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Villa Cagiati

Villa Cagiati

L’intero rione Prati, nel quadro dell’urbanizzazione dei primi anni del Novecento, fu scelto tra le nuove aree in espansione previste dal Piano Regolatore Generale, per la costruzione di affascinanti villini in stile Liberty per il nuovo ceto borghese romano, che si svilupparono fino al 1920 quali il villino Cagiati, il villino Vitale affrescato dal Cambellotti, il villino Brunialti e molti altri

 

Il villino Cagiati rappresenta senza dubbio una delle realizzazioni più singolari del tema del villino dei primi del Novecento a Roma. Opera dell’architetto Garibaldi Burba il villino viene realizzato per Giulio Cagiati nel quadro dell’urbanizzazione dell’intero rione Prati, caratterizzato da una forte presenza di villini per il nuovo ceto borghese romano, scelto tra le nuove aree in espansione previste dal Piano Regolatore Generale per la tipologia a villino. Costruito nel 1902 si presenta dopo accurati restauri che ne hanno ripulito la facciata e soprattutto i vari elementi decorativi – metallici, lapidei, ceramici – che ne arricchiscono gli esterni. Al progetto, oltre all’architetto Garibaldi Burba, parteciparono attivamente importanti personaggi del mondo artistico romano: Galileo Chini curò la decorazione esterna in maioliche policrome a motivi di fiori e frutta; Silvio Galimberti progettò gli apparati decorativi ad affresco; Alessandro Mazzuccottelli elaborò le eleganti soluzioni in ferro battuto con un trionfo di elementi vegetali con tralci di vite. Il prodotto di questo lavoro è un villino tra i più identificativi dell’arte liberty a Roma. Anche se sopraelevato successivamente con l’alterazione dell’originaria volumetria, le linee principali sono ancora chiaramente leggibili. La costruzione è caratterizzata da una marcata ricerca della soluzione d’angolo visto che sorge all’angolo di due strade. L’ingresso principale avviene lateralmente tramite due arcate. Una ampia terrazza superiore divide il piano stradale dal piano terra del’edificio che risulta dunque sopraelevato. Una torre quadrata fa quasi da cerniera ai due volumi. La terrazza contiene depositi, le rimesse e superiormente il giardino pensile che è arricchito da un bellissimo gazebo circolare con cupola su arcate, tutto fortemente influenzato da stilemi arabeggianti. L’edificio è decorato in facciata da affreschi con motti latini e fregi del sottotetto a ampi motivi di girasoli intrecciati.

Di notevole interesse sono le decorazioni: gli affreschi di Galimberti all’esterno del villino, e, sulla recinzione perimetrale i fregi in piastrelle di maioliche, i rilievi con i motivi di teste di Gorgone e, in particolare, i pregevoli ferri battuti con foglie di vite provenienti dalla celebre officina Alessandro Mazzucotell.

Da Turismo Culturale

Scheda tecnica

  • Denominazione ricorrente Villa Cagiati
  • Altre denominazioni
  • Indirizzo ROMA, Piazza della Libertà 3 angolo via dei Gracchi e via V. Orsini
  • Progettista Garibaldi Burba
  • Committente
  • Anno/periodo di costruzione 1903
  • Bibliografia

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