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Museo del Liberty

Le sponde del lago d’Iseo vedono sorgere nell’antico borgo di Sarnico il primo Museo del Liberty in Italia.

Critici d’arte come Rossana Bossaglia e Lara Vinca Masini avevano scritto e parlato spesso di quel felice movimento artistico chiamato Art Nouveau, ma mai come fino ad oggi nel bel Paese si è istituito un luogo aperto a tutti, dove vivere in prima persona l’epoca dorata della Belle Époque, con la possibilità di fruire dal vivo e toccare con mano litografie, mobili, oggettistica originale del periodo. Questo stile che a inizio Novecento segnò un’estetica per l’Italia moderna trova spazio in via Antonio Buelli 25, a Sarnico, nei meandri di una torretta medioevale.

Le anime che hanno dato vita a questo sogno – impegnandosi anche con amore, passione e risorse proprie – vanno dal primo cittadino Giorgio Bertazzoli, al delegato alla bellezza Andrea Speziali. Grazie al loro impegno, unito a quello di tutta la giunta comunale, e alla forza dei cittadini, possono finalmente scrivere un capitolo della storia su questo borgo del Liberty, incoronando un traguardo più che ambito e ricercato.

Il museo è stato pensato nell’area bergamasca perché a pochi minuti dalle Ville all’Asilo fino al Mausoleo sarnicense  progettate da Giuseppe Sommaruga, protagonista indiscusso di questo stile che a ha regalato alla città una vetrina di unicità quando firmò i progetti per la famiglia Faccanoni a inizi Novecento.

Come lo stile floreale ccompagnò la crisi della Grande Guerra, offrendo manufatti in bronzo ancora esposti nei Monumentali, oggi, con il nuovo Corona virus, questo stile torna alla ribalta combattendo per imporre bellezza e trasmettere le cromie calde e linee sinuose che ritroviamo nelle maioliche, nelle litografie e negli oggetti d’arte: stimoli di gioia e vivacità negli animi speranzosi di chi resiste avvolto dalle mura delle proprie case. Si apre quindi il 18 maggio 2020, la finestra verso il Museo del Liberty in digitale – per poi aprire i battenti anche nel mondo fisico una volta superato questo difficile momento storico. Qui su Google Arts & Culture è possibile ammirare alcuni capolavori in anteprima.

Tra le grafiche esposte si segnalano quelle di artisti come Alfons Mucha, Plinio Nomellini, Giuseppe Palanti, Leopoldo Melticovitz, Adolfo Hohenstein, Tito Corbella e Raphael Kirchner; mentre tra quelle di collezione privata vi sono grafiche di Aleardo Terzi, Henri Bellery Desfontaines, Mardello Dudovich, Edward Burne-Jones, Giorgio Kienerk, Henri Riviere, Giovanni Maria Mataloni, Granville Fell, Alexandre Charpentier, Pio Collivadino, Aubrey Beardsley e Eugène Grasset. In mostra ci saranno opere di circa cinquanta artisti tra italiani e stranieri per testimoniare quella che era la corrente artistica conosciuta come Art Nouveau (Nuova arte in Francia). La quasi totalità delle opere proviene da celebri riviste del tempo come Novissima, Scena Illustrata, L’Italia Ride e La Grande Illustrazione in Italia, The Studio magazine London, The International Studio magazine New York, L’Estampe Moderne e Le Mois in Francia.

Il primo museo del Liberty in Italia

Per informazioni riguardo proposte di proprietà artistiche e collaborazioni: info@andreaspeziali.it o +(39)3200445798

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