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ARTE E MAGIA. Il fascino dell’Esoterismo in Europa

ARTE E MAGIA. Il fascino dell’Esoterismo in Europa

Di on set 24, 2018 in Mostre | 0 commenti

L’esposizione “ARTE E MAGIA. Il fascino dell’Esoterismo in Europa” è promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo con l’Accademia dei Concordi ed il Comune di Rovigo, intende ripercorrere i rapporti tra le correnti esoteriche in voga tra il 1880 e gli anni immediatamente successivi al primo conflitto mondiale e la loro influenza sulle arti figurative europee, dal movimento simbolista alle successive avanguardie storiche.
Ecco alcuni artisti in mostra: Odilon Redon, Paul Ranson, Eugene Grasset, Jean Delville, Felicien Rops, Austin Osman Spare, Paul Serusier, Alberto Martini, Carlos Schwabe, Wassily Kandinsky, Auguste Rodin, Edvard Munch, Frantisek Kupka, Giorgio Kienerk, Leonardo Bistolfi, Ferdinand Hodler, Hugo Höppener (Fidus), Ernesto Basile, Paul Klee, Johannes Itten, Luigi Russolo, Gaetano Previati, George Frederic Watts, Giacomo Balla, Piet Mondrian, Frantisek Kupka, Romolo Romani.

L’attenzione per le dottrine esoteriche, con il loro bagaglio di figurazioni e miti, esplode nell’Europa di fine Ottocento coincidendo con lo sviluppo dell’arte simbolista. A partire dalla Francia e dal Belgio l’influenza della cultura esoterica sulle arti figurative si diffuse ben presto in Europa, intrecciandosi con la letteratura e coinvolgendo, grazie a Josephin Peladan e al suo Salon de la Rose+Croix, i maggiori protagonisti del simbolismo internazionale, da Fernand Khnopff a Gaetano Previati, da Jean Delville a Gaetano Previati.
Le teorie ermetiche, e principalmente la Teosofia di Helena Petrovna Blavatsky, ebbero infine un ruolo rilevante, assieme alle ricerche sull’ottica e sui colori, nella genesi dell’astrattismo influenzando l’opera di artisti come Paul Klee, Johannes Itten, Piet Mondrian e Wassily Kandinsky. In Italia il legame con le simbologie esoteriche influenzerà anche le ricerche sull’astrattismo di pittori come Giacomo Balla, Arnaldo Ginna e Julius Evola in un singolare parallelismo con gli interessi per l’occultismo di scrittori come Gabriele D’Annunzio, Dino Campana e Luigi Pirandello.

Suggestionati da testi letterari come I grandi iniziati di Edouard Schuré o dal celebre romanzo decadente La-Bas di Joris Karl Huysmans, pittori e scultori, ma anche viaggiatori, scrittori e giornalisti, trovarono nelle religioni orientali o nei testi ermetici una sorta di moda alternativa alle riflessioni sul cristianesimo. Nel corso del ‘900 poi si vennero a creare vere e proprie comunità, come quella di Monte Verità (località vicino ad Ascona), sviluppate attorno ad un sistema utopico magico/irrazionale in cui gli adepti praticavano culti solari, nudismo e vegetarianesimo ed in cui si ritrovavano, fra gli altri, Carl Gustav Jung, Hermann Hesse e Paul Klee.

In mostra, lo spettatore si troverà coinvolto in un vero e proprio percorso iniziatico che procederà dall’invito al Silenzio iniatico (sezione I, Entrata, Enigma, Invito al silenzio), attraversando templi ed are (sezione II, L’architettura esoterica: i templi e gli altari) verso l’illuminazione iniziatica terminando quindi con la rappresentazione di aure e raggi (sezione III, Psyche, Cosmo, Aura e forme ancestrali).
Tra i protagonisti della mostra, in accurate sezioni iconografiche, troveremo: il Diavolo in tutte le sue mutazioni, dai demoni intenti a seminare zizzania tra gli uomini, fino al moderno Faust che accompagna l’artista nell’atto creativo, La strega, già icona del Liberty decadente, che conduce ora l’artista negli abissi della voluttà e della sottomissione, gli animali come le civette, i lupi, i corvi, i pipistrelli e gli spiriti notturni, gli incubi, misteriosi ma affascinanti.
Un’ampia sezione è dedicata inoltre ai libri illustrati e alle incisioni, ad accompagnare l’intero percorso, dai preziosi volumi di Mucha e Felicien Rops alle litografie di George De Feure.

“ARTE E MAGIA. Esoterismi nella pittura europea dal Simbolismo alle Avanguardie Storiche”
a cura di Francesco Parisi
29 settembre 2018 – 27 gennaio 2019

 

Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, per la promozione della mostra lancia tre proposte “speciali”. Innanzitutto una “Offerta per i gruppi”: il gruppo che prenoterà la visita entro il 30 settembre riceverà 5 biglietti omaggio e un catalogo di mostra.
La seconda “Offerta speciale” è indirizzata ai residenti a Rovigo e nel territorio provinciale: chi di loro acquisterà il biglietto, sia in veste di visitatore singolo che di gruppo, esibendo quel biglietto avrà il diritto di tornare ad ammirare tutte le volte che vorrà. Naturalmente, per evitare abusi, il biglietto acquistato la prima volta verrà reso nominale, ovvero verrà contrassegnato con nome e cognome dell’acquirente che, esibendo quel biglietto nominativo e un documento di riconoscimento, potrà riprestarsi in mostra tutte le volte che vorrà. Se il possessore del biglietto nominale vorrà tornare in mostra accompagnato da qualcuno, familiare o amico, la seconda persona avrà diritto ad un biglietto ridotto.

Catalogo: Silvana editoriale. Testi critici di Francesco Parisi, Jean-David Jumeau Lafond (Salone Rosa+Croce), Hana Larvovà (Praga e la Boemia magica), Emanuele Bardazzi (L’illustrazione e l’esoterismo tra 800 e 900), Fabio Mangone (L’architettura esoterica), Paolo Bolpagni (Musica e esoterismo), Mario Finazzi (Giacomo Balla e la teosofia), Mara Folini (Monte Verità e gli artisti mitteleuropei), Matteo Fochessati (Teosofi e antroposofi in Liguria), Jolanda Nigro Covre (Esoterismo ed astrattismo).

Informazioni e prenotazioni: www.palazzoroverella.com
Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo
Telefono: 049 8234800

 

* PERCORSO ESPOSITIVO DELLA MOSTRA *

Enigma, Invito al silenzio

Il gesto della mano o del dito posto davanti alla bocca è chiamato segno di Arpocrate, nome greco del dio Horus. Nell’antichità le statue di questa divinità erano spesso poste all’ingresso dei templi e dei santuari come invito a non rivelare i misteri divini. Alla fine dell’ottocento questo “segno” – di cui una variante è rappresentata dalle figure velate – assunse maggior rilievo in ambito simbolista divenendo, dapprima, un’allegoria della notte (e talvolta della morte) ed in seguito, grazie al propagarsi di dottrine esoteriche, specie in ambito francese, ritornò a simboleggiare l’invito a mantenere il cosiddetto “segreto iniziatico” ossia quelle istruzioni apprese durante i rituali. Le più celebri rappresentazioni del gesto arpocratico furono quelle offerte da Odilon Redon, Fernand Khnopff e Lucien Lévy-Dhurmer e Giorgio Kienerk Saranno presenti opere di Louis Welden Hawkins, Boleslas Biegas, Pierre Fix-Masseau, Fernand Khnopff, Odilon Redon, Jean Delville, Giorgio Kienerk, Leonardo Bistolfi etc.

I templi, gli altari e l’architettura esoterica

Gli architetti legati alle correnti del pensiero esoterico di fine secolo utilizzarono linguaggi fondati su allusioni simboliche e messaggi iniziatici. La componente esoterica nell’architettura interessa in maniera significativa uno dei filoni portanti del moderno, dall’Art Nouveau alle avanguardie storiche, incluso il Bauhaus. All’attenzione per le simbologie insite nei materiali, si affiancava la ricerca del senso più profondo degli elementi immateriali in grado di riprodurre e simboleggiare l’ordine sia dell’universo sia del corpo umano. Molte ambientazioni architettoniche di matrice esoterica confluirono anche nel repertorio simbolista e molti pittori ambientarono molte scene rituali o all’interno di architetture fantastiche oppure nello spazio sacro inteso nell’accezione più ampia, dalle primitive are immerse nella natura oppure, secondo il baudeleriano “la Nature est un Temple”, direttamente nei boschi o sui picchi di montagna. In questa sezione, saranno presenti opere di Ferdinand Hodler, Léonard Sarluis, Hermann Obrist, Hugo Höppener (Fidus), Hendrik P. Berlage, Jahannes Mathieu Leuweriks, ErnestoBasile etc..

Psyche, Cosmo, Aura

Alla fine dell’ottocento si susseguirono incredibili scoperte scientifiche che scardinarono la visione del mondo dell’uomo della Belle Epoque, a partire dalle sue certezze più scontate, come ad esempio l’impenetrabilità della materia o la comunicazione a distanza via cavo. Gli occultisti si appoggiarono spesso alla scienza per provare la plausibilità di fenomeni come le apparizioni spiritiche, la telepatia, la materializzazione di energie psichiche, o l’esistenza di mondi non visibili e le cosidette Aure, ossia gli aloni luminosi dai colori in perenne movimento cangianti a seconda dello stato psichico e spirituale dell’uomo. Il concetto di Aura venne espresso nei libri di due teosofi, Annie Besant e Charles W. Leadbeater, che rappresentarono una sorta di guida per molti artisti interessati a una nuova rappresentazione dell’universo visibile/invisibile da Piet Mondrian a Wassily Kandinsky, da Giacomo Balla a Luigi Russolo. In questa sezione, saranno presenti opere di Piet Mondrian, Romolo Romani, Arnaldo Ginna, Jozef Peeters, Franz Marc, etc..

Archetipi e forme ancestrali

Superate le visioni e i temi simbolisti con l’avvento delle nuove ricerche sulla forma gli artisti avevano conquistato una libertà interiore attraverso la riscoperta di misteriose forme ancestrali ed avevano iniziato ad utilizzare forme archetipali riportate alla loro primarietà elementare. Nelle lezioni tenute al Bauhaus a partire dal 1920 Paul Klee enunciò una nuova legge della creazione artistica che, nelle sue intenzioni, doveva svolgersi parallelamente alle leggi della natura in cui la linea diviene pura espressione psichica che fa sorgere forme e superfici. Questa attività simbolica segnò l’inizio di una ricerca plastica tesa alla conquista di forme archetipiche dell’inconscio collettivo e di temi come quello ascensionalistico (monti, torri, triangoli), cosmico (cerchi, sfere, prospettive) o di pura speculazione mistica come i quadrati magici di Klee o le croci di Mondrian. In questa sezione, saranno presenti opere di Johannes Itten, Hilma af Klint, Giacomo Balla, Wassily Kandinsky, Marcel Duchamp, Julius Evola, etc…

Diavoli streghe e maghi

La Strega è stata protagonista di molti volumi a stampa, a partire dal celebre manuale degli inquisitori, il Malleus maleficarum (1478). Da quella data la letteratura e l’arte hanno dato forma al genus della Strega fornendole attributi come gli animali notturni, il calderone, la scopa su cui fluttuare nell’aria per raggiungere il Sabba, anch’esso al centro di numerose interpretazioni poetiche, pittoriche e grafiche. Se il medioevo era ricorso all’immagine dell’anziana dissoluta dai seni avvizziti, sul finire del secolo XIX la strega divenne invece una seducente ammaliatrice, sovente seminuda in corsetto e giarrettiera. Come la strega, cui è profondamente connesso, il tema del diavolo è stato uno dei più affascinanti motivi della storia dell’arte. A partire dalla fine del XIX secolo accanto alle più tradizionali rappresentazioni incentrate sui diavoli goffi e danzanti emerge la figura di Lucifero, angelo decaduto, androgino, spesso protagonista di romanzi e di dipinti. Tra gli artisti: George Frederic Watts, Albert Welty, Luis Ricardo Falero, Armand Rassenfosse, Alberto Martini, Rudolf Jettmar, Fritz Roeber, Alfred Kubin, Georges Frampton, Austin Osman Spare, etc…

Spiritismo

Lo spiritismo rappresentò uno degli interessi della borghesia fin de siècle, dando alla ricerca del paranormale e del trascendente un’accezione certamente meno cupa e caratterizzata da un afflato di sottile frivolezza. La moda delle sedute spiritiche apparve in un’ampia varietà di contesti e forme, a partire dalle sue origini, fatte risalire dagli studiosi al 1848 con gli esperimenti delle americane sorelle Fox. Il clima artistico della fine del XIX secolo guardava alle manifestazioni spiritiche e alle sue applicazioni in campo figurativo con vivo interesse includendole in quella sorta di rifugio esclusivo che era la mente umana risolvendo così il problema della localizzazione delle energie psichiche. La vague spiritistica portò alla scoperta di nuovi linguaggi artistici come il disegno automatico – con cui l’illustratore inglese Austin Osman Spare raggiunse uno dei vertici della sua produzione artistica – e la fotografia futurista con Anton Giulio Bragaglia. Tra gli artisti: Albert Von Keller, Edvard Munch, Gabriel von Max, Anton Giulio Bragaglia, Josef Váchal, Hans Baluschek, etc…

La notte e i suoi invitati

A causa della capacità attribuita ai demoni e ai suoi adoratori di trasformarsi in animali, alla stregoneria è sempre stata associata Arca, seppure popolata da animali diversi in base all’area di provenienza del mito. Nei paesi nordici spesso le streghe erano associate ai conigli piuttosto che ai più comuni animali notturni come lupi, rospi e pipistrelli. I pipistrelli le accompagnavano nei loro voli notturni, ma spetta al lupo, per la sua natura selvaggia e predatrice, a rivestire il ruolo da protagonista. Il luogo per eccellenza di raccolta degli animali legati alla stregoneria è la foresta, spazio inquietante e sacro. Come la foresta, la notte è paradigma di un regno non civilizzato; la sua rappresentazione è negativa, spaventosa, malvagia e dominio di figure indistinte, al di sotto della sfera umana ed animale come gli incubi maliziosi con braccia allungate o i vampiri, corrispettivi maschili della bellezza femminile perversa e portatrice di tenebra e morte Tra gli artisti: Eugene Grasset, Sidney Sime, Panuska Jaroslav, Raoul Dal Molin Ferenzona, Auguste Rodin, etc..

Ex Oriente Lux

Nell’Europa nella seconda metà dell’ottocento l’India, in funzione della sua mitologia, fu il perno attorno a cui ruotò una vera e propria moda culturale avviata dalla Teosofia: la Blavatsky aveva sostenuto, nella sua enciclopedica Dottrina Segreta, che l’antica saggezza le fosse stata rivelata in un piano spirituale dai Mahatma provenienti dall’Oriente dell’India. Il motto Ex Oriente Lux apparve nel sottotitolo del volume di un teosofo, Edouard Schuré, dal titolo Santuari d’Oriente (1898) dove il concetto stesso di Oriente veniva allargato geograficamente ed indistintamente a diverse coordinate geografiche che andavano dall’Egitto all’India passando per la terra d’Israele. Questa visione dell’oriente divenne immediatamente parte del regno dell’immaginazione di artisti e letterati che proiettarono su quei miti favolosi, assieme allo sfavillio dei colori, il sensualismo represso dalla società occidentale. Saranno esposte opere di: Leon Frederic, Sascha Schneider, Karl Wilhelm Dieffenbach, Raoul du Gardier, Fernand Khnopff, Jean Delville, Odilon Redon, etc…

Monte Verità

La collina di Monescia vicino ad Ascona a sud delle Alpi, lambita dal Lago Maggiore, fu ribattezzata “Monte Verità” grazie alla fama della “Cooperativa individualistica vegetabiliana Monte Verita” (1901-1920) ed attrasse numerosi artisti, intellettuali, rifugiati politici, anarchici, comunisti, teosofi, massoni, rosacrociani, soprattutto di provenienza nordica, tutti ferventi credenti in un’utopica quanto liberatoria terza via, come alternativa al mondo capitalista e al positivismo socialista. L’eterogeneo movimento praticava una sorta di rifiuto del mondo, e aveva creato un’alternativa sociale antiborghese che ridefiniva la qualità della vita in senso pratico e spirituale. Lo scrittore Emili Szittya definì Ascona un prodotto di tutte le “fantasie religiose” della terra. Saranno esposte opere di: Fidus, Alexej von Jawlensky, Walter Helbig, Anna Iduna Zehnder, Marianne Werefkin, Arthur Segal, etc…

Sâr Mérodack e il Salon de la Rose+Croix

Il cosiddetto Rinascimento Occultista si sviluppò principalmente nella Parigi dell’ottocento associato agli scritti di Eliphas Lévi che suscitarono un ritorno alla ricerca spirituale. Nella capitale francese fiorivano le attività dedicate all’esoterismo – dalle riviste alle librerie specializzate, dai locali a vere e proprie logge segrete – in cui si muoveva tutta una galassia di scrittori, giornalisti, maghi ed artisti. Uno dei protagonisti di questa vague fu Joséphin Péladan, monarchico, cattolico, romanziere e critico d’arte che si attribuì il titolo babilonese di Sâr Mérodack. Utilizzando le arti visive per favorire i cambiamenti religiosi e sociali, Péladan fondò i Salon de la Rose+Croix come luogo in cui esporre un’arte cattolica con tendenze occultiste, ma soprattutto di matrice idealista. Nelle Salon organizzati annualmente dal 1892 al 1897 vi presero parte i maggiori protagonisti del simbolismo europeo da Jean Delville a Fernand Khnopff, da Ferdinand Hodler a Jan Toorop.Saranno esposte opere di: Carlos Schwabe, Alexandre Séon, Alphonse Osbert, Fernand Khnopff, Jean Delville, Jan Toorop, Gaetano Previati, Emile Fabry, etc…

Il segno magico. Esoterismo e occultismo nella grafica e nell’illustrazione

“Essere illustrati da Félicien Rops et poi morire” aveva scritto Alfred Delvau testimoniando quanto pubblicare un libro illustrato dall’artista belga fosse sinonimo di successo e di modernità. Rops aveva illustrato Baudelaire, Jules Barbey d’Aurevilly e Péladan ponendosi a modello dell’illustrazione del libro, specie di quella di matrice decadente. Il suo esempio fu seguito da un’innumerevole schiera di seguaci e imitatori che poterono contare sulla enorme produzione di libri e riviste illustrate che si ergevano a portavoce delle più svariate correnti esoteriche presenti in tutta Europa. Al pari dell’illustrazione libraria anche l’acquaforte stava vivendo un nuovo revival, grazie agli articoli dello stesso Baudelaire, in cui lo scrittore rimarcava la peculiarità aristocratica di questa tecnica, particolarmente adatta a esprimere le atmosfere più intime, e più affine al gusto raffinato dei letterati. Saranno esposte libri illustrati ed incisioni di: Manuel Orazi, Eugene Grasset, Romolo Quaglino, Alberto Martini, Ludwig Fahrenkrog, Romolo Romani, Raoul dal Molin Ferenzona, Henry De Groux, Marcel Roux, Richard Teschner, Carl Schmidt-Helmbrechts, James Ensor, etc…

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