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Trieste Liberty

Trieste Liberty

Fino al 19 giugno una grande mostra sul Liberty in una location rigorosamente in stile: il Salone degli Incanti dell’ex Pescheria.

(LA STAMPA .Rosalba Graglia)

Appuntamento a Trieste per una grande mostra sul Liberty, appena inaugurata in una location rigorosamente in stile: il Salone degli Incanti dell’ex Pescheria, delizioso palazzotto sul mare  datato 1911, che ospitava il mercato del pesce e oggi è sede di mostre ed eventi.

Qui sono stati raccolti oltre 500 fra disegni, fotografie, documenti, pubblicazioni, tavole, elementi d’arredo, sono stati ricreati tre ambienti liberty, con le storiche vetrate dell’Excelsior Palace Hotel, e sono stati censiti più di 150 palazzi d’epoca. Tutto per raccontare “come si costruiva e come si abitava a Trieste agli inizi del ‘900”, quando la città era il porto (franco) dell’Impero Austro-Ungarico, quasi una piccola Vienna sul mare. E proprio da Vienna sono arrivate le suggestioni maggiori per quello che si può definire il “liberty triestino”: il proto-razionalismo di Otto Wagner, la Secessione di Olbrich e Hoffman, il Jugendstil, che si mescolano con il gusto del floreale italiano. Risultato, palazzi eleganti dai portoni decorati e dai balconcini di ferro battuto, che si ammirano non solo nel centro storico, ma anche nei quartieri residenziali dove la ricca borghesia mercantile sceglie di stabilirsi, a creare un mix eclettico che affascina e che è un po’ la cifra della città, da tutti i punti di vista.

Mitteleuropea per tradizione, Trieste  è una città di frontiera, quasi un nowhere, un mondo a parte, multietnica  e multiculturale da sempre. Ha una delle più grandi sinagoghe d’Europa, ma anche la chiesa luterana, quella anglicana, la basilica serbo-ortodossa di San Spiridione e quella greco-ortodossa di San Nicolò. E’ la città della psicanalisi, dove il dottor Weiss diffonde le teorie di Freud (ancora Vienna) e dove la psicanalisi diventa letteratura, con Svevo.  Ed è un ancora oggi un porto franco, in cui arrivano navi e merci da ogni parte del mondo. Insomma, un bel mix di gente, di idee, di stili. E se la mostra all’ex Pescheria offre l’occasione per andare a scoprire sul territorio il liberty, anche gli itinerari del liberty diventano eclettici e mescolano altri spunti, altre scoperte.

Usciti dalla mostra quindi, attraversiamo la Riva, e in pochi minuti siamo in piazza Hortis. Uno Svevo di bronzo sembra pronto a entrare nella biblioteca che frequentava abitualmente, in quella che ai suoi tempi era piazza Lipsia: uno scrittore in versione “domestica”, come un triestino qualsiasi (tanto che nei giorni in cui c’è il mercatino, finisce per fare da manichino inconsapevole per sciarpe e foulard, forse non gli spiace neppure..). Una breve salita, e ci si ritrova  nella deliziosa piccola piazza Cornelia Romana, con la casa liberty ocra dalle persiane verdi e dai decori floreali al n. 1, e altre al n.3, al 4, e poi è tutta un’infilata di case art nouveau in via Vittoria Colonna, al n. 2, al  6, all’8, e in via Tigor, ai numeri 10, all’ 11 con Casa Miani e al 12, con Casa Mosco.

Cavana è la città vecchia, quella delle osterie e dei bordelli, che tanto piaceva a Joyce, triestino d’adozione (anche lui si è meritato una statua di bronzo, sul Ponte Rosso al Canal Grande) forse perché gli ricordava un po’ le atmosfere della Dublino che avrebbe raccontato nell’Ulisse. E via di Cavana ci porta in fretta nella splendida piazza Unità, il centro del mondo a Trieste.

Il tempo per un capo (il caffè macchiato alla triestina) al Caffè degli Specchi, e per un paio di scoperte liberty d’eccellenza. In Piazza della Borsa al n.7 la casa di Max Fabiani, allievo a Vienna di Otto Wagner, è un perfetto esempio di liberty proto-razionalista. E in via San Nicolò all’ angolo con via Dante ci sono, affiancati, i più spettacolari edifici liberty della città, Casa Smolars, 1906 e Palazzo Terni-Dei Rossi, 1906-1908, bianchi e decoratissimi, una meraviglia. Giusto accanto, al n. 32, la ex sede della Berlitz School, dove Svevo veniva a prendere lezioni d’inglese proprio da Joyce., e al 30 una delle tante case abitate da Joyce (che pare se ne andasse senza pagare, dopo essersi procurato una lettera di raccomandazione dal primo proprietario, l’unico regolarmente saldato). E per buona misura la Libreria Antiquaria Umberto Saba, un posto mitico, libri dappertutto come in una torre di babele dell’editoria e un libraio che non  finiresti mai di ascoltare, Mario Cerne, figlio di Carletto, il socio di Saba (e se ormai vi siete affezionati agli scrittori-in-bronzo, la statua di Saba è a pochi passi, su via Dante).

topL’ultima zona liberty che vi suggeriamo porta appena fuori dal centro: a scoprire il palazzo opera di Giuseppe Sommaruga con sala teatro-cinema al n. 35 di via XX Settembre (ex via dell’Acquedotto, e al n. 16  c’è la casa dove Svevo è nato esattamente 150 anni fa). Oppure il caffè San Marco di via Battisti 18,  mix di stile Secessione e di liberty floreale, dove oggi è un habitué Claudio Magris, che gli ha dedicato un capitolo di Microcosmi (e la casa della giovinezza di Svevo è pochi numeri più in là, al 12).

Per finire, le case liberty di via Commerciale (un gioiellino la “Casa del Fauno” di Giorgio Zaninovich, altro allievo di Wagner, al n. 25) e della salita della Tranvia. Da qui passa  il tram de Opcina, la tranvia-funicolare che si arrampica per le prime colline del Carso, a regalare panorami totali sulla città.

In pratica
La mostra Trieste Liberty  è aperta dal 13 marzo al 19 giugno 2011, tutti i giorni con orario 10-20, ingresso 3€ – info:  www.triestecultura.itwww.turismofvg.
Per alloggiare, comodo e centralissimo l’Hotel Continentale di via San Nicolò 25, 4 stelle in un palazzo di fine Ottocento (doppia con prima colazione 130€- www.continentalehotel.com). Carni di maiale bollite e altre squisitezze locali da provare nei buffet (Da Pepi, via della Cassa di Risparmio 3; Siora Rosa, piazza Hortis 3,) o in trattorie di tradizione, come Da Giovanni (Via San Lazzaro, 14/b) e  Scarpon (Via della Ginnastica, 20) che propone la cucina tipica triestina e ottimo pesce.

Titolo: Trieste liberty. Costruire e abitare l’alba del novecento
Autori: Federica Rovello, Michela Messina, Lorenza Resciniti
Editore: Civici Musei Storia ed Arte
Data di Pubblicazione: 2011
ISBN: 8887377456
Pagine: 127

 

 

Comunicato stampa:

La mostra organizzata dal Comune di Trieste – Assessorato alla Cultura – Direzione Area Cultura – Civici Musei di Storia ed Arte, illustra il carattere urbano e gli aneliti modernisti di Trieste all’alba del Novecento.
La corposa serie di materiali documentali e di fonti archivistiche alle quali si è attinto e che compaiono in mostra in versione originale e, nella maggior parte dei casi, per la prima volta mostrati al pubblico, evidenzia la doppia accezione del “costruire” e dell'”abitare” illustrando con un approccio mirato al tema della residenza e del progetto architettonico di tipi edilizi i caratteri, gli aspetti salienti e i dettagli di un periodo di grande interesse e fino ad oggi poco indagato.
All’interno dell’ampio ambito espositivo, museo nel museo ascrivibile al periodo, la Pescheria costruita nel 1911, si raccontano le tre anime dell’esposizione: la prima ‘COSTRUIRE’ attraverso le sezioni “Microstorie architettoniche”, “”Tasselli urbani” e “Liberty effimero”, quindi ‘ABITARE’ con la sezione “Mobilieri a Trieste” integrate da ulteriori sezioni di approfondimento sulla “Formazione e la cultura” progettuale di progettisti e maestranze e la “Materia e tecnica” frutto di inedite e ardite sperimentazioni. Ad illustrare la terza ‘L’ALBA DEL NOVECENTO’, i principali eventi storici, politici, economici, scientifici e artistici che si avvicendano nell’arco di un ampio decennio in Europa, in Italia e a Trieste, attraverso un articolato inquadramento storico, vi è l’accompagnamento e la proiezione di circa 200 immagini d’epoca.
I documenti esposti provengono da una decina di archivi e istituzioni culturali, tra i quali l’archivio tecnico disegni e l’archivio generale del Comune di Trieste, l’archivio del Museo teatrale, l’archivio di Stato, la fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte di Trieste, alcune biblioteche civiche e numerosi collezionisti privati.
E tra disegni, fotografie, documenti scritti, pubblicazioni, album, tavole, litografie ed elementi d’arredo si arriva al cospicuo numero di circa 500 pezzi esposti, quasi tutti mostrati per la prima volta al pubblico.
Il progetto di allestimento ha previsto l’esposizione di questi preziosi elaborati su sessanta tavoli e una ventina di pannelli verticali a comporre una fitta selva di architetture e di percorsi urbani che articolano il grande spazio del Salone degli Incanti. Vengono ricostruiti, inoltre, tre ambienti abitativi completati da alcuni esempi di vetrate al tempo appartenenti all’Excelsior Palace Hotel.

Ad accompagnare la ponderosa e ricca esposizione di materiali iconografici è stata impostata una mappatura di più di 150 edifici che, nel loro complesso o per la presenza di parti significative (portoni, balconi e ferri battuti, apparati decorativi), possono essere ascritti al periodo indagato.
Di questi è stata fatta una selezione di eccellenze, circa una quarantina, che illustrano la presenza di professionisti noti e meno noti sulla scena urbana triestina di cui vengono mostrati i disegni autografi accompagnati da un centinaio di fotografie contemporanee che ne dettagliano i caratteri formali e costruttivi, consentendo un interessante confronto tra elaborati grafici d’epoca e stato attuale.

La grande mostra, promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Trieste, curata da Federica Rovello dell’Università degli Studi di Trieste con la collaborazione di Michela Messina e Lorenza Resciniti (Civici Musei di Storia ed Arte di Trieste) e dell’Ordine degli architetti della Provincia di Trieste per il progetto di allestimento, sarà visitabile nell’ex Pescheria – Salone degli Incanti dal 13 marzo al 19 giugno 2011.
Il catalogo, edito dal Comune di Trieste, sarà a cura di Federica Rovello con Michela Messina e Lorenza Resciniti.
Programma:

depliant

venerdì 8 aprile 2011, alle ore 17.30 – Sala Auditorium – ex Pescheria
Liberty: stagione d’arte tra Italia e in Europa – Incontro con Elena Pontiggia
Elena Pontiggia vive e lavora a Milano, dove insegna Storia dell’arte all’Accademia di Brera. Dal 1987 al 1993, ha fatto parte del Comitato Scientifico del PAC di Milano, e del Consiglio di Amministrazione della Quadriennale di Roma, dal 2002 al 2008. Nel 1996 ha vinto il premio San Valentino d’Oro per la Storia dell’Arte. Si occupa in particolare dell’arte italiana e internazionale fra le due guerre e del rapporto fra modernità e classicità. Collabora al “Corriere della Sera” e a “Luoghi dell’infinito”. I suoi ultimi volumi sono Edward Hopper (Rizzoli, 2004); 1935. La grande Quadriennale (Electa, 2006, con C.F.Carli); Modernità e classicità. Il ritorno all’ordine in Europa (Bruno Mondadori,2008, Premio Carducci 2009). Ha curato numerose mostre, tra cui Arturo Martini (Milano, Permanente e Roma, GNAM, 2006-2007); Il chiarismo (Milano, Palazzo Reale, 2010); Lo stupore nello sguardo. La fortuna di Rousseau in Italia da Carrà e Soffici a Breveglieri (Milano, Fondazione Stelline, in corso).

venerdì 15 aprile 2011, alle ore 17.30 – Sala Auditorium – ex Pescheria
Trieste Liberty. Costruire e abitare l’alba del Novecento
Incontro con i curatori del catalogo della mostra
Nel corso dell’incontro, introdotto dall’assessore alla Cultura Massimo Greco, interverranno Federica Rovello, Michela Messina, Lorenza Resciniti con la presenza di Pietro Neglie, Marco Covi (fotografia) e di Matteo Bartoli (grafica). Il catalogo, pubblicato dal Comune di Trieste, contiene saggi e interventi di Federica Rovello, Michela Messina, Lorenza Resciniti, Luca Bellocchi, Pietro Neglie, Ilaria Sagrati e Paola Ugolini Bernasconi.

venerdì 29 aprile 2011, alle ore 17.30 – Sala Auditorium – ex Pescheria
Liberty e architettura: riflessi di un gusto internazionale
Incontro con Giulio Polita
Giulio Polita, nato a Trieste nel 1970, ha studiato all’Istituto Universitario di Architettura di Venezia e all’Universitaet fuer Angewandte Kunst, Università delle Arti Applicate di Vienna, dove nel 1997 si è laureato con lode in architettura. Ha collaborato con realtà italiane ed estere realizzando e pubblicando lavori anche al di fuori dei confini nazionali (Techo en Mexico-the mexican Roof, Springer Verlag, Wien-New York, 2005). Ha partecipato a importanti rassegne internazionali (Stadt=Form Raum Netz, partecipazione nazionale austriaca alla XX Biennale di Architettura di Venezia, Venezia 2006; Torino-Geodesign, Torino 2008; Mak-International Architecture Conference, Vienna 2010). Si dedica all’attività didattica e accademica (IUAV di Venezia, NABA-Nuova Accademia di Belle Arti di Milano, TU Wien, Vienna). Dal maggio 2009, ricopre il ruolo di architetto progettista (designer-architect) nello studio di architettura di fama mondiale, Coop Himmelb(l)au, a Vienna.

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    1 Commento

  1. buonasera.
    desidero sapere se si può ancora acquistare la splendida pubblicazione che io già posseggo ma vorrei regalare ad un architetto cresciuto a trieste, nicola pagliara.
    grazie e cordiali saluti, christina bethe

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