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Villino Antolini

Villino Antolini

Di on mar 10, 2014 in |

Nella Riccione degli anni Venti, ancora lontana dalla concezione di turismo di massa dei successivi anni Sessanta, la “stagione dei bagni” era privilegio esclusivo di facoltose e per lo più nobili famiglie per le quali anche la villa al mare era una sorta di biglietto da visita, uno status symbol per la cui realizzazione nulla era lasciato al caso.
La famiglia Antolini era tra i nomi di spicco nell’elenco dei frequentatori della Riccione balneare. Le cronache riccionesi del 1935 attestano che la Sig. Egle Antolini Massei e la figlia Brunilde, entrambe veliste, erano socie ordinarie e straordinarie del nascente Club Nautico di Riccione, di cui risultava presidentessa onoraria la Sig. Enrichetta Pasquini, proprietaria di Villa Emilia, altra storica dimora situata in prossimità di Villa Antolini. Nel bel mondo di facoltosi villeggianti che investivano anche in sontuose residenze per le vacanze, va vista la costruzione di villa Antolini, la cui progettazione viene affidata da Dante Antolini e dalla consorte Egle Massei, allora residenti a Roma, a un giovane architetto di origini dalmate, Mirko Vucetich che, interventista e futurista, ferito al fronte durante la prima guerra mondiale e perciò riformato, a soli 21 anni era stato assunto come architetto presso il comune di Gorizia, poi di Vittorio Veneto, e cominciava a dedicarsi alla libera professione a Bologna, Venezia, Roma, dove collabora con architetti del calibro di Morpurgo e di Brasini, che per il Regime realizza opere prestigiose.

L’edificio porta la data del 9 agosto del 1923 quando viene presentato in Comune il progetto. La costruzione, alla quale viene dato il nome di “villa Egle” in omaggio alla padrona di casa, termina verso la fine del 1925, come si presuppone dal racconto di qualche riccionese; non viene però completata secondo i disegni dell’architetto Mario Mirko Vucetich depositati in Comune, in quanto nell’edificio mancano diversi dettagli che sono invece presenti nel progetto. La ricerca da me condotta sulla villa mi ha permesso di entrare in possesso di molto materiale documentario, come ad esempio del catalogo della mostra che la galleria Albanese, della città di Vicenza, ha dedicato a Mirko Vucetich nel 1987, dove è stato esposta una tavola del progetto (prospetto fronte e retro). Non si sa dove sia conservato tale disegno che, stando alle conoscenze acquisite, è l’unico che rappresentasse la costruzione in modo simile alla sua effettiva realizzazione, con gli oblò decorati come tutt’ora. Il progetto è l’unico colorato ad acquarello. Dalle note biografiche dell’architetto e dalle informazioni fornite dall’ultima proprietaria della villa si evince che la Sig. Egle Antolini Massei, a cui la villa fu intitolata abbia commissionato al prof. Vucetich, la progettazione di una villa nella signorile e mondana città di Riccione, per le nobili vacanze estive della famiglia. Questa famiglia, era sempre in movimento, avendo il centro dei loro negli Stati Uniti D’America, ma era legata in particolar modo alla cittadina romagnola, in cui il soggiorno estivo offriva già allora molte occasioni di vita mondana.

Il progetto dell’edificio fu commissionato a Vucetich per la sua già brillante fama, benché fosse agli esordi della libera professione, dopo che nel 1919 era stato assunto come architetto presso il Comune di Gorizia, ancora fresco del diploma in Disegno Architettonico, conseguito nel 1917 a Napoli.

La famiglia Antolini in quegli anni risiedeva a Roma ed è lì che probabilmente ha avuto modo di conoscere Vucetich, che agli inizi degli anni Venti si era trasferito nell’Urbe.

Quando nei primi anni Quaranta, anche a causa della guerra la famiglia Antolini si radicò più stabilmente negli Stati Uniti, nel Maine, la casa fu data in affitto e tra i suoi abitanti si segnalò anche un comando americano; dopo la morte di Egle Antolini Massei, quando l’edificio divenne di proprietà della figlia Brunilde, fu venduto a una famiglia di Modena, che, non abitandola dal 2005, l’ha messa in vendita e, mentre scrivo, mi è giunta notizia ufficiosa che ci sono concrete possibilità che possa trovare un nuovo proprietario. Ciò che è importante ricordare è che la villa sorge nel cuore dell’Abissinia, la zona di Riccione più esclusiva negli anni Venti, centro della vita mondana per le nobili famiglie che passavano le vacanze in riviera. La villa è sorta sulla via Litoranea (così si chiamava al tempo via Milano), ad angolo con l’ex viale Savoia, e nella parte posteriore (lato Est) si affacciava direttamente sul mare. Dalla planimetria risulta che sulla sua destra sorgeva villa Chiarli e di fronte c’era villa Russo; di entrambi questi edifici oggi non resta traccia, perché sul loro terreno sono stati costruiti, in epoca piuttosto recente, due palazzi. Proprio per questo la villa, oggi, assume un pregio ancora maggiore: è passata indenne attraverso la guerra, la speculazione edilizia a partire dagli anni Sessanta e una certa smania di modernità, che spesso ha portato alla demolizione o a discutibili trasformazioni di molte architetture del passato, e costituisce una pregevole testimonianza della stagione del Liberty a Riccione. – Andrea Speziali

Su gentile consenso dei proprietari dell’immobile segnaliamo il villino Antolini, ”La perla Liberty della costa romagnola”.

(www.riccioneinvilla.it/villa-antolini.html)

Scheda tecnica

  • Denominazione ricorrente Villa degli americani
  • Altre denominazioni Villa Antolini
  • Indirizzo RICCIONE, viale Milano 79
  • Progettista Mario Mirko Vucetich (1898-1975)
  • Committente Dante Antolini e Egle Massei
  • Anno/periodo di costruzione 1923
  • Bibliografia

    Andrea Speziali, Una Stagione del Liberty a Riccione, Santarcangelo di Romagna, Maggioli Editore, 2010. ISBN 883875649X
    Andrea Speziali, Villa Antolini a Riccione, Lulu Editore, 2006. ISBN 978-1-4457-8644-5
    Casaviva (Mondadori, agosto 2012 n.467), pp.91-99, ''Riccione come Miami''. Testo di Rosa Tessa (speciale villa Antolini)

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