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Ver Sacrum

Ver Sacrum

Di on ott 14, 2018 in Libri | 0 commenti

VER SACRUM
(1898-1903; Gerlach & Schenk, Vienna; Casa E.A. Seemann, Lipsia; Palazzo Secessione, Vienna)

“Lo slancio di gioventù alimentato dallo spi­rito rigeneratore della primavera li ha fat­ti ricongiungere; lo spirito di gioventù che trasforma il presente in ‘moderno’ è la forza trainante del creare artistico; ecco perché queste pagine porteranno il nome di ver sacrum”. Le parole scelte da Max Burckhard per l’editoriale del primo numero (gennaio 1898, cat. 67) della rivista, “Organo dell’As­sociazione degli artisti figurativi dell’Austria”, chiariscono il titolo evocativo di “Primavera sacra” recuperando il significato di Secessio­ne in rapporto alla secessio plebis della tra­dizione romana. Centoventi sono i fascicoli dati alle stampe nell’arco di sei anni dall’edi­trice austriaca Gerlach & Schenk, in seguito, dal 1900, dalla Casa E.A. Seemann di Lipsia, per ritornare a Vienna nella prestigiosa sede del Palazzo della Secessione. In totale si con­tano 471 disegni creati appositamente per la rivista, 55 litografie e acqueforti e 216 litogra­fi (Fanelli 1989, p. 29) (cat. 68-71). La redazione è formata da quattro tra i più importanti artisti della Secessione, ovvero Koloman Moser, Friedrich König, Alfred Rol­ler e Joseph Olbrich. Collaborano con la ri­vista critici come Ludwig Hevesi e Hermann Bahr, quale consulente letterario, oltre a Carl Moll, per i contatti con artisti e gallerie, e ai numerosi autori di testi, da Rainer Maria Rilke a Otto Julius Bierbaum, da Hugo von Hof­mannsthal a Maurice Maeterlinck. Tra gli arti­sti più celebri troviamo Gustav Klimt, Joseph Hoffmann, Adolf Loos, Otto Wagner, le sorel­le Nera e Hilde Exner, e i citati Roller, Moser e Olbrich. Ancora, tra gli italiani, si segnala il nome di Giovanni Segantini. Diversi sono gli aspetti innovativi della rivista che si distingue dalle altre iniziative editoria­li legate a movimenti secessionisti europei, come “Pan” e “The Studio”, per l’elevata qua­lità grafica. Innanzitutto il formato (29 x 29 cm), quadrato, che ricorre nella produzione degli artisti della secessione, come dimostra l’ampio uso anche in architettura e nel desi­gn da parte di Hoffmann; dall’altra il riuscito rapporto fra testo e immagine attraverso una fusione armonica fra elementi decorativi e illu­strativi. A Moser, in particolare, si deve la scel­ta innovativa dell’inversione dei bianchi e dei neri nel rapporto tra figura e sfondo, che trova espressione anche nelle ricche cornici floreali; sfruttando il sistema del doppio quadrato al fine di conferire maggiore movimento Moser realizza le copertine del numero 2 del 1898 e del numero 4 del 1899. Tale espediente sarà ri­preso anche da Klimt al quale vanno assegna­te alcune tre le pagine più famose della rivista, tra cui la copertina del terzo numero del 1898 con Nuda Veritas e Der Neid. Al Palazzo della Secessione, da lui progettato, Olbrich dedica invece la testata della prima uscita del 1899. Ma è nel quaderno numero 16 del 1901 (agosto 1901) che la rivista si fa anticipatrice dei futuri sviluppi della grafica viennese, in particola­re, nella xilografia policroma Märchen da cui prenderà ispirazione il giovane Oskar Koko­schka per le sue prime opere grafiche. Di fatto, le ultime quattro annate, corrispon­denti a novantasei numeri, possono essere considerate quasi una nuova serie; oltre al di­verso formato (25 x 24 cm) e alla periodicità che da mensile diventa quindicinale, a cam­biare è l’impaginazione dove minore risulta lo spazio destinato agli interventi testuali a favore delle illustrazioni, pubblicate in serie originali xilografiche a colori.

BIBLIOGRAFIA: C.M. Nebehay, Ver Sacrum: 1898­1903, Tusch, Vienna 1975; Ver Sacrum. die Zeit­schrift der Wiener Secession, 1898-1903, a cura di Waissenberger, catalogo della mostra (Vienna, Historisches Museum der Stadt Wien, 1982-1983), Wien 1982; G. Fanelli, La linea Viennese. Grafica Art Nouveau, Cantini, Firenze 1989, pp. 26-51; S. Paesel, Bildende Kunst der Wiener Moderne: die “Wiener Sezession” un ihr Organ, die Zeitschrift “Ver Sacrum”, München 2003; M. Bressan e M. De Grassi, Ver Sacrum. La rivista d’arte della Seces­sione viennese, Edizioni della Laguna, Mariano del Friuli 2003; Nel segno di Klimt: Ver Sacrum, la rivista d’arte della secessione viennese, a cura di Bressan e M. De Grassi, catalogo della mostra (Roma, Biblioteca Angelica), Edizioni della Lagu­na, Mariano del Friuli 2007. Aa. Vv. Liberty, uno stile per l’Italia moderna, Silvana editoriale, Cinisello Balsamo 2012

Isabella Collavizza

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