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Tour Calabria Liberty

Tour Calabria Liberty

Tour Calabria liberty e non solo….. tra incanto e suggestione

Lo Stile Floreale, chiamato successivamente Liberty, cominciò ad affermarsi in Italia nell’ultimo ventennio del 1800 e fu lo stile più applicato fino all’inizio della prima guerra mondiale.
Durante questi anni si crea un nuovo linguaggio espressivo, un nuovo gusto che spesso impronta di sé tutte le arti, che rivaluta le linee curve, ispirate alle forme sinuose del mondo vegetale e combinate a elementi di fantasia.

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Agli inizi del novecento le condizioni socio-economiche della Calabria non erano molto favorevoli alla diffusione del Liberty, solo le classi più ricche potevano permettersi oggetti di importazione straniera mentre il resto della borghesia usufruiva della produzione di artigiani locali che imitavano i grandi leit-motiv artistici, come ad esempio il cosentino F. Giuliani. Motivi floreali e sinuose damine, si ritrovano come motivo dominante su pezzi di arredamento come comodini, specchiere, armadi, sedie ma gli esempi più importanti si osservano nel campo dell’ architettura civile soprattutto nella città di Rc. Nel campo della scultura , uno degli esponenti più illustri del Liberty fu Giuseppe Renda (Polistena 1859-1939).

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Focus su Reggio Calabria tra Eclettismo e Liberty

L’immagine attuale della città è il risultato di scelte urbanistiche che ne hanno condizionato lo sviluppo e la qualità architettonica. Il centro storico, nonostante le alterazioni volumetriche dovute agli interventi edilizi degli anni sessanta del XX secolo, determinati dalla nuova normativa antisismica e dall’avvio della legge “ Ponte”, conserva ancora il fascino di quella città risorta, dopo gli sconvolgimenti sismici del 1908, con il forte desiderio di essere “bella e gentile”.
L’impronta architettonica neoclassica della ricostruzione tardo settecentesca che aveva caratterizzato gli edifici pubblici più rilevanti ed alcuni palazzi civili è rimasta, sebbene mutilata in quei rari edifici sopravvissuti al terremoto (palazzo Nesci sul Corso Garibaldi, il portico delle antiche scuderie vescovili adiacente alla Cattedrale, il palazzo della Congrega di Gesù e Maria sulla via Aschenez, il portale di Palazzo Musitano sulla via cattolica dei Greci, ecc.). Soltanto qualche intervento edilizio, realizzato sul finire del secolo XIX e gli inizi del XX secolo, aveva raccolto le tendenze architettoniche dell’Italia post-unitaria ispirandosi ad un lessico o ad una gerarchia di stili che si richiamavano all’architettura dell’ Eccletismo o all’Art Nouveau. Si trattava per lo più di interventi marginali od esterni al centro urbano o piccoli padiglioni negli spazi pubblici urbani.
L’intervento post terremoto venne gestito dapprima con il sorgere di una città provvisoria di costruzioni baraccate con i modelli standardizzati che i soccorsi internazionali fecero affluire verso le zone disastrate. Villini svizzeri, villini norvegesi, case americane, case canadesi furono montati ai margini del vecchio ambito urbano per dare un ricovero alla popolazione e in mezzo ad essi le costruzioni per gli uffici, le scuole ed i luoghi di svago oltre ai baraccamenti militari.
Alla commissione di stili seguì, dopo una pausa istruttoria per decidere sulle modalità costruttive antisismiche, l’intensa attività di progettazione urbanistica, da un lato, ed architettonica con il concorso di tecnici ed imprese edili provenienti da ogni parte d’Italia.
Importante in questa fase il ruolo di Giuseppe Valentino. Dapprima assessore ai Lavori Pubblici e successivamente sindaco della città che si prodigò per attuare, attraverso la predisposizione di un idoneo Regolamento edilizio, una uniformità stilistica negli isolati urbani caratterizzati da una forte frammentazione delle proprietà immobiliari. Per combattere la non uniformità dei prospetti, poiché “nella ressa dei disegni nuovi e degli ingegneri nuovi, ciascuno voleva far risaltare se stesso, differenziandosi quanto più possibile dal vicino”, fece elaborare uno strumento, attraverso il quale si prescriveva “l’unità del prospetto nella fronte di ciascun isolato, anche appartenente a diverse ditte”.
Dopo una serie di contrasti il Regolamento trovò applicazione a partire dalla stessa Piazza Vittorio Emanuele II (piazza Italia) dove, per la ricostruzione di Palazzo Melissari si provvide a disegnare un unico prospetto con l’adiacente palazzo Musitano. La disposizione trovò applicazione su tutti gli isolati del nuovo centro urbano nei quali l’elaborazione dei prospetti seguì i canoni stilistici dettati da chi per prima provvedeva alla ricostruzione del proprio edificio.
In questo contesto le forme architettoniche seguono due linee stilistiche che spesso si traducono in una originale commistione senza la prevalenza dell’uno o dell’altro stile.
Fortemente permeato dalle forme architettoniche dell’Eclettismo fu l’ing . Pietro De Nava, neo-rinascimentale nell’edificio dell’Opera Pia “La Provvidenza che comprende anche la chiesa di San Gaetano, tra la via Aschenez e la via Torrione; neogotico nel vicino palazzo De Nava sulla via Torrione e nei due edifici gemelli che prospettano sul lato inferiore della Piazza del Carmine e sulla Via Gaspare del Fosso; neo-classico nei prospetti degli edifici laterali della piazza del Duomo, caratterizzati da portici e colonnati, nel palazzo Catanoso (oggi sede del Monte dei Paschi) e nel palazzo Manganaro, dove introdusse elementi decorativi che si ispiravano al Liberty.
L’architetto Pompilio Seno, interprete del dibattito architettonico che si svilippò nella città di Reggio attorno alla rivista “Brutium”, diretta da Alfonso Frangipane, si ispirò a canoni neoclassici nel disegno dei prospetti del palazzo Cassano, sul Corso Garibaldi di fronte alla Villa Comunale, e nella soluzione, poi scartata, dei fronti laterali di Piazza Duomo, nel progetto della Galleria Comunale, firmato con l’ing. Foderaro, che doveva sorgere sul sito dell’attuale Museo Nazionale, mentre per la Chiesa Evangelica, sempre sul Corso Garibaldi, si richiamò ai modelli del tardo gotico.
Di ispirazione neoclassica anche i prospetti di palazzo Rognetta, tra il Corso Garibaldi e la via Vitrioli, progettato dall’ing. Laviny, che con l’ing. De Simone progettò nel 1921 l’edificio del Teatro Comunale sul Corso Garibaldi e la scuola elementare “Principe di Piemonte” sulla piazza del Castello. Gli stimoli dell’architettura eclettica permearono le progettazioni, elaborate da studi tecnici nazionali, di numerosi edifici pubblici come quello della Banca d’Italia sul Corso Garibaldi, opera dell’ing. B. Accolti Gil; del Tribunale nella Piazza Castello, opera dell’arch. P.P. Farinelli; dell’Intendenza di Finanza, sulla via dei Bianchi, opera dell’ing. Dilani, in cui la decorazione liberty si manifesta negli spazi interni; del Banco di Napoli sulla via Miraglia, opera dell’ing. S. Mancini; dell’Edificio delle Poste, opera dell’arch. O. Armanni.
Gli esempi più rilevanti dell’architettura eclettica a Reggio sono stati firmati dall’ing. Domenico Zerbi tra i quali si possono citare: la neogreca casa Zerbi (oggi Pulitanò) sul Viale Roma; la neogotica villa genovese Zerbi sul Corso Vittorio Emanuele III, ai molteplici esempi neorinascimentali e neoclassici nel centro urbano come palazzo Catizzone e palazzo Scordino.
Un ruolo particolare è stato svolto dall’ing. A. Fabrizio che introdusse nelle costruzioni da lui progettate l’uso di strutture con elementi metallici e traliccio e calcestruzzo.
L’innovazione tecnica rimase tuttavia imprigionata dalle forme stilistiche neoclassiche in palazzo Melissari, che si affaccia su Piazza Italia, e di palazzoVitrioli, sull’omonima via, e nel Palazzo Sarlo sulla Via degli Ottimati, sostituito recentemente da una moderna struttura edilizia.
Le novità stlistiche del Liberty trovarono tuttavia un più consono connubio con le tecniche proprie della ricostruzione antisismica attraverso l’apporto culturale degli architetti Ernesto Basile e Camillo Autore e la sapiente attività progettuale dell’ing. Gino Zani. Il primo firmò l’edificio più rappresentativo della città, Palazzo San Giorgio, contribuendo alla soluzione architettonica di numerosi spazi urbani (piazza Duomo e piazza Vittorio Emanuele).
Il secondo, dopo aver firmato, con l’ing. Spinelli, la sede dell’Amministrazione Provinciale, progettò l’edificio dell’Istituto tecnico, sul Corso Vittorio Emanuele III, e l’edificio del Liceo Classico, sulla via Campanella. Degni di nota sono gli edifici realizzati per la committenza privata tra i quali si possono indicare la casa Travia, sulla via XXI Agosto, e il palazzo Mazzitelli, sulla via Fata Morgana. Il terzo, che coordinò l’Ufficio Tecnico del Genio Civile, firmando i progetti del Palazzo del Governo e del genio Civile oltre a numerosi edifici di edilizia economica e popolare elaborò i progetti di numerosi edifici privati tra i quali si possono citare il palazzo Zani- Spadaro, sulla via Aschenez, e il palazzo Spinelli, sulla Via Zecca.
Ruolo non minore hanno esercitato i progettisti locali che si ispirarono alle forme floreali nelle decorazioni di numerosi edifici. Tra questi va ricordato l’ing. Rosario Pedace nella semplicità decorativa di casa Gullì, a piazza Camagna, e nell’innovazione tecnica dell’edificio del Mercato, nella via XXI Agosto, sostituito negli anni sessanta dalla scuola media Spanò Bolani. Gli ingegneri Barbaro e Canova firmavano il palazzo e il teatro Siracusa, polo ricreativo sul prolungamento del Corso Garibaldi dove si affacciava anche la casa Corigliano, opera dell’ing. Cesare Prato.
Non meno rilevante è l’opera dell’ing. Fiaccadori, titolare dell’omonima impresa di costruzione, nell’edificio sito ad angolo tra il corso Vittorio Emanuele III e la via Biagio Camagna e nel villino nella via Crocefisso dove il movimento dei volumi e la scelta appropriata dei materiali si fondono con una originale decorazione.

(Tratto da “Reggio Città d’Arte – Daniele Castrizio, Maria Rosaria Fascì, Renato G.Laganà – Fotografo Attilio Morabito)

CALABRIA LIBERTY

Nel campo dell’ architettura gli esempi più importanti si osservano soprattutto nella città di Reggio Calabria che il terremoto del 1908 aveva distrutto e che fu ricostruita secondo i nuovi canoni artistici. Il centro storico conserva ancora il fascino di quella città risorta con il forte desiderio di essere “bella e gentile”. Le novità stilistiche del Liberty si manifestarono grazie anche all’apporto culturale degli architetti Ernesto Basile e Camillo Autore e alla sapiente attività progettuale dell’ingegnere Gino Zani. Il primo firmò l’edificio più rappresentativo della città Palazzo San Giorgio; il secondo progettò l’Istituto Tecnico e l’edificio del Liceo Classico; il terzo firmò il progetto del Palazzo del Governo e del Genio Civile oltre che progetti di edilizia privata e popolare. Ruolo non minore hanno poi avuto i progettisti locali che si ispirarono a motivi floreali nelle decorazioni di numerosi edifici.

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Altri esempi architettonici si possono osservare anche negli altri capoluoghi di provincia come Cosenza o Catanzaro. Nel campo della scultura , uno degli esponenti più illustri del Liberty fu Giuseppe Renda (Polistena 1859-1939).

Nato a Polistena (RC), fu autore di importanti monumenti civili e funerari e di bronzetti erotici; la sua ispirazione gli derivò dalla letteratura verista e da una compiaciuta esaltazione della bellezza femminile. Studiò all’Accademia delle Belle Arti a Napoli,città dove godette di vasta popolarità e che conserva parte delle sue opere; altre opere bronzee si trovano a Reggio Calabria e a Polistena.
Per quanto riguarda la pittura , infine, ricordiamo un’ originale figura di pittore (ma anche di scultore,orafo, decoratore e architetto) molto versatile quella di Vincenzo Jerace ( Polistena 1862-Roma 1947).In paese fu mandato a bottega da un falegname, poi si trasferì a Napoli dove frequentò l’Accademia delle Belle Arti infine completò la sua formazione con soggiorni a Londra, in Belgio e in Olanda. Prese parte a diverse esposizioni con importanti opere di sculture e opere pittoriche eseguite con la tecnica della sanguigna, che elevò a sua predominante. Molto pregiati i soggetti simbolisti con personaggi femminili. Oltre cinquecento opere sono sparse in Italia e in tutto il mondo: Canada, Cuba, Parigi, Inghilterra, Los Angeles.

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