronale, residenza desiderata e voluta dalla borghesia imprenditoriale a cavallo dei due secoli, sottolineando molto bene le esigenze di rappresentatività sociale di questa nuova agiata classe media.

L’edificio si sviluppa su tre piani, con gli spazi distribuiti intorno al nucleo centrale vuoto della scala principale, disposta di lato, mentre a piano terra la sequenza di porticato, atrio, vestibolo e galleria posteriore crea un interessante cannocchiale visivo, reiterato anche ai piani superiori. L’articolazione spaziale della villa, dove le sale si rivelano fluidamente connesse tra loro, esprime la visione unitaria dell’architetto, anche e soprattutto in rapporto con lo spazio esterno e con la luce che entra dalle molte e ampie finestre.

La facciata principale appare tripartita e dominata sulla sinistra dalla torretta, quasi un campanile, mentre sulla destra protagonista è il bovindo circolare, un invito al movimento e a percorrere lo spazio intorno alla villa, fino al giardino posteriore.

Niccolò Campora progettò l’edificio nella sua globalità, dalla struttura architettonica alla decorazione di pareti e soffitti fino ad arrivare a vetrate e radiatori e agli elementi di arredo, in una visione unitaria in grado di conferire grande forza all’edificio.

Si tratta di una coerenza linguistica e di una integrazione tra le arti propria della stagione liberty, dove protagonista è la linea sinuosa, ripresa negli stipiti, negli architravi di porte e finestre, nelle maniglie di ottone, nonché nel corrimano della scala centrale.

Lo spazio interno della villa, è unificato dalla presenza di un motivo floreale realizzato con la tecnica della decorazione a nastro, che leggermente diverso da un ambiente all’altro, si sviluppa ad un’altezza di circa 50 cm dalla quota di pavimento.

Oltre alle pitture murali, sono presenti decorazioni eseguite con stucchi dipinti o dorati: realizzati in gesso e cartapesta, modellati seguendo un repertorio iconografico naturalistico (animale e vegetale) e coperti da uno strato di colore o doratura. Tra queste decorazioni spicca il motivo della libellula, animale liberty per eccellenza, che compare in molte sale dell’edificio.

Particolare attenzione meritano inoltre le vetrofanie che decorano le porte a doppio battente e la vetrata presente al piano terreno e che un tempo decoravano anche le vetrate dei due bovindi: caratterizzate da eccezionali motivi floreali e vegetali o da decorazioni che richiamano fortemente lo stile grafico dell’illustrazione editoriale contemporanea, questi elementi esprimono l’alta qualità dell’edificio.

La continuità della progettazione non risparmia neppure i radiatori, le stufe, i caminetti e gli arredi in legno: alcuni di questi sono ancora oggi visibili negli spazi della villa destinata ad accogliere la collezione civica del vetro di Altare.

Sottoposta a tutela nel 1986, l’edificio fu, infatti, acquistato nel 1992 dall’allora Ministero per i Beni Culturali e Ambientali nel 1992. Dopo gli importanti lavori di restauro, durati circa una decina d’anni, nel 2004 la villa è stata riaperta al pubblico diventando sede del Museo dell’Arte Vetraria Altarese. Dal 2016, dopo l’importante riforma che ha interessato il Ministero per i Beni e le Attività culturali e del turismo, riforma promossa dal ministro Dario Franceschini, Villa Rosa risulta afferente al Polo Museale della Liguria, oggi Direzione Regionale Musei Liguria, che insieme al Comune di Altare e all’Istituto per lo studio del vetro di Altare, si impegnano per la conservazione, valorizzazione e promozione dell’edificio.

 

Valentina Fiore

Direttore di Villa Rosa e del Museo del Vetro altarese

 

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Scrivi Risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>