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Società Ceramica Colonnata

Società Ceramica Colonnata

La Società Ceramica Colonnata, costituita intorno al 1891, fu la prima fabbrica di ceramiche impiantata a Sesto Fiorentino dopo la Manifattura Ginori. I fondatori dell’azienda ritennero di poter trovare spazi di mercato producendo maioliche ispirate a modelli rinascimentali. Alcune della maggiori manifatture dell’area fiorentina, dalla Cantagalli alla Salvini, alla Manifattura di Signa, producevano in quegli anni oggetti ispirati ad opere e stili di epoche passate. Il gusto per la riproduzione di opere rinascimentali era una tendenza affermatasi verso la metà dell’800 e la stessa Manifattura Ginori aveva ottenuto fama e successi commerciali in Italia e a livello internazionale, non solo per la raffinatezza delle sue porcellane, ma anche per la bellezza delle riproduzioni di opere robbiane e per la perfezione delle decorazioni a raffaellesche. Negli ultimi anni dell’800 tuttavia la fabbrica di Doccia, in piena espansione industriale, aveva progressivamente ridotto la produzione più squisitamente artigianale, ed in particolare quella di maioliche artistiche, aprendo di fatto spazi di mercato per aziende di piccole dimensioni. La Colonnata si affermò subito per la qualità della sua produzione ottenendo nel 1893 la medaglia d’oro alla World’s Columbian Exposition di Chicago. Il successo d’immagine ebbe immediate ricadute positive sul piano commerciale e produttivo tanto da consentire all’azienda di occupare nel 1896 circa 20 persone. Elemento determinante per lo sviluppo dell’azienda fu la professionalità dei proprietari e dei lavoratori. Nel 1898 risultavano proprietari della Società Ceramica Colonnata: Vittorio Bucherelli, Alfredo Contini e Olimpio Zoppi (tutti e tre ex pittori della Manifattura Ginori), Ugo Ciapini, (scultore e ornatista), Aristodemo Puliti e Ugo Tacconi. I primi due, come del resto alcuni degli operai della fabbrica, avevano frequentato la Scuola di Disegno Industriale e successivamente avevano lavorato per periodi più o meno brevi nella Manifattura Ginori. Negli anni del liberty la Colonnata produsse oggetti di pregio operando una ricerca innovativa nella quale è riconoscibile l’influenza di Galileo Chini, ineludibile punto di riferimento per tutti coloro che in Italia intendevano fabbricare ceramiche ispirandosi all’Art Noveau. Anche in quel periodo tuttavia la Colonnata continuò a produrre opere ispirate a modelli rinascimentali; tale tipo di produzione costituì una costante nella storia della fabbrica, tanto che alcuni modelli rimasero ininterrottamente in catalogo per quasi trent’anni. Dagli inizi del ‘900 alla prima guerra mondiale la Colonnata visse un periodo di stabilità e di relativa espansione, testimoniata dagli acquisti avvenuti tra il 1905 e il 1913 prima di “uno stabile ad uso di manifattura” e poi di alcuni terreni confinanti. Nel 1913 la fabbrica occupava 20 operai. Durante la prima guerra mondiale, in un contesto economico di grave crisi, anche la Colonnata fu costretta ad un notevole ridimensionamento; il dopoguerra e gli anni ’20 furono per l’azienda sestese un periodo di lenta ripresa; nel 1930 il numero degli occupati salì a 19 unità. Nella prima metà degli anni ’30, i proprietari della Società Ceramica Colonnata furono costretti, per motivi anagrafici, ad abbandonare il lavoro. Nel 1937 la fabbrica fu acquistata dall’appena costituita Arte Ceramica Italiana, ribattezzata poi nel 1939 “Arte Ceramica Italiana – La Colonnata” per sottolineare la continuità con una storia produttiva che era diventata ormai parte della tradizione ceramica sestese.
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