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Riccione ’90: La città festeggia il noventesimo 1922-2012

Riccione ’90: La città festeggia il noventesimo 1922-2012

RICCIONE
La Perla Verde dell’Adriatico

 

di Andrea Speziali

 

 

Nell’anno dell’unificazione italiana 1861, nelle sei parrocchie che costituiranno il territorio che nel 1922 dell’autonomo Comune di Riccione, vivono complessivamente poco più di 1.000 abitanti, suddivisi tra le ‘’Casette’’ del ‘’vecchi paese’’, la parrocchia di San Lorezino, altri nuclei parrocchiali e le case coloniche[1].

1 gennaio 1862, il treno Omnibus della linea Bologna-Ancona, inaugurata il 10 novembre 1862. In quell’anno gli abitanti di Riccione sono in paese 462, nel ghetto 49 e in campagna 547. Effettua la prima fermata a Riccione, al casello che si affaccia sul percorso tra il ‘’vecchio paese’’ e la spiaggia, denominato in dialetto ‘’ la viola’’ cioè la viuzza, il sentiero che portava al mare.

Successivamente ‘’la viola’’ diventa prima viale Viola per diventare nel 1892 viale Maria Ceccarini.

1865. Il treno Omnibus, dopo una sperimentazione triennale, ferma regolarmente al casello di Riccione fino al 1891 quando viene costruita la stazione ferroviaria (data)

1867. Don Carlo Tonini, parroco della parrocchia di San Martino, nel ‘’vecchio paese’’, dopo avere fatto campagna per la fermata del treno, organizza, in collaborazione con il Comitato per gli Ospizi Marini di Bologna da ospitalità a 106 bambini scrofolosi presso le famiglie della parrocchia. I primi soggiorni estivi nelle casette del ‘’vecchio paese’’ per gruppi di bambini affetti da scrofolosi. I bambini sono ospitati in alcune abitazioni alle ‘’Casette’’[2].

1877. Il Conte riminese Giacinto Martinelli Soleri, in società con Emilio Amati apre l’Ospizio Martinelli Amati per bambini scrofolosi, in una zona prossima allo sbocco a mare della ‘’via dei bagni’’ nell’area oggi occupata dal Grand Hotel.

1878. Costruzione di un secondo Ospizio per bambini scrofolosi, l’Ospizio Romagnolo per iniziativa del forlivese Prof. Luigi Casati e dei riccionesi Del Bianco, Papini, Saviotti, nell’area dell’attuale Piazzale Giardini.

1879. Costruzione della villa Martinelli in viale Principe di Piemonte, attuale viale Gramsci.

1880. Il Conte Martinelli progetta e realizza un piano regolatore sulle aree da lui acquistate tra la ferrovia e il mare, il Rio Melo e viale Cesare Battisti: è il primo tracciato di strade alberate – viali – della Riccione ’’marina’’.

1884. Lungo viale Viola (poi Ceccarini) vengono costruiti i primi villini.

1885. Apre il Ristorante Bologna, uno dei primi della zona marina. Più o meno negli stessi anni apre anche il Ristorante Galavotti.

1889. Costituzione della Società di Mutuo Soccorso tra i marinai di Riccione.

1891. Maria Ceccarini (Nata Mary Boorman Wheeler, New York 1839 – 1903) inaugura il giardino d’infanzia, collocato nel ‘’vecchi paese’’, sul tracciato della via Flaminia e da lei donato.

1893. Maria Ceccarini inaugura l’ospedale dedicato al marito, il medico Giovanni Ceccarini, morto qualche anno prima, costruito a sue spese per le cure gratuite ai poveri della borgata di Riccione e dei dintorni. Illuminazione elettrica di viale Viola fino al mare, collegata alla centrale dell’ospedale ‘’Giovanni Ceccarini’’.

1895. Per interessamento del Conte Martinelli di Sebastiano Amati, del farmacista Pozzi viene costituita in Riccione la delegazione di Stato civile.

1901 Maria Ceccarini dona 70.000 lire per la costruzione del porto e la costruzione del Rio Melo. Sebastiano Amati apre il primo albergo.
Riccione conta 3.285 abitanti di cui 1.082 sanno leggere e scrivere.
Nell’arco di quarant’anni Riccione ha più che triplicato i propri abitanti, contando 3.285 residenti, di cui 1.082 in grado di leggere e scrivere.

1903. Muore Maria Ceccarini, benefattrice e fondatrice di Riccione.

1905. Si costituisce la Società Pro-Riccione per ‘’mantenere viva la causa dell’indipendenza comunale’’; ne sono promotori Sebastiano Amati, Ausonio Franzoni e il Dottor Conte Felice Pullè, originario di Modena.
Apre il primo sportello bancario a Riccione, il Credito Romagnolo, allora Banca Piccolo Credito, apre un recapito sul viale principale del paese.
Si contano oltre 200 villette

1906. Le automobili della società Aemilia iniziano regolare servizio di collegamento tra Rimini e Riccione con tre corse giornaliere.

1907. Progettazione ed inizio della strada litoranea, attuale viale D’Annunzio, sugli arenili ceduti dal demanio.

1909. Posa della prima pietra della Chiesa al mare ‘’Mater Admirabilis’’.
Installazione del primo acquedotto pubblico; in precedenza l’acqua veniva estratta dai pozzi o trasportata in botti dalla sorgente delle Fontanelle.

1910. Prima richiesta di distacco dal Comune di Rimini.
Numero degli ospiti: 500 in giugno, 6.000 in luglio, 6.000 in agosto, 2.500 in settembre.
Si costituisce la Società Elettrica Riccionese tra villeggianti ed abitanti.

1912. Viene inaugurato l’Hotel Lido. Il viale viene ufficialmente dedicato alla memoria di Maria Ceccarini.

1916. Il terremoto distrugge la Chiesa di San Lorenzo in Strada, l’Ospizio Martinelli Amati, le torri Fontanelle e Trinità (sedi della guardia di finanza in servizio al litorale) ed altri numerosi edifici.

1917. Requisizione di villini ed Ospizi per i profughi delle zone invase dagli austro-ungarici per i prigionieri di guerra.

1919. Richiesta formale per Ministero degli Interni di costituire Riccione in Comune autonomo.

1921. Si inaugura il Politeama Nirigua, del bolognese Guarini, nell’area dove fino al 20?? c’era l’Acquariun dei delfini.
Riccione conta 5.606 abitanti, gli alberghi e le pensioni sono complessivamente 13.

1922. Agosto ‘’insurrezione popolare’’ per imporre l’indipendenza amministrativa da Rimini. Il regio decreto del 19 ottobre sancisce la costituzione del Comune di Riccione.

1923. Silvio Lombardini viene eletto primo sindaco. Si ricostruiscono i moli del porto in cemento armato. Viene sistemata la rete stradale.

1924. Si inaugura il ponte sul Marano con facilitazione del collegamento con Rimini.

1925. Costruzione dello Stabilimento Balneare, in concessione ad una ditta milanese; l’esperimento termina l’anno successivo per l’opposizione dei riccionesi.

1926. Si inaugura il Teatro Dante in viale Ceccarini, già teatro Pietro Schedoni (1910).
L’amministrazione comunale delibera altri interventi sul viale: tra le varie iniziative si decide di mettere in vendita i pioppi che gli fanno da cornice.

1927. Inaugurazione della linea tramviaria Rimini-Riccione. Vengono acquistati e piantumati 110 pini che prendono il posto dei vecchi pioppi abbattuti. L’intervento di arredo urbano che qualifica e abbellisce il ‘’salotto’’ è ormai completo.

1928. Costituzione dell’Azienda Autonoma di Cura e Soggiorno di Riccione. Inaugurazione della grande fontana ornamentale realizzata in piazzale Roma.

1929. Costruzione sull’area dell’ex Ospizio Martinelli Amati del nuovo Grand Hotel. Edda Mussolini inaugura la Casa del Fascio che sorge sul viale al di sopra della ferrovia.

1931. Gli abitanti sono 7.170, gli esercizi alberghieri 86, gli alloggi privati 758; ospiti nella stagione 34.685, presenze giornaliere 963.343.

1933. Si costituisce il Club Nautico Riccione; presidente il Sen. Camillo Manfroni, tra i soci Vittorio e Bruno Mussolini.

1934. Donna Rachele acquista la villa Margherita.

1937. Gli abitanti sono 8.372, gli ospiti 41.154; le giornate di presenza 1.032.598 (punta massima dell’afflusso turistico prima della seconda guerra mondiale).

1938. 28 ottobre si inaugura il palazzo del Turismo, il primo dell’Adriatico, progettato dal riminese Gogliardo Ossani.

1939. Inizia La Notte delle Stelle e il Premio Riccione per la sceneggiatura cinematografica.

www.facebook.com/Riccione90


[1] R. Francesconi, L’intelligenza del luogo. Riccione nella Romagna, Raffaelli editore, Rimini 2009

[2] ‘’Casette’’ è il toponimo che indicava la zona del ‘’vecchio paese’’.

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