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Plinio Nomellini

Plinio Nomellini

PLINIO NOMELLINI
(1866-1943)

Allievo di Giovanni Fattori nel 1885, conobbe a Firenze Signorini, Lega, Martelli e Pellizza da Volpedo; nel 1889 presentò alla Promotri­ce fiorentina Il fienaiuolo, opera che rielabora le suggestioni della pittura di macchia con la tecnica del Divisionismo. In questa direzione è da leggere Piazza Caricamento, opera di forte valenza sociale, dipinta dopo il trasfe­rimento a Genova, nel 1891. Nel capoluogo ligure Nomellini rimase fino al 1902, coa­gulando intorno a sé, nel circolo simbolista “Gruppo di Albaro”, le personalità più sensi­bili al rinnovamento del linguaggio artistico e culturale cittadino: Edoardo De Albertis, Ceccardo Roccatagliata Ceccardi, Angiolo Silvio Novaro e altri. Partecipe delle Promo­trici genovesi, fu presente all’Esposizione Nazionale di Torino del 1898; nel 1899 iniziò la partecipazione alla Biennale di Venezia e nel 1900 fu presente alla Secessione di Mo­naco. Nel 1902 si trasferì a Torre del Lago ove conobbe Giacomo Puccini, con il quale diede vita a un cenacolo di pittori, musicisti e lette­rati; in quello stesso anno iniziò la sua colla­borazione alla rivista “Riviera Ligure”, diretta dai fratelli Novaro, intorno alla quale gravi­tavano personalità quali Deledda, Pirandello, Pascoli, Capuana, Papini, Sbarbaro, Ungaret­ti e artisti come De Albertis e Kienert. In que­sto contesto, e per l’amicizia con D’Annunzio e Pascoli e la frequentazione con De Albertis, Chini, Previati con i quali, nel 1907, allestì a Venezia la “Sala dell’Arte del Sogno”, si ac­centuò la svolta simbolista. In particolare, accanto a dipinti ispirati al paesaggio e alla natura, quali Autunno in Versilia o Madre e figlio nel giardino, Nomel­lini si dedicò intensamente a opere legate alle tematiche eroico-risorgimentali interpre­tate in chiave decadente. Alla temperie dan­nunziana si può riferire il dipinto I corsari (I pirati del mare)  che, acquistato dal Comune di Genova alla Promotrice del 1910, era in realtà già stato esposto a Milano nel 1906 col titolo Le spoglie dell’armata, e mo­dificato in seguito; ipotesi suggerita da Maria Flora Giubilei e in corso di verifica attraverso un’indagine radiografica sulla tela. Nel 1908 Nomellini si trasferì a Lido di Camaiore, in­tensificando i rapporti con Chini; nel 1909 realizzò il manifesto per l’Olio Sasso e nel 1915 quello per l’inaugurazione del Monumento ai Mille nei quali la sua pittura si fa più fluida, nell’espressione di un vitalismo che affida a immagini festose, im­merse in una natura rigogliosa, e a un segno floreale la retorica nazionalista e interventi­sta alla vigilia dell’entrata in guerra.

Giulio Sommariva

 

Bibliografia: Aa. Vv. Liberty, uno stile per l’Italia moderna, Silvana editoriale, Cinisello Balsamo 2012

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