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Matteo Focaccia

Matteo Focaccia

Di on set 11, 2012 in Artisti, Progettisti | 3 commenti

MATTEO FOCACCIA
(1900 – 1972)

 

Come avrete potuto leggere nello speciale dedicatomi all’interno del progetto ‘’Volti di Romagna’’ (simboli della sua identità territoriale) del 31 agosto, nell’intervista ho accennato appunto all’opera di Matteo Focaccia, uno dei non pochi personaggi della storia dell’arte dimenticati dopo la scomparsa. Portare alla luce questi ‘’illustri’’ fantasmi del Novecento non può che affascinare tanto gli storici che i lettori  curiosi di apprendere aneddoti e nozioni su argomenti che per anni sono rimasti nell’ombra.

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In  molti, credo, hanno potuto ammirare ad esempio la Casa del  Mutilato in piazza Kennedy, a Ravenna, ricavata tra il 1937 e il 1939 dalla demolizione di antiche case del quartiere ebraico per creare un’area moderna e rappresentativa nel centro cittadino,  senza magari interessarsi al progettista, Matteo Focaccia.

L’edificio, composto di due ali asimmetriche, fu progettato dal Focaccia tra il 1937 e il 1938 e completato nel 1942. In facciata campeggia la citazione dantesca “dall’alto scende virtù che m’aiuta”. L’attico è decorato da due bassorilievi dello scultore Umberto Pinzauti.

018 bisIl progettista Matteo Focaccia come dice Gianni Morelli privilegiava “linee semplici ed austere e con prevalenza di larghe masse di muratura fatte coi mattoni ravennati, ingentilita da sobrie demarcazioni in marmo. Il nuovo edificio vuole esprimere potenza, ordine e disciplina. E mentre per carattere costruttivo rinnova le antiche tradizioni dell’ arte muraria, si uniforma all’ ordine nuovo creato dallo spirito dell’ era mussoliniana”.
All’ interno del salone d’onore sono conservati alcuni grandi pannelli a mosaico, ideati dai pittori Giovanni Majoli e Anton Giuseppe Santagata (Genova, 10 novembre 188813 settembre 1985). Ad eseguirli furono due équipes di giovani mosaicisti che si ritroveranno alcuni anni dopo, nel 1948, a fondare il Gruppo Mosaicisti dell’ Accademia di Belle Arti: Ines Morigi e Antonio Rocchi per le figurazioni mussoliniane, Werter Focaccia, Libera Musiani e Renato Signorini per l’ apoteosi delle armi italiane.

L’opera del Focaccia può essere definita razionalista e in alcuni tratti futurista ed eclettica; la linea razionalista più comune, che si evidenzia in molti progetti, riprende lo stile di Adolf Loose .  Chi ama l’arte e l’architettura fascista non può evitare di ammirare i capolavori che il Focaccia ci ha lasciato; per lo stesso motivo non è fuori luogo fare menzione di questo artista razionalista in una rubrica come ‘’Romagna Liberty’’. Nell’omonima monografia edita da Maggioli a giugno 2012,  che ha aperto le porte alle celebrazioni del novantesimo di Riccione e del centenario di Milano Marittima, nella sezione sulla provincia di Ravenna potrete trovare alcune opere di Focaccia; ma la ricerca su questo architetto ravennate, che sfocerà presto in una monografia e in una mostra, riporterà alla luce un considerevole numero di progetti, schizzi e documenti che ormai da anni sono svaniti nel nulla ed è giusto invece sottoporre all’attenzione del pubblico, perché li possa conoscere e apprezzare. Ritengo infatti che questo artista meriti la stessa sorte di Mirko Vucetich, alla cui opera i miei studi hanno ridato smalto (fino al 14 ottobre, presso il Castello di Marostica, rimarrà aperta la mostra a lui dedicata che porta alla luce preziose proprietà atistiche come il bronzo di Mussolini , che fu amico di Vucetich e  negli anni ’30 lo incaricò di realizzare tale scultura per Addis Abeba).

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Cannuzzo (Ravenna) diede i natali a Matteo Focaccia il 12 settembre 1900 (erroneamente fu registrata la sua nascita l’11 settembre, come raccontano gli eredi), nato da Dante Gaetano e Luganesi Mariuccia.

A undici anni si sposta a Cervia, nella città giardino in via Oriani 9 e nel 1922 conquista il diploma di licenza di architettura all’accademia di Belle Arti di Bologna (Regio istituto di Belle Arti).

Con il padre muratore l’ architetto Focaccia mise in piedi un’ importante impresa edile, anche se due ritratti ad olio su tela, datati 1918, ci attestano un periodo giovanile dettato dalla predilezione per l’arte pittorica, che successivamente a causa di motivi economici (come è accaduto ad altri artisti) cessò per cedere il passo ad un mestiere redditizio come quello dell’architettura, quando iniziò a progettare per l’impresa di famiglia. Non si conoscono i legami e le origini della predisposizione al campo artistico del Focaccia, forse derivatigli dalla scuola o trasmessi dalla famiglia.

Al 1929, anno ottavo dell’era fascista, risale il documento che attesta l’iscrizione del Focaccia all’albo professionale degli architetti della Provincia di Bologna.

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Nel 1935 troviamo un Matteo Focaccia politico, podestà del Comune di Cervia, dove liberò la proprietà ‘’Società Anonima Milano Marittima’’ appartenente al noto illustratore Giuseppe Palanti, per portarla sotto il Comune cervese.

La sua fu una vita che conobbe fama e successo, grazie ai grandi progetti realizzati, che spaziano dall’area della Romagna fino a Bologna e a Milano e che senz’altro prossimamente sarà possibile conoscere da vicino.

Andrea Speziali
www.andreaspeziali.it

www.romagnaliberty.it

 

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    3 Commenti

  1. Non so se può interessare ma il nostro studio sta restaurando Villa Capecchi a Cesenatico.

    • Si capitate a Cervia andate a vedere la Villa sita in Viale Roma 52. Angolo viale Balduccci. Poi comunicatemi la vostra impressione. GV

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