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Villa La Peruviana

Villa La Peruviana

Di on gen 17, 2017 in |

Villa signorile di rappresentanza diplomatica risalente all’ inizio del ’900 in perfette condizioni, restauro conservativo avviato nel 2008,  che rispecchia la caratteristica architettura dell’epoca in un misto tra liberty ed art noveau, con vasto parco secolare privato, depandance e rimessa attrezzi. Unica nel suo genere in posizione dominante sulla cittadina di Seveso in cima a collina.

L’immobile dalla caratteristica pianta a “C” è così composto: al piano rialzato troviamo ampio salone principale,  cucina abitabile con ripostiglio, sala da pranzo , 2 camere o studi. bagno di servizio, 2 terrazzi oltre a vari disimpegni. Al piano primo cui si accede da scala in pietra,  5 camere da letto di cui una principale con bagno privato e accesso direto alla stanza guardaroba, 3 bagni totali e 2 terrazzi; al piano sottotetto 5 vani e doppi servizi, accesso ala torretta panoramica al livello superiore. al piano seminterrato salone da ricevimento, cucina con dispensa, soggiorno, bagno con sauna, lavanderia, 2 ampie cantine locale centrale termica ed ampia autorimessa.

La metratura complessiva è di 1.800 mq  dotata di ogni confort ,gli spazi interni sono impreziositi da affreschi di valore artistico, fregi in gesso, vetrate decorate ed altri elementi suggestivi. I pavimenti delle camere sono in essenze pregiate, mentre la zona giorno è in marmette pregiate tipiche del periodo. Parco di 40.000 mq piantumato con filari di querce, platani secolari ed altri alberi di pregio, stagno naturale, campo da tennis in terra rossa, casotto degli attrezzi prefabbricato esposto al primo expo a Milano nel ’18, serra, rustici agricoli e casotto per la caccia.

Facciate
La principale causa di degrado della villa è imputabile al lungo periodo di abbandono con la totale assenza di qualsiasi intervento manutentivo. L’obiettivo d’intervento è stato quello di ristabilire l’unità dell’opera attraverso il recupero degli aspetti formali e architettonici nel rispetto della patina del tempo, delle sue stratificazioni, dei materiali, dei colori per giungere al recupero del suo carattere. Da qui, per capire e conoscere l’edificio sono state svolte lunghe e accurate indagini preliminari: ricerche storiche in archivio, catasto e rilievi metrici, fotografici e un’ approfondita analisi delle patologie del degrado descrivendo per ciascun elemento lo stato di conservazione. Sono state eseguite prove in situ sui tipi di materiali da impiegare cercando di utilizzare prodotti e tecniche nel rispetto dell’edificio. Sono state effettuate analisi chimiche e fisiche prelevando alcuni campioni di materiale dell’edificio per capire la loro composizione e il loro stato di conservazione: i prelievi dei campioni riguardano le malte interne ed esterne dell’edificio.
Le operazioni di restauro sono iniziate dal solaio di copertura: la struttura lignea si trovava in un gravissimo stato conservativo e le infiltrazioni d’acqua avevano reso le travi completamente marcescenti con conseguenti crolli in alcune zone. Tutta l’orditura è stata ripristinata ed è stato riposizionato l’originale manto di copertura costituito da tegole marsigliesi di colore scuro.
Dopo la rimozione della  vegetazione che, in alcune porzioni di facciata, aveva alterato la percezione degli elementi architettonici con diffusa crescita di macro e microrganismi si è provveduto alle operazioni di disinfestazione per mezzo di un biocida e successivo risciacquo con acqua nebulizzata.
La superficie muraria si trovava in buono stato di conservazione: non è stato necessario rimuovere e sostituire alcun mattone. Mentre per le fughe sono state rimosse le malte di allettamento prive di consistenza, stilatura dei giunti con malte della stessa composizione di quelli originali. Trattamento preventivo contro la formazione e la crescita nel tempo di alghe e licheni. La protezione del laterizio è stata eseguita con prodotti a base di siliconi.

Affreschi
Analizzando da vicino il fregio è emersa la compresenza del motivo floreale originale eseguito con la tecnica ad affresco con le parti ridipinte a secco. In particolare, nei punti in cui la pellicola pittorica relativa al motivo ridipinto si era distaccata è rinvenuto il motivo decorato ad affresco. La decorazione si trovava in grave stato di conservazione: numerose le lacune, molte le zone con distacco e perdita di materiale. L’intervento di restauro ha seguito dapprima la rimozione dei depositi superficiali incoerenti e successivamente sono state eseguite le operazioni di consolidamento e riadesione della pellicola pittorica al substrato. Pulitura e stuccatura con malta dalla composizione compatibile con i materiali da restaurare. Successivamente si è passati alla fase dell’ integrazione pittorica delle lacune con la tecnica della velatura ed essendo il motivo ornamentale ripetitivo, in alcune zone le parti mancanti sono state ricostruite con colori sottotono per renderle distinguibili dall’originale.

Graffiti
Principale causa di degrado dei graffiti sono l’assorbimento di umidità e gli effetti provocati dagli sbalzi termici che determinano dilatazioni dei vari strati d’intonaco favorendo il progressivo distacco. Dopo le fasi di pulitura, eseguita con acqua a bassa pressione e impacchi, sono state svolte le operazioni di consolidamento e riadesioni degli strati pericolanti e per le parti mancanti si è optato alla loro ricostruzione con la tecnica tradizionale: applicazione di due strati di intonaco. Per ridare unità all’opera è stato riproposto lo stesso disegno, sempre riconoscibile dall’originale

Cementi
Sulle facciate tutti gli elementi realizzati in cemento decorativo, protetti in parte dal cornicione di gronda, presentavano un discreto stato conservativo, mentre per la balaustra della scala principale e per i parapetti dei terrazzi, in sostanza per le parti più esposte agli agenti atmosferici, il degrado aveva comportato fenomeni di distacco del materiale e, in alcuni punti, la totale perdita degli elementi costitutivi l’opera. La causa del grave degrado del cemento è il verificarsi del fenomeno della carbonatazione. L’alta porosità del materiale dovuta all’azione aggressiva degli agenti atmosferici consente all’acqua di penetrare all’interno degli elementi di cemento sino a raggiungere i ferri di armatura provocando così l’ossidazione degli stessi. Da qui, il degrado può manifestare microfessurazioni o fessurazioni di notevole entità o, nei casi più gravi, distacco del copriferro con conseguente esposizione dell’armatura sino al distacco e perdita totale di porzioni di materiale.
Ad oggi, l’intervento di restauro dei cementi è stato effettuato a tutti gli elementi di facciata in discreto stato di conservazione. Quindi, con patologie riguardanti soprattutto deposito superficiale consistente in polvere, patina biologica e croste nere. Prima della pulitura è stato eseguito un trattamento biocida e successivamente sono state fatte diverse prove per trovare la tecnica di pulitura idonea a non alterare la natura del materiale. A seconda della consistenza del deposito sono stati adottati diversi sistemi di pulitura: acqua nebulizzata, impacchi imbevuti di acqua demineralizzata per estrarre i sali solubili e impacchi di carbonato d’ammonio nei casi in cui il deposito risultava più consistente.
Le stuccature sono state eseguite con malta compatibile a quella originale ed è stato eseguito un trattamento di prevenzione per evitare la riformazione di attacchi biologici. Inoltre, è stato effettuato il trattamento protettivo idrorepellente su tutte le superfici di cemento.

Piano terra
Partendo da quella che un tempo era la sala da pranzo si è immediatamente provveduto a ripristinare, nelle parti in cui il soffitto era crollato, la struttura ad incannucciato e all’integrazione delle lacune delle cornici di gesso. La decorazione del soffitto è seriale e al fine di ridare armonia e completezza alla stanza la reintegrazione pittorica delle lacune è stata eseguita con la ricostruzione del motivo ornamentale. Mentre per i riquadri in cui la pellicola pittorica si presentava con piccole lacune la reintegrazione è stata trattata a velatura. Al di sotto del soffitto cassettonato si trovano tratti di pareti decorate a graffito in buono stato di conservazione per cui l’intervento di restauro si è limitato alle operazioni di pulitura e di protezione superficiale.Nella stanza con il camino, sempre al piano terra, la porzione di soffitto crollata è stata ricostruita ed intonacata con un impasto a base di calce sabbia e terre naturali. Osservando da vicino la fascia che scorre lungo tutto il perimetro del soffitto si sono potute scorgere tracce di decorazione ad affresco con motivo floreale tipicamente liberty. Sono state recuperate e restaurate entrambe le decorazioni permettendo, in tal modo, la lettura delle stratificazioni. Per le lacune di piccola entità è stata eseguita la reintegrazione pittorica con velatura mentre le lacune di grande entità sono state affrontate con reintegrazione neutra.Particolare attenzione è stata rivolta agli intonaci della stanza: mendiante l’operazione di descialbo della pittura sovrammessa alle pareti è stato recuperato l’intonaco originale dipinto a fresco di colore verde e la decorazione dello zoccolo a finto marmo. L’integrazione pittorica dell’intonaco è stata realizzata tramite abbassamento di tono a velatura delle zone con lacune e abrasioni.Nella sala d’ingresso l’apparato decorativo, in discreto stato di conservazione, è costituito da motivi a grottesche con cornici di gesso. Al centro del soffitto una scena mitologica ad affresco caratterizza la sala di ricevimento. Tutte le decorazioni sono state recuperate e restaurate.

Piano primo
Al primo piano le decorazioni riguardano solo gli stucchi dei soffitti delle stanze in grave stato di conservazione eccetto, per gli stucchi di una stanza da letto, collocata in prossimità del vano scala, della camera matrimoniale e del vano relativo al bagno. In questi vani gli stucchi hanno subito gravi danni dovuti a problemi di umidità per infiltrazioni con difetti di coesione e adesione dell’intonaco fino a parti pericolanti e di caduta: in una delle stanze a seguito di numerose porzioni di stucco crollate è emerso una decorazione ad affresco con motivo floreale liberty. L’intervento di restauro rivolto agli stucchi è stato attuato mediante operazioni di preconsolidamento con la messa in sicurezza degli stessi nelle zone in cui il pericolo di distacco era imminente. Successivamente sono state eseguite le operazioni di pulitura, di stuccatura e di reintegrazione con ricostruzione delle parti mancanti. Inoltre, nella camera matrimoniale è stato portato alla luce, dopo la rimozione della parte di tinteggiatura sovrammessa, e restaurato tutto il marmorino del soffitto.

Pavimenti
Tutti i pavimenti, eccetto quelli delle stanze della zona notte, sono stati realizzati con impasto di calce e pezzature di pietre e marmi che a seconda del tipo di pavimentazione assumono dimensione diverse. Al piano terra, nella stanza di rappresentanza, si può scorgere un pavimento in battuto alla veneziana con decorazione centrale che con molta probabilità rispecchia il motivo che un tempo, prima del crollo, era al centro del soffitto. Nella sala da pranzo e nella sala di ricevimento i pavimenti sono alla palladiana mentre nelle stanze di disbrigo e nella cucina la graniglia è molto sottile e monocroma. I pavimenti si trovavano in un discreto stato di conservazione eccetto quello relativo alla sala da bagno del primo piano: oltre a numerose fessurazioni, in alcuni tratti, si riscontravano parti mancanti di seminato e della cornice costituita da tessere di mosaico di colore nero.  Fessurazioni e rappezzi sono state affrontati con inerti e leganti dello stesso materiale di quelli originali e successivamente sono state svolte le operazioni di levigatura, stuccatura e lucidatura. Le marmette di graniglia del corridoio del primo piano, in buono stato di conservazione, sono state rimosse pulite e riposizionate come in originale, mentre non è stato possibile recuperare i pavimenti di legno delle stanze da letto essendo in gravissimo stato di conservazione a causa delle infiltrazioni d’acqua provenienti dal tetto per tutto il periodo in cui la villa è stata abbandonata.
Serramenti interni ed esterni
Tutti le porte e serramenti esterni sono stati smontati e trasferiti in laboratorio per le operazioni di restauro. Dopo la sverniciatura sono state svolte le operazioni di falegnameria per permettere l’inserimento dei nuovi vetri dotati di isolamento termico. Il legno è stato protetto con materiali naturali. Le porte interne con le loro cornici sono state restaurate e colorate con colla di coniglio e terre naturali.

Scheda tecnica

  • Denominazione ricorrente Villa La Peruviana
  • Altre denominazioni
  • Indirizzo SEVESO, via Cacciatori delle Alpi
  • Progettista
  • Committente Generoso Galimberti
  • Anno/periodo di costruzione 1904
  • Bibliografia

    www.cristinarampazzo.it/peruviana

    www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/MI100-07137

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