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Le terme Corallo, uno stabilimento Liberty da salvare

Le terme Corallo, uno stabilimento Liberty da salvare

Di on apr 28, 2014 in Regione Toscana | 1 commento

Nel 1958 lo Stabilimento delle Acque della Salute, adibito nel Secondo Dopoguerra alla produzione dei tradizionali prodotti Corallo (acqua e bibite) e alla nuova bevanda, la Coca-Cola, terminò la sua attività termale dopo quasi mezzo secolo di vita, anche se già con la stipulazione delle leggi razziali si era avviato sulla strada del declino.

Nel 1968, anno in cui Coca-Cola acquisisce tutta la produzione della ditta Corallo, un incendio scoppiò nel salone centrale delle feste che arrestò l’apertura di un dancing. Da allora in poi lo stabilimento livornese è stato lasciato in balia del tempo e delle azioni vandaliche fino al 2009 quando fu acquisito dal Comune.

Lo stato in cui versano oggi gli stabilimenti termali è testimoniato dal video documentario, girato da Simone Campanella e Giacomo Favilla, vincitore al Milano Film Festival 2012 sulle Terme e pubblicato sul sito Internet dall’Associazione Terme del Corallo O.N.L.U.S., fondata nel 2012 per recuperare le antiche terme.

Il 2 giugno 2013,  dopo un anno di attività di pulizia e di messa in sicurezza, sono stati aperti al pubblico i 14 mila metri quadrati del parco situato sul retro dell’edificio termale che è stato riportato all’aspetto originario degli inizi del XX secolo. Nella prima settimana di aprile 2014 sono iniziati i lavori di restauro al padiglione centrale che mantiene ancora i decori di gusto liberty, ma nella notte del 22 aprile un incendio si è propagato in uno dei due padiglioni laterali dello stabilimento.

La scoperta della prima polla d’acqua, chiamata sovrana, risale al 1854 quando don Giuseppe Pini, parroco della chiesa dei Santi Pietro e Paolo, la scoprì nel podere Pigna di proprietà della famiglia Benci dove lavorava il fratello.

Nel 1855 fu pubblicata l’analisi effettuata sull’acqua dai professori Raffaelle Garinei e Giuseppe Orosi che la   classificarono con caratteristiche simili a quella di Montecatini Terme, ma molto più ricca di iodio.

L’anno successivo fu costruito un pozzo intorno alla sorgente che fu poi inglobato in un padiglione ottagonale: l’acqua iniziò così ad essere utilizzata dai contadini per bagni e docciature, ma anche sugli animali.

Con la morte di don Giuseppe Pini la proprietà dell’acqua ritornò agli eredi Benci sotto la quale furono nominati i primi direttori, il dott. Diomede Buonamici e il dott. Brogi, ma la sua frequentazione fu abbastanza sporadica.

Una seconda polla d’acqua, Corallo, fu scoperta e analizzata nel 1865-66 risultando simile alla prima, ma fu in seguito alla scoperta della terza polla, Sovrana, analizzata dal prof. Queirolo nel 1903 che il Consiglio Comunale deliberò nel giugno di quello stesso anno la costruzione dello stabilimento termale. Quest’ultimo fu fortemente voluto dall’industriale genovese Zaverio Audisio, dal capitano Lorenzo Gambaro, presidente della Società delle Acque costituita allo scopo di erigere lo stabilimento, e dallo stesso prof. Queirolo che l’anno precedente si era fatto costruire un villino su Viale Regina Margherita, odierno Viale Italia, oggi scomparso.

Entro la fine dell’estate del 1903 furono aperti al pubblico il padiglione della sorgente Corallo e quello adibito alla sezione popolare, mentre l’inaugurazione ufficiale si tenne il 31 luglio 1904.

Il progetto fu affidato al Direttore dell’Ufficio Tecnico Comunale Angelo Badaloni al quale si ascrivono  le grandi realizzazioni di pubblica utilità della città, realizzate a fine Ottocento, come il Mercato Centrale lungo il Fosso Reale con copertura metallica del salone centrale.

Le Terme di Livorno furono un modello di eleganza e di completezza delle terapie tanto da aggiudicarsi il Gran Premio all’Esposizione Internazionale di Parigi del 1904 per l’eccellenza delle sue cure.

Lo stabilimento era immerso in un parco che fiancheggiava la Passeggiata degli Acquedotti (oggi viale Carducci), realizzata nella prima metà del XIX secolo dall’architetto della corte Granducale Pasquale Poccianti come collegamento tra il Cisternone, monumentale deposito d’acqua per la città, e le sorgenti di Colognole.  La Passeggiata del Poccianti rappresentava un ameno e rapido accesso alla città da levante che, insieme alla zona prospiciente lo stabilimento termale, è stato in parte modificato dalla costruzione della stazione ferroviaria, inaugurata nel 1910, ma soprattutto dal cavalcavia ferroviario costruito negli anni Ottanta del XX secolo che oggi sovrasta gli edifici termali e il parco circostante, snaturando completamente l’aspetto originario della zona.

La costruzione delle terme, seguita nel 1905-07 da quella del Grand Hotel Corallo limitrofo e ancora esistente, è avvenuta in una città come la Livorno della fine dell’Ottocento che offriva ai vacanzieri di mezzo mondo, oltre alle terme, i bagni di mare ed i salotti culturali dei signori proprietari delle numerose ville cittadine e dei dintorni; basti pensare che alla fine del 1800 a Livorno erano presenti 28 uffici di consolato e di delegazioni straniere.

A dispetto di un impianto plano-volumetrico tradizionale, lo stabilimento livornese è stato il primo edificio in Toscana, e tra i primi in Italia, ad essere costruito in cemento armato utilizzando il sistema brevettato Hennebique che ha permesso la sua conservazione fino ad oggi.

Lo stabilimento era costituito da tre padiglioni funzionalmente distinti, collegati tra loro da due portici colonnati semicircolari che abbracciavano lo spazio antistante sistemato a giardino.

Il padiglione centrale era costituito da un atrio a cinque fornici al quale si accedeva tramite la scalinata centrale a ventaglio e la terrazza con balaustra in cemento con decorazioni floreali. Quest’ultima immetteva nel salone quadrangolare attraverso tre porte centrali arcuate, realizzate con profilati in ferro secondo un disegno elegantemente modernista con decorazioni floreali.

Il salone è caratterizzato da elementi architettonici classici, come le lesene che scandiscono le pareti, i timpani triangolari sopra le porte laterali e il fregio che corre lungo tutto il perimetro del salone ed è coperto da una cupola ellittica schiacciata con un’ampia apertura rettangolare centrale che conserva ancora oggi la vetrata decorata originale.

Gaetano Sammoggia (Bologna 1869-1950), autore delle decorazioni in cemento dello stabilimento, realizzò in facciata le teste femminili dalla fluente capigliatura che decorano la volta degli archi di facciata e, insieme a motivi a nastro, raccordano il fregio con le lesene che si alternano agli archi. Il fregio centrale presentava un’iscrizione in oro su fondo azzurro, mentre le parti laterali presentano ancora oggi una labile traccia della decorazione originaria.

Il padiglione centrale era adibito a vestibolo, sala delle feste, sala di lettura e di conversazione e ristorante che si affacciava sul fronte retrostante la cui facciata era più disadorna; mentre il bagno termale vero e proprio si trovava al piano sotterraneo.

Il padiglione destro era costituito da tre ambienti divisi da colonne corinzie binate. Nell’ambiente centrale absidato erano convogliate le acque delle cinque sorgenti che sgorgavano da rubinetti a forma di teste leonine, applicate nella parte bassa dell’abside che era rivestita da piastrelle in ceramica con motivi geometrici, realizzate dalla ditta fiorentina Cantagalli, produttrice degli elementi in ceramica e in vetro dell’intero complesso. Le piastrelle Cantagalli, tutt’oggi presenti, erano sovrastate da soggetti palustri affrescati dal torinese Fontana e dal livornese Malfanti che in parte si sono conservati.

Gli uffici amministrativi e la direzione si trovavano invece nel padiglione sinistro.

I fronti dei padiglioni laterali erano caratterizzati da mazzi di girasoli scolpiti come chiavi di volta sulle aperture arcate delle due facciate e da pannelli in maiolica realizzati dalla manifattura Cantagalli su disegno di Ernesto Bellandi (1842-1916), pittore e decoratore fiorentino che lavorò con i Cantagalli dal 1903 al 1915. I pannelli che incorniciavano la parte alta delle finestre laterali dei due padiglioni rappresentavano scene allusive al mare popolate di figure marine, tritoni e sirene, nel padiglione destro, mentre soggetti allusivi alle virtù benefiche e curative delle acque erano rappresentate in quello sinistro. Ancora oggi si possono distinguere le campiture cromatiche à la plat, tipiche del Liberty, ed i colori accesi delle maioliche che spiccano sulla muratura sbiadita dal tempo.

All’estremità del padiglione destro rimaneva la costruzione della sorgente Sovrana col chiosco ottagonale fatto costruire nel 1856 da don Giuseppe Pini per la vendita al popolo dell’acqua minerale purgativa; dato l’impianto simmetrico con cui fu progettato l’intero spazio termale, un analogo chiosco fu fatto costruire dalla parte opposta, all’estremità del padiglione sinistro.

Nell’ampio parco circostante erano disseminati diversi padiglioni destinati ad attività ludico-ricreative, come il Tiro a Segno (oggi distrutto) e la loggia-terrazza progettata dall’ingegner Unis dove vi si potevano trovare dei negozi al pianoterra ai quali si accedeva sotto una tettoia in ferro e vetro ed una terrazza soprastante caratterizzata da colonne corinzie binate raccordate da ringhiere in ferro battuto.

Il parco era delimitato da una recinzione in mattoni e ferro battuto  e l’ingresso si caratterizzava per due alti obelischi  che fiancheggiavano le cancellate. Gli obelischi s’innalzavano su due corpi quadrangolari a fasce bicrome degli stessi colori del complesso termale, dotati di porte e finestre che ospitavano le biglietterie.

Per il soggiorno degli ospiti dello stabilimento termale furono previsti due alberghi, il Grand Hotel Corallo, che fu costruito a poche decine di metri su progetto di Angelo Badaloni, e un albergo ecclesiastico che rimase però sulla carta.

Il Grand Hotel Corallo ripropose col suo blocco monumentale e isolato la tipologia alberghiera di fine Ottocento dove il Liberty si manifestava solo nell’apparato decorativo, scolpito in cemento e in ferro, che sottolineava soprattutto il balcone centrale. Quest’ultimo è sorretto da mensole aggettanti che si trovano ai lati della finestra ovoidale del mezzanino, da lesene d’angolo che si concludono con volti femminili scolpiti e da disegni floreali delle balaustre in ferro battuto. Decorazioni floreali scolpite si trovano anche sulle cornici delle finestre.

Le Terme del Corallo e l’annesso albergo costituirono un episodio circoscritto di architettura Liberty che anche a Livorno è costituita prevalentemente da apparati decorativi che abbelliscono semplici e tradizionali strutture architettoniche.

Di Elena Profeti

 

 

Bibliografia e sitografia (ultima consultazione 26/04/2014)
Lorenzo Sainati, Un po’ di storia sulle Acque della Salute. Appunti raccapezzati, Tipografia G. Fabbreschi, Livorno, 1903.
Luigi Pilo, Le Acque della Salute e lo Stabilimento ‘Corallo’, in «Rivista di Livorno», nn. 2-3,Stabilimento Poligrafico Belforte, Livorno, 1958.
Paolo Sica, Storia dell’urbanistica. Il Settecento, Laterza, Bari, 1976, pp. 114-117.
Dario Matteoni, Pasquale Poccianti e l’acquedotto di Livorno, Laterza, Bari, 1992.
Francesca Cagianelli, Dario Matteoni, Livorno, la costruzione di un’immagine. Tradizione e modernità nel Novecento, Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo, (Milano), 2003.
Dario Matteoni, Livorno al tempo del Liberty, edizioni ETS, Pisa, 2005.
Dario Matteoni, Cinquant’anni di scempi ed errori: giù i gioielli architettonici, in «Il Tirreno. Livorno», 4 aprile 2007.
Elena Profeti, 1861-1898. Le arti applicate della Toscana alle Esposizioni Nazionali, relatore Alessandro Tosi, a.a. 2011-2012, Pisa.

http://www.termedelcorallo.com/
http://www.quilivorno.it/news/cronaca-nera/incendio-notte-alle-terme-corallo/
http://www.quilivorno.it/news/comune/terme-corallo-partito-restauro-padiglione-mescita-i-dettagli/
http://iltirreno.gelocal.it/livorno/cronaca/2014/04/23/news/rogo-nella-notte-alle-ex-terme-del-corallo-1.9090813
https://www.youtube.com/watch?v=8Vo_MXGnRg8 (video-documentario)
https://www.youtube.com/watch?v=5jGsxTGxhGg&feature=youtu.be (video ricostruzione in 3D delle Terme del Corallo)
https://www.youtube.com/watch?v=NfAct2ROMJE
http://iluoghidelcuore.it/terme-del-corallo
http://livorno.wordpress.com/2007/08/31/le-%E2%80%9Cterme-del-corallo%E2%80%9D-di-livorno/
http://www.lanazione.it/livorno/cronaca/2010/12/10/427188-scandalo_terme_corallo.shtml
http://www.ognisette.it/news/livorno.-apre-il-parco-delle-terme-14-mila-metri-quadri-di-area-a-verde-d2019impianto-liberty
http://lavecchialivorno.blogspot.it/2011/10/immagini-acque-della-salute-livorno.html
http://livornodp.blogspot.it/2013_06_01_archive.html

 

 

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    1 Commento

  1. E’ doveroso da parte mia segnalare nella bibliografia anche il volume di Silvia Menicagli, “Fatti e personaggi attorno alle Acque della Salute. Storia di Montecatini al Mare”, Livorno, 2000, dedicato a questo gioiello dell’architettura liberty livornese inserito dal FAI tra “I Luoghi del Cuore” da salvare per il quale si stanno raccogliendo le firme. http://iluoghidelcuore.it/luoghi/livorno/livorno/albergo-corallo/28460

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