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Sophie Della Valle di Casanova Browne

Sophie Della Valle di Casanova Browne

SOPHIE DELLA VALLE DI CASANOVA BROWNE
(1866 – 1960)

Di origine irlandese, figlia di un diplomatico, Sophie Browne visse dall’adolescenza in Ita­lia, risiedendo a Pallanza, dove la famiglia si era trasferita. Invece che frequentare un’ac­cademia, fu avviata al disegno e alla pittura seguendo lezioni private, per formarsi poi, a partire dagli anni novanta, sotto la guida del ferrarese Arnaldo Ferraguti, dal quale tras­se l’impostazione verista delle prime opere, evidente in Contadinella (1892-1895 circa). In questi anni è presente a numerose ras­segne in Italia e all’estero: nel 1893 espone alla Permanente a Milano e all’Esposizione di Belle Arti e Fiori di Pallanza, alla Nazionale di Montluçon e all’Internazionale di Monaco, dove viene premiata; nel 1894 espone a Bre­ra e l’anno dopo ancora alla Permanente, nel 1897 partecipa alle esposizioni internazonali di Monaco e di Stoccarda, nel 1898 espo­ne Eva a Torino, nel 1900 i pastelli Studio e Sphynx alla Triennale di Brera. Nel 1896 spo­sa il marchese Silvio Della Valle di Casano­va, musicista e poeta interessato alla cultura tedesca di fine secolo, che contribuisce in modo decisivo a orientare la sua opera verso tematiche e soluzioni simboliste, sempre più slegate dal dato reale. Risale quindi a que­sti anni a cavallo tra i due secoli una serie di figure femminili aggiornate sul gusto deco­rativo e floreale internazionale, come Flora, Eva o Nimpha (cat. 205), tutte e tre dona­te al Museo del Paesaggio di Verbania da Ester Bonacossa Della Valle di Casanova. In quest’ultima la prediletta tecnica del pastello viene piegata a effetti virtuosistici di sma­terializzazione e di astrazione, nelle spirali violette che avvolgono l’enigmatica figura, aggiornata sul simbolismo di Jean Delville. All’indirizzo simbolista contribuiscono le fre­quentazioni dei coniugi, che a villa San Re­migio – che hanno voluto trasformare in un raffinato museo privato della propria colle­zione rinascimentale realizzandone anche il giardino – ricevono numerosi artisti, musicisti e letterati, fra cui Michetti, Ripamonti, Achille Alberti, Boccioni, Busoni e D’Annunzio.

 

BIBLIOGRAFIA: S. Rebora, in Dizionario biogra­fico delle donne lombarde 568-1968, a cura di R. Farina, Baldini&Castoldi, Milano 1995, p. 227; M. Cremona, in Arnaldo Ferraguti 1862-1925. Tra pit­tura e letteratura alla fine di un secolo, a cura di S. Rebora, catalogo della mostra (Verbania, Museo del Paesaggio), Silvana Editoriale, Cinisello Balsa­mo 2006, pp. 138-142. Testo tratto da: Aa. Vv. Liberty, uno stile per l’Italia moderna, Silvana editoriale, Cinisello Balsamo 2012

Omar Cucciniello

 

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