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Spezia, il teatro Trianon risorce come una fenice

Spezia, il teatro Trianon risorce come una fenice

La Spezia – «Abbiamo trenta persone tra collaboratori, ventisei e dipendenti, quattro. Contiamo di arrivare a centoventi unità nel giro di trentasei mesi con trenta assunzioni l’anno». Lo ha detto Riccardo Sensoni, responsabile della società Geca, realtà che si occupa di consulenza e marketing nella sede operativa dell’ex teatro Trianon della Spezia che nel pomeriggio di ieri ha ricevuto la visita di Pierluigi Peracchini, sindaco della Spezia e Alberto Giarelli, capo di gabinetto del primo cittadino. «Abbiamo iniziato – ha spiegato Sensoni – terminata la ristrutturazione dei locali che sono veramente suggestivi».

Le postazioni di lavoro sorgono nel cuore del gioiello liberty nato come piccolo teatro e poi destinato negli anni a diversi utilizzi. Adesso la vocazione definitiva con Geca che gestisce e cura servizi di telemarketing. «Il restauro è durato quasi tre anni – ha ripreso Sensoni – e ha permesso di riportare ai fasti iniziali le prestigiose opere che caratterizzano la struttura dove si trovano le realizzazioni e le decorazioni di Augusto Magli oltreché gli affreschi di Vittorio Giorgi».

Adesso si punta a espandere l’organico. «Questo è un lavoro che permette a chi lo fa una totale autonomia – ha spiegato – Ogni operatore può raggiungere anche i 1.500 euro mensili netti a seconda del tempo dedicato che varia da tre a sei ore giornaliere e dei risultati ottenuti. Inoltre gli operatori migliori in un quadro di crescita personale possono anche diventare responsabili di un team. A chi si avvicina è garantita l’adeguata formazione». Soddisfazione da parte del sindaco Peracchini. «La ristrutturazione è stata effettuata in modo importante tenendo conto del pregio di questa struttura che adesso può dare lavoro ai nostri concittadini», ha osservato il primo cittadino.

articolo tratto da IL SECOLO XIX © Riproduzione riservata

In precedenza | Giovedì, 17 Luglio 2014

Rifondazione: “Teatro Trianon, occasione persa”

“Il teatro Trianon, un autentico gioiello Liberty nel cuore della città. Il suo recupero poteva essere davvero un’occasione per far valorizzare e far conoscere quella Spezia bella che scompare ogni giorno sotto i nostri occhi, sotto forma di sloga e di logo da marketing, evidentemente vuoto di contenuti e di sostanza reale”. Così Massimo Lombardi dalla segreteria provinciale di Rifondazione Comunista.

“Invece sarà solo un’altra occasione persa. – incalza Lombardi – Persa tanto dal Comune come dai soggetti che nella nostra provincia dicono di aiutare la Cultura, come la Fondazione Carispe, concentrata soltanto su iniziative di cassetta o sull’housing (più o meno) sociale, che non hanno voluto ridare vita a questo piccolo miracolo Art Noveau scampato miracolosamente alla guerra (e anche dal dopoguerra, nonostante al suo interno abbia ospitato persino un garage), teatro che ha compiuto cent’anni l’anno scorso, il cui progetto, opera dell’architetto Vincenzo Bacigalupi, meritò anche un premio all’Esposizione Universale di Parigi. Poteva essere la nostra occasione per far rinascere un piccolo teatro in città con la sua sala, dotata di platea, gallerie e barcacce che offriva uno spazio elegante, in stile liberty con un arredo di poltrone in velluto che richiamavano la verde tonalità predominante .
Con la decorazione statuaria e gli stucchi realizzati da un allora emergente Augusto Magli, gli affreschi di Vittorio Giorgi, i ferri battuti di Cremonini. In alternativa a questi utopismi, che in tutta Europa vengono praticati valorizzando realtà molto meno pregiate della nostra con risvolti economici e culturali straordinari, avremmo potuto trasformarlo in una struttura ricettiva o in un centro culturale che in molti ci avrebbero invidiato. Invece no. Nonostante non si siano ancora spenti gli echi della polemica per la perdita del Monteverdi, raso al suolo e trasformato in park privato, nessun ente pubblico o semi-pubblico ha fatto offerte e il teatro è stato venduto a un’immobiliare romana. Ancora buio totale su che tipo di attività ospiterà: c’è chi dice un call-center (che evidentemente assieme ai supermercati è l’unica forma di attività che la nostra città sembra in grado di attirare), chi un angolo gastronomico di qualche catena, con tutto quel che ne consegue; mobilità e precariato e un gran senso di vuoto. Un’altra grande occasione perduta, anche per quella Spezia che vuole farsi portavoce di una cultura alternativa. Che questa vicenda sia da monito, occorre unire gli sforzi per dare risposte alternative a ciò che non ci piace, occorre rilanciare modelli nuovi superando le visioni da orticello che molti alla Spezia praticano. L’ottimismo della volontà ci deve sostenere nella consapevolezza che quella del Trianon sia l’ultima occasione persa, e che una battaglia per il suo rilancio sia il caposaldo di una nuova frontiera per La Spezia: solidale, compatibile, giusta ed equa”.

Testo tratto da La Gazzetta della Spezia

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    1 Commento

  1. La prima foto, quella del Teatro Trianon ai primi del Novecento, non rappresenta il teatro spezzino ma il suo omonimo milanese, demolito negli anni ’50.

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