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Ceramica tra Fornaci savonesi ed albisolesi tra fine Ottocento e inizio Novecento

Ceramica tra Fornaci savonesi ed albisolesi tra fine Ottocento e inizio Novecento

IN MOSTRA AD ALBISSOLA MARINA (SV) LA CERAMICA ARTISTICA LIGURE TRA ‘800 E ‘900, CON PREGEVOLI PEZZI LIBERTY

È in corso una duplice mostra a ingresso gratuito, basata sulle antiche ceramiche liguri albissolesi, realizzata dall’Associazione Lino Berzoini, “centro per lo studio e la promozione dell’arte”. Ed è assolutamente imperdibile sia per chi s’interessa in generale della ceramica artistica ligure sia per chi è appassionato in modo più particolare, come il sottoscritto Massimo Bianco, soprattutto del Liberty (ceramico). Le due mostre, complementari, si svolgono alle porte di Savona e più precisamente ad Albissola Marina, noto centro della ceramica così come la confinante Albisola Superiore (Marina si scrive con doppia s e Superiore con una s sola), a poche decine di metri di distanza l’una dall’altra, intorno alla magnifica Piazza Concordia.
La prima, ubicata nel centro espositivo MuDA di Via dell’Oratorio, è dedicata alle rinomate manifatture di “Nicolò Poggi e Lina Poggi Assalini” (sottotitolo: tradizione e innovazione in ceramica), le più importanti dell’epoca ad Albissola insieme con quella di Giuseppe Piccone, e contiene anche alcuni pezzi in puro stile Liberty, a partire dalla magnifica mensola in maiolica con volto femminile e fiori, realizzata da Luigi Quaglino e che trovate riprodotta nella locandina in comune alle due mostre.
La seconda, collocata invece nella vicina fornace Alba Docilia di Via Grosso, s’intitola “Ceramiche liguri tra fine ottocento e inizio novecento” (sottotitolo: le fornaci storiche savonesi e albisolesi), tratta quindi specificatamente proprio gli anni in cui si è sviluppato a livello internazionale l’Art Nouveau, per cui i pezzi presenti riconducibili a tale stile risultano numerosi.
All’epoca, in ambito artistico, il mondo italiano della ceramica era forse quello maggiormente attento e aperto alle innovazioni estere e fu perciò il più pronto, già a fine ottocento, a scoprire l’Art Nouveau. Di conseguenza anche tre le fornaci albisolesi ci fu chi volle recepire la novità, che in tempi brevi si estese pure alle località circostanti, tra cui Savona, allora assai attiva in ambito ceramico con le sue fornaci.

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A introdurre il Liberty ad Albissola fu appunto il succitato pittore torinese Luigi Quaglino, nato nel 1870, che scese in riviera nel corso dell’ultimo decennio dell’ottocento e, dopo altre esperienze in loco, nel 1897 o nel 1898 (a seconda delle fonti) fondò con Nicolò Poggi l’omonimo connubio. La ditta denominata Quaglino-Poggi, “la cui produzione resta tra i pochi buoni esempi di ceramica Liberty italiana”, come riporta testualmente l’Archivio della Ceramica sul web, è oggi ritenuta l’unica fornace delle due Albis(s)ole ad aver operato in ambito Floreale, perlomeno in maniera sistematica, anche se, come vedremo, altre ditte coeve liguri proposero prodotti artistici Liberty. Sono perciò qui presenti diversi oggetti firmati dalla Quaglino-Poggi, tra cui la succitata mensola giustamente scelta per reclamizzare la mostra e il piatto in maiolica raffigurante una Ninfa di cui vi proponiamo la foto.

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Purtroppo nel 1902 le strade di Nicolò Poggi e di Luigi Quaglino si divisero. Quest’ultimo, dopo aver partecipato con successo in quello stesso anno con un proprio stand alla Mostra internazionale di arte decorativa moderna di Torino che fece conoscere il Liberty in Italia e aver lavorato, così almeno sostiene l’Archivio della Ceramica, ma per breve tempo, anche presso la “MGA”, emigrò negli Stati Uniti. Al contrario Nicolò Poggi, nato nel 1865, continuò la propria attività nel savonese fino alla morte, prematuramente sopraggiunta nel 1915.

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In questi anni, oltre a produrre ancora pezzi Liberty, Nicolò si aprì verso nuovi ambiti. Ciò lo potete ad esempio constatare nella foto in cui è raffigurato un elegante servizio da tè firmato N. Poggi, che al sottoscritto sembra proprio di dover far già rientrare nell’ambito del nascente Art Déco, nonostante si sia sempre sostenuto che tale stile fosse stato portato ad Albisola dal maestro Manlio Trucco soltanto a partire dagli anni venti.

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Nella sua stagione conclusiva Poggi si avvicinò inoltre al neoclassicismo, ispirandosi direttamente all’opera del grande artista quattrocentesco toscano Luca Della Robbia, pur conservando in queste sue ultime realizzazioni elementi ancora riconducibili al Liberty. Un esempio di tale approccio lo potete apprezzare nel vaso qui riprodotto.
Dopo la scomparsa di Nicolò, lasciandosi ormai definitivamente alle spalle il Liberty, che aveva nel frattempo esaurito il proprio corso, la ditta fu diretta, a proprio nome, da Lina Poggi Assalini, di cui al MuDA sono presenti numerose opere comunque di sicuro interesse.

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Invece, oltre alle citate produzioni N. Poggi e Quaglino-Poggi, la Fornace Alba Docilia propone altre opere a cavallo tra l’ottocento e il novecento di diverse manifatture sia di Albisola sia di altre località come Savona, Vado Ligure e Genova, non poche delle quali a propria volta fascinosamente Art Nouveau. Un ottimo esempio in proposito è lo splendido canestro con fiori in aggetto realizzato dalla fornace savonese dell’epoca denominata F T, cioè Fratelli Tambuscio, che vi proponiamo in fotografia.

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Le due mostre che, vale la pena ricordarlo, sono entrambe a ingresso libero, continuano l’una fino al 20 ottobre e l’altra fino al 6 ottobre con orari diversi. Tuttavia il consiglio dell’autore di questo articolo è di andarci in un momento in cui sono aperte entrambe, in modo da poter accoppiare la visita, quindi o il giovedì pomeriggio a partire dalle 16,00, orario di apertura del MuDa (che chiude alle 18,00), per poi spostarsi successivamente alle Fornaci, che aprono invece alle 17,00 con chiusura alle 19,00, oppure il sabato e la domenica dalle 10,00 alle 12,00 e di nuovo dalle 16,00 in poi. Ne vale la pena, non solo per la qualità della proposta ma anche perché le autentiche ceramiche Liberty liguri sono poche, sia a causa della scarsa produzione a livello regionale sia a causa della purtroppo relativamente breve durata dell’esperienza albisolese di Quaglino, e sono quindi assai difficili da trovare: un’occasione del genere potrebbe non ripetersi più.
Da notare infine che il MuDA ospita anche altre opere d’arte realizzate dai tanti prestigiosi maestri passati presso le fornaci di Albissola, che rendono perciò la visita ancora più interessante.

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TESTI E FOTO DI MASSIMO BIANCO ©

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