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Una finestra sul Liberty a Marostica

Una finestra sul Liberty a Marostica

Una Marostica dai molteplici aspetti, un luogo che è mutato nel tempo insieme agli edifici che ne rappresentano la bellezza.

di Federico Cattaneo

 

gni città ha il suo fascino particolare, la sua storia, che si può intravedere negli edifici più significativi che conservano le peculiari caratteristiche decorative originarie.                                                    Provenendo dall’ampia pianura veneta e raggiungendo la fascia collinare pedemontana dell’alto territorio Vicentino, ci si trova dirimpetto a verdeggianti colline ed a panorami di notevole bellezza, compresi tra l’Astico e il Brenta, in cui Marostica, con i suoi castelli e la cinta muraria, colpisce non solo per la sua suggestiva bellezza ma anche per la storia del luogo ricca ed affascinante.
Marostica è conosciuta in tutto il mondo per la partita a scacchi a personaggi viventi che si svolge nella elegante piazza ogni biennio, negli anni pari.
Detta partita rievoca una leggenda tratta da un testo di Mirco Vucetic, risalente al 1454 quando Marostica era una delle fedelissime della Repubblica di Venezia ed era retta da un podestà nominato direttamente dalla città di San Marco. La storia ricorda la bella Lionora, figlia del Castellano di Marostica Taddeo Parisio e dei suoi due contendenti, Rinaldo da Angarano e Vieri da Vallonara che si sfidarono a duello per ottenere la sua mano. Il podestà venuto a conoscenza della sfida, impedì lo scontro e decise che l’amata figlia sarebbe andata in sposa a quello dei due rivali che avesse vinto una partita a scacchi. Decise inoltre che lo sconfitto sarebbe diventato ugualmente suo parente, sposando Oldrada, la sorella minore, anch’essa giovane e bella.                                                       Questa manifestazione culturale è capace di racchiudere in sé tutta la tradizione di una città, facendo rivivere l’emozione di un epoca ormai passata.
Chi viene in questa città per la prima volta, ma anche per chi vi ci abita, può di sicuro affermare di trovare in questo luogo qualche cosa che lo incanta: i due possenti Castelli inferiore e superiore, i portici, i caratteristici palazzi in stile Liberty, e la piazza, una delle più belle, caratterizzata per la pavimentazione a scacchiera. La bellezza del luogo è arricchita anche dal paesaggio circostante, caratterizzato dalla coltivazione di ulivi, vigne e ciliegi. Ci si può inoltrare lungo le vie, cercando quella serenità e quel contatto con l’architettura e l’arte che certamente i palazzi di Marostica, possono offrire al visitatore.
Insomma è una città tutta da ammirare e da conoscere. E’ proprio a Marostica, che agli inizi del Novecento alcuni architetti e artigiani della zona, influenzati dal nuovo movimento architettonico e artistico dell’ Art Noveau, noto in Italia dal nome Liberty, incominciarono a realizzare nuovi edifici. Essi, caratterizzati da un architettura nuova e alternativa, basata sull’utilizzo di prodotti e forme che potessero esprimere personalità, con decorazioni floreali che ancora oggi incantano chi le osserva.
Proprio il Liberty aveva come elemento portante la ricerca stilistica che abbracciava in un unico disegno la struttura architettonica, i fregi, gli affreschi e gli stucchi. Infatti, esso voleva costruire un ambiente dove la bellezza fosse da conciliazione tra le esigenze dell’uomo e le necessità pratiche della vita moderna. Questo stile trovò una facile diffusione nelle città ad avanzato sviluppo industriale dove la media-ricca borghesia e gli imprenditori di fine Ottocento, rafforzatisi economicamente, volevano affermare la propria identità ed esaltare la bellezza dei propri edifici con l’importanza dell’arte decorativa e simbolica che questo nuovo movimento architettonico affermava. In quegli anni la borghesia marosticense godeva di un forte sviluppo economico, Particolare edificio Liberty grazie al successo dell’industria della treccia di paglia, usata per confezionare borse e cappelli, esportati in tutto il mondo.
E’ proprio in questa città che le decorazioni floreali, le linee sinuose e continue, i dipinti, gli arredamenti e gli oggetti ornamentali, conquistarono le simpatie del popolo marosticense, e che ancora oggi affascinano i passanti. A volte questo stile si manifesta solo nelle cornici delle finestre, nelle recinzioni o nelle vetrate delle porte, ma non per questo si tratta di Liberty scadente anzi, è prova di fantasia e di abilità di artigiani meno noti. Le caratteristiche fondamentali che si possono osservare negli edifici storici di Marostica sono le decorazioni in stile floreale ispirate alla natura, in cui venivano stilizzate spesso forme vegetali e animali come, fiori, foglie, teste di leone o pavoni, in quanto cariche di caratteri simbolici.
Queste ultime venivano ampliate con l’aggiunta di alghe e insetti, inseriti in modo fantasioso e armonioso che conferivano all’edificio un notevole e ammirevole aspetto decorativo. Tutto questo fu possibile grazie alla presenza nel territorio di artigiani e pittori altamente qualificati. Con l’avvento delle nuove industrie che riducevano i tempi e i costi di lavorazione, rispetto a un oggetto lavorato da un artigiano, questi elementi caratteristici, con il passare degli anni, sono stati sostituiti con decorazioni fredde e prive di una funzione estetica.  L’adesione al Liberty di questi edifici è spesso rivolta alle soluzioni decorative esterne delle facciate e mai alle innovazioni interne, alla pianta e alla distribuzione degli ambienti.
In un’architettura dove spesso l’adesione al nuovo stile floreale è limitata agli elementi di facciata, che da soli vogliono qualificare un edificio come Liberty, grande importanza assumono i ferri battuti delle ringhiere, dei balconi e dei cancelli. Normalmente quest’ ultimi non venivano disegnati dall’architetto ma si faceva ricorso ad artigiani qualificati che integravano il proprio lavoro con quello del progettista. La gran parte dei palazzi presentano materiali ricercati e lavorati artigianalmente, come il mattone, il vetro, la ceramica e il ferro battuto che ne risaltano, non solo la funzionalità ma anche la bellezza. All’interno, questo stile modella gli spazi con un arredamento e oggetti di grande valore stilistico, all’esterno tende a fondere l’architettura con la natura, la casa con il giardino. Il Liberty, stile inconfondibile nel dettaglio architettonico e artistico, venne apprezzato dai personaggi più illustri di Marostica.
Esemplare in proposito è il palazzo di Bernardino Frescura, illustre geografo che ha dedicato la sua vita agli studi dei confini italiani, dopo la prima guerra mondiale e alle questioni migratorie, con la pubblicazione di numerose guide dei territori maggiormente scelti come meta. Egli fece mettere sulla facciata della sua abitazione la scritta “salve” e la data di completamento dei lavori MCMXIII. Notevole è l’effetto decorativo del portone d’ingresso e del balcone, della ringhiera in ferro battuto e del fregio con dipinti floreali sotto il cornicione.
Il Liberty di Marostica, lo possiamo ammirare negli edifici privati ma anche in fabbricati pubblici come ad esempio l’ex cinema Politeama, eseguito all’inizio del Novecento secondo il progetto dell’ingegnere Giovanni Tescari (1866-1939), autore di numerosi progetti di opere Liberty realizzate in tutto l’arco pedemontano.
Il Politeama è stato ricostruito, e la facciata sud, di particolare pregio storico, unico elemento oggi superstite dell’originario progetto è stato soggetto ad un attento restauro. Non sempre però, gli edifici hanno con-servato le caratteristiche decorative origi-narie e infatti con il passare degli anni sono prevalentemente scomparse. Bisogna a mio avviso, cercare di salva-guardare e recuperare ciò che ancora sopravvive di queste vere e proprie opere d’arte.

 

 

 

 

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