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Romeo Depaoli

Romeo Depaoli

Di on feb 16, 2019 in Progettisti | 0 commenti

ROMEO DEPAOLI
(1876 – 1916)

 

Nacque a Trieste il 2 gennaio 1876 da Giuseppe Depaoli agente di commercio e Luigia Ionke. Frequentò nella città natale, tra il 1891 e il 1896, la scuola tecnica di arti e mestieri conseguendo il titolo di disegnatore tecnico. In seguito frequentò il politecnico di Vienna.

Dal 1903 svolse, per una ditta locale la Picciolla e Benedettich, mansioni di capomastro muratore ottenendo la nomina di maestro costruttore; in seguito esercitò con il titolo di costruttore edile autorizzato e diresse varie costruzioni, tutte a Trieste, dal 1904 al 1913, firmando direttamente i progetti. Sempre nel 1904 costituì l’impresa di costruzioni Piccin & Depaoli. Il 12 sett. 1901 sposò Cecilia Giorgeri. Muore a Trieste dopo una lunga malattia il 18 gennaio del 1916

SMOLARS house triesteDepaoli può essere considerato uno dei principali esponenti del liberty a Trieste. Autodidatta, risentì dei modelli del floreale italiano, in particolare lombardo, e della secessione viennese (specie delle opere di Max Fabiani). Nei singoli edifici introdusse motivi propri delle diverse correnti, pur senza distaccarsi, nelle strutture di carattere monumentale, dall’impostazione architettonica della fine ‘800: riuscì così a far convivere componenti di derivazione classica e liberty, inventando quello che fu definito un vero e proprio “lessico depaoliano”. Già nei primi progetti (1903-1905) propose motivi decorativi di carattere vegetale e di gusto tipicamente fioreale, creando nel contempo giochi chiaroscurali sulle facciate. Una notevole purezza formale appare ancora in alcune ville costruite sull’altopiano di Trieste, ma con la progettazione di casa Smolars (1906) e casa Polacco (1908) Depaoli palesò la sua piena autonomia espressiva. La decorazione esuberante, in alcuni momenti quasi di marca eclettica, si impose sulla superficie degli edifici, i quali però a loro volta, assumono un aspetto quasi scenografico, proprio della specifica architettura triestina della fine Ottocento.

Bibliografia
Il Piccolo, 30 ag. e 6 sett. 1908;
M. Walcher Casotti, Architettura d’Europa, in Quassù Trieste, Treviso 1968, pp. 132 s.;
N. Carboni, L’architetto triestino R. D., tesi di laurea, facoltà di magistero, Univers. degli studi di Trieste, a.a. 1971-1972;
Mostra del Liberty italiano (catal.), Milano 1972, pp. 95 s.;
N. Carboni Tonini, Un maestro del liberty a Trieste: Roberto Deapoli, in Arte in Friuli arte a Trieste, Udine 1975, pp. 83 ss.;
M. Nicoletti, L’architettura liberty in Italia, Bari 1978, p. 274;
E. Campailla, Trieste liberty, Trieste 1980, pp. 26, 45, 59, 74, 108 ss., 113

 

Fonte Wikipedia

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