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Una Stagione del Liberty a Riccione

Una Stagione del Liberty a Riccione

Di on ott 11, 2012 in Libri | 1 commento

Descrizione
“Ogni architettura è grande dopo il tramonto:
forse l’architettura è veramente un’arte notturna,
come quella dei fuochi artificiali.”
Gilbert Keith Chesterton

Sin dalla fine dell’Ottocento i villini d’epoca caratterizzano il tessuto urbano di Riccione, tracciandone di riflesso la sua storia.
Il vecchio borgo marinaro, che ha il suo fulcro in quel tratto della Flaminia rinominato Corso Fratelli Cervi, si espande in fretta sino alle dune, lambite dal mare. Tant’è che nel 1905 vengono censite duecento ville. Un patrimonio edilizio che trova la forza di propulsione nelle facoltose famiglie del Centro-Nord, attratte dalla gradevolezza della ridente località balneare, dal suo clima salubre e dalla sua atmosfera vivace, allegra e ospitale. Un processo che, escluse le parentesi dei tristi eventi bellici, prosegue nei decenni, registrando un ulteriore sviluppo negli anni Venti e Trenta. Periodo in cui il Duce con la sua famiglia trascorre le vacanze a Riccione.
Avere una residenza estiva a pochi passi da quella di Donna Rachele Guidi e di Benito Mussolini, diventa appannaggio di gerarchi, imprenditori e professionisti. Riccione si arricchisce così di un considerevole patrimonio urbanistico, in buona parte cancellato nel tempo da quel processo d’innovazione che tuttora lo mette a repentaglio. Sono centinaia i villini demoliti nel dopoguerra per lasciare spazio a pensioni e alberghi che hanno segnato il boom del turismo popolare.
In questo contesto s’inserisce la storia di Villa Antolini sulla quale il giovane autore Andrea Speziali ha svolto una certosina e meticolosa ricerca, che guida il lettore negli ambienti di quel “monumento” in stile Liberty, a Riccione davvero raro.
Tra dettagli architettonici, interni ed esterni, attraverso una serie di rare immagini e una puntuale descrizione, turisti e residenti potranno così visitare idealmente le stanze di quel simbolo della Bella époque riccionese che resiste all’evoluzione urbanistica della città.
Al nostro autore va dato merito di questo studio e soprattutto di aver scoperto che a firmare il progetto del fabbricato, autentico “gioiellino” incastonato tra il boulevard del Lungomare della Repubblica e Viale Milano, è stato Mario Mirko Vucetich, illustre architetto, nonché scrittore, scenografo e scultore di origine dalmata che operò soprattutto tra Friuli, Veneto, Emilia – Romagna e Lazio.
Una scoperta di notevole rilevanza, destinata a traghettare il nome di Riccione oltre i confini nazionali. Questa pubblicazione, attraverso la parte monografica, dedicata al futurista che ebbe contatti con Carlo Emilio Gadda, diventa così occasione anche per conoscere e rivalutare il poliedrico artista, nel tempo abbandonato.
(Tratto dalla Presentazione del libro di Nives Concolino)
Andrea Speziali, nato il 28/09/1988 a Rimini e residente a Riccione, nella zona denominata Abissinia, a pochi passi da villa Antolini.
Diplomato presso l’Istituto Statale d’Arte Federico Fellini, attualmente frequenta l’Accademia di Belle Arti a Rimini.
Coltiva con passione l’interesse per l’arte e si dedica alla pittura, scultura e alla grafica, traendo spesso ispirazione dalla produzione di Mirko Vucetich, l’ecclettico architetto di Villa Antolini e dall’Art Nouveau, offrendone originali interpretazioni.

BOOKTRAILER:_ ANDREA SPEZIALI Una Stagione del Liberty a Riccione

ISBN: 883875649X
Collana: I fuori collana
Edizione: 1
Copyright: Maggio 2010
Tipo Prodotto: Volume
Pagine: 166
Formato: 17×24

ACQUISTO: http://ordini.maggioli.it/clienti/product_info.php?products_id=7002


Recensioni:

1) Una stagione del Liberty a Riccione. Andrea Speziali realizza il suo sogno.

Un libro ed una ricerca approfonditi per raccontare la storia della crescita economica di una città, Riccione, lo stile e l’eleganza di un’epoca non ancora abbastanza lontani dagli occhi di chi sa cercare, trovare ed osservare. Proprio come ha fatto il romagnolo Andrea Speziali, curioso e instancabile ricercatore, che nell’ambito di un’indagine sulle origini di Villa Antolini ha saputo riportare alla nostra attenzione la grandezza dell’architettura Liberty in Romagna.

“Una Stagione del Liberty a Riccione” è un libro che consiglio di leggere a tutti. Scritto in modo semplice e fruibile, è una ricerca dettagliata condotta da Andrea Speziali, incentrata sulla splendida Villa Antolini, la cosiddetta Villa degli Americani, edificio in stile Liberty costruito nel 1923.
Per descriverne il contesto di costruzione, il libro esamina la città di Riccione a partire dalla fine dell’800 fino ai primi trent’anni del ‘900, la storia di Mario Mirko Vucetich (l’architetto che la progettò e costruì), per poi approdare, attraverso un’attenta analisi del territorio e del contesto storico-sociale, a definire con grande chiarezza i canoni dell’architettura Liberty e le sue origini.

Quello che maggiormente incuriosisce è l’origine della passione di Speziali per lo stile Liberty. Nella prefazione, infatti, l’autore descrive con dovizia di particolari il sogno di una villa, fatto all’età di 7 anni. Un sogno così vivido da rimanere nella memoria anche quando, qualche anno più tardi, si ritrovò ad osservare per la prima volta nella realtà la villa che aveva sognato: si trattava proprio di Villa Antolini. Una tale emozione, unita ad una certa intraprendenza e ad un grande carisma, non poteva che spingerlo a diplomarsi all’Istituto Statale d’Arte Federico Fellini, ad iscriversi successivamente all’Accademia di Belle Arti a Rimini, per poi condurlo a divenire parte attiva nella ristrutturazione della villa.

Quello che maggiormente desta ammirazione è la ricerca certosina condotta da questo ragazzo appena ventitreenne, che ha generato una testimonianza unica, condotta attraverso l’analisi di documenti, libri, quotidiani dell’epoca, immagini e ricerche negli archivi del Catasto e di Stato.

Un’indagine a 360° conduce il lettore attraverso un’epoca che trasmise il suo ottimismo ed il suo eclettismo anche all’architettura; supportata da interessanti confronti stilistici, studi di planimetrie, simbologie e iconografie, analisi di altre residenze riccionesi, storie dei protagonisti della scena – dall’architetto Mario Mirko Vucetich alla Famiglia Antolini – fino all’opera di quanti influenzarono in modo determinante, economicamente, artisticamente e culturalmente, lo sviluppo e l’importanza di questo stile.

Il libro pone un’altra interessante questione: quanti edifici in stile Liberty sono riusciti a passare indenni attraverso la guerra e la speculazione edilizia a partire dagli anni Settanta, che ha portato alla demolizione o alla discutibile trasformazione della maggior parte di essi in funzione di esigenze legate alla modernità, della costruzione di Hotel o condomini. Lo scopo è sensibilizzare l’opinione pubblica nei confronti della conservazione e protezione delle poche testimonianze rimaste di questo stile architettonico, sia in Romagna che nel territorio nazionale.

Se un sogno è in grado di ispirare una simile ricerca, allora non è forse plausibile che sia insìta nel nostro stesso inconscio una conoscenza universale, in grado di spingerci a trovare una strada, un percorso di crescita nella vita reale?
Ed ecco, forse Andrea Speziali ha scoperto molto di più di se stesso in questa indagine, ha trovato in un sogno e nella sua conseguente passione per il Liberty, l’ispirazione che lo ha portato a realizzarsi, ad entrare in empatia con l’opera di un grande architetto e ad avviare una serie di iniziative collaterali dedicate all’argomento.

In fondo è quello stesso spirito determinato che spero tanti altri giovani come lui vogliano seguire.

Genziana Ricci
Free Lance Journalist
http://www.genzianatraifiori.it
Art News & Collaterals

 

2)  “Una Stagione del Liberty a Riccione”, pubblicato da Maggioli Editore, è un’opera di Andrea Speziali, vivace ragazzo riccionese la cui passione per l’arte impreziosisce il contenuto del saggio, che prende forma durante gli anni di studio all’Istituto d’Arte Federico Fellini di Riccione e all’Accademia di Belle Arti di Rimini.

Un ritratto di Riccione apre le prime pagine del libro e ripercorre, attraverso brevi cenni, tutta la storia della città, dall’età romana fino ai giorni nostri. Un accento particolare è posto sulle notizie storico-sociali e architettoniche. La sezione successiva è dedicata all’eclettico artista Mario Mirko Vucetich, tra i lavori del quale va annoverato il progetto di Villa Antolini, indiscussa protagonista del libro. A questo “gioiellino Liberty” è dedicato un intero capitolo in cui si racconta dal progetto iniziale dell’edificio fino alla sua costruzione e poi restaurazione. Infine, un excursus su altre splendide ville riccionesi, tutte in stile Art Nouveau, porta al termine questa passeggiata nell’elegante Perla verde dell’Adriatico.

Una felice combinazione di scelte grafiche trasforma il libro stesso in un oggetto dal gusto Liberty. Il caratteristico linearismo di questa corrente artistica è ripreso nelle decorazioni delle pagine di introduzione ai capitoli e nel carattere tipografico con grazie usato per i titoli. Si raggiunge così una gradevole uniformità tra il linguaggio verbale e quello visivo.

Oltre al mirabile sforzo di ricerca che ha dato vita a questo saggio, i cui primordi risalgono alla tesi di maturità del giovane autore ed hanno probabilmente influenzato l’impostazione a tratti piuttosto scolastica del lavoro, non va sottovalutato il ricco corredo iconografico che aiuta il lettore a percepire la bellezza di ciò che viene descritto. È un’opera che può essere letta a prescindere dalla conoscenza che si possiede della città e dei suoi edifici. Può rivelarsi utile, invece, una preparazione basilare sul periodo artistico affrontato.

Daniela Donna

 

3) Nato dall’amore per l’arte del giovane autore, Una stagione liberty a Riccione è un interessantissimo volume che illustra alcune delle costruzioni più belle di Riccione, soffermandosi principalmente su Villa Antolini. Scritto in modo tale da essere facilmente fruibile anche da coloro che non sono esperti nel settore, il libro mostra chiaramente il grande lavoro di ricerca fatto a monte da Speziali, che tocca non solo l’aspetto architettonico ma anche quello artistico in generale.
Numerose cartoline del periodo, mappe catastali, articoli di giornale e manifesti, quadri e belle fotografie arricchiscono il libro, dando al lettore una visione chiara e completa di quanto descritto.
La parte principale dell’opera è dedicata, come già detto, alla splendida Villa Antolini, recentemente restaurata, ed al suo architetto, Mario Mirko Vucetich. Leggendo, risulta evidente l’ammirazione di Speziali per quest’uomo, di cui illustra non solo la vita e le principali opere, ma fa anche un confronto con altri artisti, in una panoramica completa che spazia tra le diverse forme d’arte da lui sperimentate.
La stessa accuratezza, testimoniata anche in questo caso dalle fotografie che illustrano non solo le caratteristiche principali ma anche gli aspetti minori, è riscontrabile nei capitoli dedicati alla Villa, dalla sua nascita al restauro del 2009 cui l’autore ha preso parte.
Le ultime pagine fanno una veloce carrellata su altre costruzioni riccionesi degne di nota, da Villa Emilia all’Hotel Stazione, fornendone le principali informazioni stilistiche e storiche, oltre a tante belle immagini dei palazzi citati. Un libro davvero interessante.

Maria G. Libri&recensioni.com

 

4) Una Stagione del Liberty a Riccione è titolo del libro che Andrea Speziali ha dedicato a un momento particolare nella vicenda storica di questa cittadina: i primi anni Venti del Novecento. La ricerca, che si avvale anche di un ampio materiale fotografico, è rivolta prevalentemente all’architettura delle residenze estive dei facoltosi dell’epoca. Tra quelle ancora esistenti ci sono Villa Emilia, Villa Pullè, Villa Graziosi, Pensione Florence; ma una brilla più di tutte: si tratta di Villa Antolini, detta anche “degli Americani”. Speziali, poco più che ventenne, sin da piccolo ha sviluppato per questa residenza una grande ammirazione, che negli anni si è trasformata in vera e propria dedizione. Il libro, preciso e puntuale sia sulla storia della città, sia sugli argomenti di ambito architettonico e artistico, rivela in pieno questa passione. Vi confluiscono tutte le indagini svolte dall’autore, che spaziano dai fogli catastali del Comune alle fotografie e cartoline dell’epoca, alle testimonianze delle persone informate sui fatti.
Quello che differenzia Villa Antolini dalle altre sopra citate, oltre all’eleganza espressa dalle linee semplici e sinuose tipiche dello stile Liberty, deriva soprattutto dall’essere l’opera di una personalità geniale: l’architetto Mario Mirko Vucetich. Speziali, inizialmente attratto dalla struttura della villa, è rimasto poi affascinato dalla poliedricità del suo autore, a cui dedica il libro e un ampio capitolo, dove mette in evidenza l’impegno e la creatività di questo artista non solo nell’architettura ma anche nel teatro, nella pittura e nella scultura, rivalutando così il suo ruolo dagli anni Venti (periodo in cui iniziò la carriera di architetto) fino al 1975, quando morì.

Nel 2009 i nuovi proprietari della villa hanno deciso di restituirle l’autentico splendore, e Speziali ha seguito i lavori di restauro, occupandosi personalmente del camino, su cui ha riscoperto due immagini: una scultura raffigurante una donna tra le fiamme (con una citazione incisa: “Fa come natura face in foco”) e un bassorilievo con una decorazione floreale arricchita da animali che assomigliano a salamandre o a gechi. Vista la giovane età dell’autore del libro, non resta che augurargli buon lavoro per i progetti futuri.

Sara Decembrile
[laureata in Filosofia all’Università di Bologna]

 

5) Il libro del riccionese Andrea Speziali con minuzia racconta la storia e descrive i dettagli di Villa Antolini.
Un ”gioiellino” messo in cantiere sulla Litoranea, ora viale Milano, nel 1923. In 166 pagine, corredate con oltre 230 immagini, riporta dettagli architettonici, interni ed esterni, che consentiranno al lettore di visitare idealmente le stanze di quel simbolo della Belle Epoque riccionese. Al giovane studente di Belle Arti (classe 1988), va soprattutto il merito di aver scoperto che a firmare il progetto del fabbricato, fu Mario Mirko Vucetich, illustre architetto, nonchè scrittore, scenografo e scultore dalmata che operò dal Lazio al Veneto, passando per l’Emilia Romagna. Una scoperta che contribuirà a traghettare il nome di Riccione al di là dei confini nazionali.

Famija Arciunesa

6) Le ossessioni non sempre conducono ad azioni distruttive: a volte sono l’energica spinta che serve a realizzare interessanti progetti. L’opera “Una stagione del liberty a Riccione” probabilmente non esisterebbe senza l’ossessione – rivelatasi costruttiva – di Andrea Speziali per Villa Antolini. Villa Antolini, con le sue forme ondulate, colpisce il gusto estetico e la fantasia di chiunque se la ritrovi davanti agli occhi passeggiando sul lungomare di Riccione; per l’autore di questo libro l’incontro – casuale – con la villa, ha rappresentato molto di più: il materializzarsi di un sogno fatto da bambino. Villa Antolini, conosciuta come la villa “degli americani” è uno degli esempi più elevati di liberty balneare; venne progettata da Mirko Vucetich, artista originale e raffinato che, tra l’altro, illustrò il “Libro delle favole” di Gadda e ideò la celeberrima partita a scacchi di Marostica. Protagoniste indiscusse di quest’opera le immagini: una ricca raccolta dell’opera di Mirko Vuchetich – dipinti, sculture, illustrazioni – ed un’esplorazione dettagliata di Villa Antolini, somma espressione del periodo architettonicamente più felice della storia urbanistica di Riccione.

Arianna Mamini

 

7) “Una stagione del Liberty a Riccione” (edizioni Maggioli), di Andrea Speziali, giovane storico d’arte e designer romagnolo residente a Riccione, nasce da un sogno fatto da bambino, una festa elegante in una dimora dalle linee insolite e sinuose che l’autore, ormai studente dell’Istituto d’Arte Federico Fellini, riconosce per caso in Villa Antolini, a Riccione. Da qui a inoltrarsi da neofita appassionato nelle vicende dell’Art Nouveau, di cui la Villa è un gioiello, non c’è che un passo: quello che porta Speziali a inseguire le orme dell’ignoto architetto disegnatore della Villa, che attraverso una minuziosa ricerca iconografica e documentale riesce a identificare con Mario Mirko Vucetich, famoso architetto di origini dalmate, che fu scrittore, scenografo, architetto, attore e scultore raffinato. Nel volume Speziali documenta il suo percorso di ricerca intorno alla Villa Antolini e alla vita e carriera di Vucetich, con materiale anche inedito, e in filigrana quel periodo tra il XIX e XX secolo in cui le “ville” con i loro giardini segnano a Riccione una stagione architettonica che riflette uno stile di vita e di vacanza agiato ed elegante. I testi e il ricco apparato iconografico dell’opera, quasi un tour nel tempo perduto, restituiscono una Riccione oggi in buona parte cancellata dal processo d’innovazione ancora in atto, innescato dall’allargarsi dei flussi turistici.

Giancarlo Cherubini

 

8) “Una stagione del Liberty a Riccione” (Maggioli), di Andrea Speziali, giovane designer riminese residente a Riccione, nasce da un sogno fatto da bambino, una festa elegante in una dimora dalle linee insolite e sinuose che l’autore, ormai studente dell’Istituto d’Arte, riconosce per caso in Villa Antolini, a Riccione. Da qui a inoltrarsi da neofita appassionato nelle vicende dell’Art Noveau, di cui la Villa è un gioiello, non c’è che un passo: quello che porta Speziali a inseguire le orme dell’ignoto architetto disegnatore della Villa, che attraverso una minuziosa ricerca iconografica e documentale riesce a identificare con Mirko Vucetich, famoso architetto dalmata, che fu scrittore, scenografo e scultore raffinato. Nel libro Speziali documenta il suo percorso di ricerca intorno alla Villa Antolini e alla vita e carriera di Vucetich, con materiale anche inedito, e in filigrana quel periodo tra il XIX e XX secolo in cui le “ville” con i loro giardini segnano a Riccione una stagione architettonica che riflette uno stile di vita e di vacanza agiato ed elegante. I testi e il ricco apparato iconografico dell’opera, quasi un tour nel tempo perduto, restituiscono una Riccione oggi in buona parte cancellata dal processo d’innovazione ancora in atto, innescato dall’allargarsi dei flussi turistici.

Lorella Barlaam

 

9) Ne è l’autore Andrea Speziali, un riccionese poco più che ventenne , giovane non privo di talento ma soprattutto animato da spiccati interessi e belle speranze. E’ proprio il caso di dire che “un topolino ha partorito una montagna”, tante e varie sono le risorse di cui questa pubblicazione ha avuto bisogno. All’origine c’è stata una passione adolescenziale, un colpo di fulmine per una villa piuttosto misteriosa che ha letteralmente “sedotto” un esteta in erba e l’ha avviato a coltivare l’interesse per l’arte. Poi sono arrivati gli studi più approfonditi all’Istituto d’Arte Fellini e all’Accademia, a cui si sono affiancati il minuzioso lavoro di ricerca su villa Antolini, che nel frattempo, dopo aver trovato un nome, stava acquisendo una sempre più specifica identità, sul suo architetto Vucetich, la documentazione anche iconografica sulla poliedrica attività di quest’ultimo, lo studio delle planimetrie dell’edificio, il rilievo e l’interpretazione delle simbologie in esse contenute, quali rivelano la presenza di molti elementi di natura esoterica, di simboli connessi con l’alchimia, la magia e la Massoneria. E’ stato a questo punto inevitabile che tanto materiale, così caparbiamente e meticolosamente raccolto nel corso di alcuni anni, facesse avvertire ad Andrea, prima, l’urgenza di una riorganizzazione sistematica e poi la necessità di divulgare con una pubblicazione il risultato del suo lavoro che consiste sopratutto nello studio dell’architettura Liberty a Riccione, di cui villa Antolini costituisce il caso più emblematico. Il volume ”Una Stagione del Liberty a Riccione” edito da Maggioli offre l’opportunità, finora scarsamente considerata da studi locali, di esaminare con nuovi apporti una stagione complessa dell’arte tra la fine dell’800 e i primi decenni del ‘900. Un plauso perciò va indiscutibilmente reso alla forza di volontà del giovane autore, un incoraggiamento merita il suo impegno, un ‘attestazione di fiducia, che ai giovani volenterosi non va negata, si potrà tradurre nell’acquisto della sua opera. La pubblicazione ha ottenuto il patrocinio della Regione Emilia Romagna, della Provincia di Rimini, dei Comuni di Riccione, Venezia, Padova, Gorizia, Marostica, Pescantina, dei Fratelli della Costa (tavola di Riccione) e il sostegno della Geat, Beni culturali Onlus e della galleria d’arte Rosini.

Marcello Serra

 

10) Un libro ed una ricerca approfonditi per raccontare la storia della crescita economica di una città, Riccione, lo stile e l’eleganza di un’epoca non ancora abbastanza lontani dagli occhi di chi sa cercare, trovare ed osservare. Proprio come ha fatto il romagnolo Andrea Speziali, curioso e instancabile ricercatore, che nell’ambito di un’indagine sulle origini di Villa Antolini ha saputo riportare alla nostra attenzione la grandezza dell’architettura Liberty in Romagna.

“Una Stagione del Liberty a Riccione” è un libro che consiglio di leggere a tutti. Scritto in modo semplice e fruibile, è una ricerca dettagliata condotta da Andrea Speziali, incentrata sulla splendida Villa Antolini, la cosiddetta Villa degli Americani, edificio in stile Liberty costruito nel 1923.
Per descriverne il contesto di costruzione, il libro esamina la città di Riccione a partire dalla fine dell’800 fino ai primi trent’anni del ‘900, la storia di Mario Mirko Vucetich (l’architetto che la progettò e costruì), per poi approdare, attraverso un’attenta analisi del territorio e del contesto storico-sociale, a definire con grande chiarezza i canoni dell’architettura Liberty e le sue origini.

Quello che maggiormente incuriosisce è l’origine della passione di Speziali per lo stile Liberty. Nella prefazione, infatti, l’autore descrive con dovizia di particolari il sogno di una villa, fatto all’età di 7 anni. Un sogno così vivido da rimanere nella memoria anche quando, qualche anno più tardi, si ritrovò ad osservare per la prima volta nella realtà la villa che aveva sognato: si trattava proprio di Villa Antolini. Una tale emozione, unita ad una certa intraprendenza e ad un grande carisma, non poteva che spingerlo a diplomarsi all’Istituto Statale d’Arte Federico Fellini, ad iscriversi successivamente all’Accademia di Belle Arti a Rimini, per poi condurlo a divenire parte attiva nella ristrutturazione della villa.

Quello che maggiormente desta ammirazione è la ricerca certosina condotta da questo ragazzo appena ventitreenne, che ha generato una testimonianza unica, condotta attraverso l’analisi di documenti, libri, quotidiani dell’epoca, immagini e ricerche negli archivi del Catasto e di Stato.
Un’indagine a 360° conduce il lettore attraverso un’epoca che trasmise il suo ottimismo ed il suo eclettismo anche all’architettura; supportata da interessanti confronti stilistici, studi di planimetrie, simbologie e iconografie, analisi di altre residenze riccionesi, storie dei protagonisti della scena – dall’architetto Mario Mirko Vucetich alla Famiglia Antolini – fino all’opera di quanti influenzarono in modo determinante, economicamente, artisticamente e culturalmente, lo sviluppo e l’importanza di questo stile.

Il libro pone un’altra interessante questione: quanti edifici in stile Liberty sono riusciti a passare indenni attraverso la guerra e la speculazione edilizia a partire dagli anni Settanta, che ha portato alla demolizione o alla discutibile trasformazione della maggior parte di essi in funzione di esigenze legate alla modernità, della costruzione di Hotel o condomini.
Lo scopo è sensibilizzare l’opinione pubblica nei confronti della conservazione e protezione delle poche testimonianze rimaste di questo stile architettonico, sia in Romagna che nel territorio nazionale.

Se un sogno è in grado di ispirare una simile ricerca, allora non è forse plausibile che sia insìta nel nostro stesso inconscio una conoscenza universale, in grado di spingerci a trovare una strada, un percorso di crescita nella vita reale?
Ed ecco, forse Andrea Speziali ha scoperto molto di più di se stesso in questa indagine, ha trovato in un sogno e nella sua conseguente passione per il Liberty, l’ispirazione che lo ha portato a realizzarsi, ad entrare in empatia con l’opera di un grande architetto e ad avviare una serie di iniziative collaterali dedicate all’argomento.

In fondo è quello stesso spirito determinato che spero tanti altri giovani come lui vogliano seguire.

Un ringraziamento ed un complimento ad Andrea Speziali per l’ottima ricerca condotta nel suo libro, con la quale ha potuto arricchire anche tutti i suoi lettori.

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    1 Commento

  1. Gent.le Andrea,
    mi complimento per la tua idea ,non sono un’addetta ai lavori, ma amo gli artisti e la loro genialità…anch’io da bambina ammiravo le ville in stile liberty :mi facevano sognare di personaggi blasonati,avvolti in trine o frac dell’epoca….Da fanciulla poi, ho abitato in una di quelle ville .. sento ancora l’atmosfera e la suggestione delle mura ,degli angoli d’ombra,del vento improvviso nel giardino …..addio..

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