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Villa Rosa

Villa Rosa

Progettata dall’ingegnere savonese Nicolò Campora, formatosi a Torino e attento alle innovazioni tecniche e stilistiche nel campo dell’architettura internazionale, la Villa fa parte di una serie di edifici Liberty che si diffusero nel paese all’inizio del 1900, in gran parte ancora esistenti. Di tutte le realizzazioni in stile liberty ad Altare, Villa Rosa è quella che risulta più omogenea e stilisticamente rappresentativa.

Committente del lavoro fu Monsignor Giuseppe Bertolotti, curato del paese per oltre sessant’anni.

Di origini umili e con una famiglia numerosa, monsignore fece una brillante carriera ecclesiastica, diventando prima monsignore, e rifiutando poi la carica di vescovo vicario in San Giovanni in Laterano per rimanere nel paese ligure. Il Bertolotti viene ricordato, oltre che per i numerosi scritti teologici, per una serie di lavori di restauro e abbellimenti degli edifici ecclesiastici, oltre che per aver commissionato numerose costruzioni ad Altare e dintorni.

Abitata già dal 1906, Villa Rosa fu adibita a dimora estiva della famiglia Saroldi, ma col passare del tempo venne utilizzata per periodi sempre più brevi.

Sottoposta a tutela nel 1986, l’edificio fu acquistato dal Ministero per i Beni Culturali e Ambientali nel 1992. Protratti per un decennio i lavori di restauro, nel 2004 Villa Rosa è stata riaperta al pubblico come sede del Museo dell’Arte Vetraria Altarese, acquisendo così un notevole rilievo per la cultura locale e un ruolo attrattivo nell’economia del paese e della Val Bormida.

Scheda tecnica

  • Denominazione ricorrente Museo d'Arte Veteraria Altarese
  • Altre denominazioni Villa Rosa
  • Indirizzo ALTARE, piazza Del Consolato 4
  • Progettista Nicolò Campora
  • Committente Giuseppe Bertolotti
  • Anno/periodo di costruzione 1906
  • Bibliografia

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