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Vittorio Ducrot

Vittorio Ducrot

VITTORIO DUCROT
(1867 – 1942)

 

Nacque a Palermo da genitori francesi. Il padre morì prima della sua nascita e la madre si risposò con Carlo Golia, rappresentante in Sicilia della Solei Hebert & C, una ditta di mobili con sede a Torino. In seguito il patrigno avviò in proprio un laboratorio per la produzione di mobili artistici e articoli di lusso, senza tuttavia rompere i vincoli con la Solei Hebert.

Sarà questa la base dello Studio Ducrot, il mobilificio per il quale D. divenne famoso in tutta Europa. Rientrato dagli studi in Svizzera, nel 1895 D. affiancò il patrigno nella direzione della ditta: la salvò dal fallimento e la svincolò definitivamente dalla Solei Hebert, rinnovando radicalmente i metodi di produzione. D. ampliò il laboratorio e promosse l’acquisto di nuovi macchinari con l’intento di abbandonare la produzione artigianale in favore di metodi industriali. Svincolandosi dai metodi dell’ebanisteria tradizionale, D. aspirava a creare un’impresa di tipo moderno sia nell’organizzazione sia nella produzione: un’iniziativa di assoluta avanguardia, che anticipò di diversi anni i successivi sviluppi del Werkbund. Da un punto di vista formale, D. puntò subito ad allinearsi con le più recenti tendenze europee: fin dal rinnovo del 1896, chiamò a lavorare nella sua ditta professionisti inglesi e francesi. Inoltre costituì una ricca biblioteca aziendale con riviste e periodici di arti applicate contenenti gli ultimi aggiornamenti sui contemporanei sviluppi internazionali. Il particolare gusto di D. per le più recenti correnti artistiche si riscontra anche nella sua attività di mecenate e collezionista, durante la quale ebbe un ruolo rilevante nel commercializzare oggetti d’arte dei migliori artisti contemporanei – tra cui Tiffany, Lalique, Mucha e le scuole di Glasgow e Nancy.

Le maggiori innovazioni della ditta Ducrot avvennero dopo il 1902, quando alla morte del patrigno, D. assunse la completa direzione della fabbrica. Ne cambiò il nome in Ducrot, Palermo, succ. di C. Golia & C. e di Solei Hebert & C e si avvalse della collaborazione dell’architetto Ernesto Basile per promuovere ulteriori innovazioni. Basile era un architetto palermitano che proprio in quegli anni si stava affermando come grande protagonista della stagione Liberty siciliana. La collaborazione con D. era iniziata già dal 1899 ma si intensificò notevolmente con i cambiamenti del 1902. In questa occasione Basile giocò un ruolo di primo piano sia nel rinnovo organizzativo della ditta, con la creazione di un vero e proprio Ufficio Tecnico, sia nel promuovere il livello qualitativo dei prodotti Ducrot. In veste di direttore artistico – ruolo che mantenne fino al 1906 – Basile disegnò numerosi mobili per D., contribuendo in maniera fondamentale a trovare un buon equilibrio tra valore commerciale e qualità artistica dei prodotti e a rilanciare così l’immagine della ditta. Anche all’interno del panorama europeo lo Studio Ducrot fu tra le primissime imprese in grado di proporre buona sintesi tra arti applicati e produzione industriale.

Gli arredi Ducrot trovarono impiego in diversi progetti di Basile tra cui villa Igiea, il villino Florio, villa Basile, la palazzina Deliella e gli interni di palazzo Montecitorio a Roma. Di particolare interesse è la continuità raggiunta tra apparato architettonico e decorativo secondo il principio di Gesamtkunstwek, o opera d’arte totale. Un simile risultato era reso possibile grazie all’organizzazione della ditta in diversi reparti specializzati, ognuno incaricato di diversi aspetti della progettazione (ebanisteria, intaglio, intarsio, lampadari, tappezzerie, lavorazione del vetro, del cuoio, dei metalli) e quindi in grado di confrontarsi anche con le commissioni più complesse.

Gli arredi vennero inizialmente pensati da Basile in relazione alle sue realizzazioni ma vennero successivamente tipizzati in modo da permetterne la produzione in serie: in questo modo i mobili Liberty vennero resi disponibili a un vasto pubblico e non solo a una ristretta cerchia di facoltosi committenti in grado di permettersi complesse – e costose – lavorazioni artigianali. Gli ambienti di Basile furono presentati alle esposizioni di Torino (1902), di Milano (1906) e alla Biennale di Venezia (1901 e 1903) incontrando pareri entusiastici da parte della critica. Il successo della Ducrot continuò ininterrottamente fino agli anni Venti: la ditta arrivò a contare fino a 2.500 dipendenti e aprì succursali in diverse città italiane. La realizzazione del negozio di Roma vide all’opera diverse importanti maestranze del Liberty italiano tra cui Galileo Chini per le decorazioni del soffitto e Luca Beltrami per le vetrate. Oltre a clienti privati, la ditta contò in questo periodo di espansione numerosissimi incarichi per interni di lusso come alberghi e casinò ma anche per istituzioni pubbliche, sia in Italia sia all’estero. In particolare in Nord Africa la ditta riuscì a istituire una sorta di monopolio in alcune città, soppiantando la concorrenza francese. Durante la prima guerra mondiale la Ducrot, in collaborazione con la famiglia Florio, ebbe una breve parentesi come fabbrica di idrovolanti: nonostante la pronta riconversione in mobilificio alla fine del conflitto, l’esperienza tornò utile negli anni del dopoguerra per la produzione di interni per navi da crociera. Il declino della ditta iniziò con l’allontanamento di D. dal vivace ambiente artistico siciliano: una scelta a cui si associò un drastico calo qualitativo nella produzione. Le difficoltà più gravi si riscontrarono a partire dagli anni Trenta e si conclusero con la cessione dell’impresa a un gruppo finanziario genovese nel 1939. D. morì nel 1942. La ditta continuò a operare sotto diversi nuovi proprietari fino alla fine degli anni Sessanta. L’area dei capannoni Ducrot – una superficie di oltre 9000 mq e oggi rinominata Cantieri Culturali alla Zisa – è stata oggetto di una recente riqualificazione da parte del comune di Palermo e ospita oggi alcuni spazi pubblici e attività culturali. Quest’anno (2017) si festeggia il centocinquantesimo anniversario della nascita di D.; in concomitanza con le analoghe celebrazioni per Giuseppe Sommaruga, sono previsti nuovi convegni e contributi sul suo importante ruolo nello sviluppo del Liberty italiano – “150 Ducrot”.

Testo di Federica Mentasti © A. Speziali, Giuseppe Sommaruga (1867-1917). Un protagonista del Liberty, Cartacanta, Forlì 2017.

 

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