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La manifattura Ernesto Conti

La manifattura Ernesto Conti

Come altri ceramisti sestesi che tra la fine dell’800 e gli inizi del ‘900 impiantarono aziende artigianali, anche Ernesto Conti fondatore della manifattura omonima, aveva frequentato la Scuola di Disegno Industriale e successivamente era stato assunto dalla Manifattura Ginori. Negli ultimi anni dell’800 Conti iniziò a lavorare in proprio come pittore, e solo intorno al 1908 allargò la sua attività dando vita ad una piccola manifattura artigianale. Il campionario dell’azienda fu fortemente caratterizzato, fino dagli inizi, da riproduzioni di ceramiche di epoche passate, in particolare rinascimentali: le opere robbiane e i repertori di antichi centri ceramici quali Urbino e Cafaggiolo, costituivano le più importanti fonti di ispirazione. E tuttavia non mancarono riusciti tentativi di produrre oggetti che si richiamavano alle tendenze innovative del gusto affermatesi agli inizi del ‘900. Ne è un esempio il vaso di ispirazione liberty riprodotto in una delle pagine seguenti.

All’inizio degli anni ’20 l’azienda abbandonò la sua prima sede, situata in via Cavallotti, per trasferirsi nei locali ubicati nell’attuale via Barducci, dove a numeri 3 e 5, è ancora oggi visibile l’antica facciata della fabbrica. Il trasferimento fu reso probabilmente necessario dall’esigenza di incrementare l’attività produttiva. Nel corso degli anni ’20 l’edificio fu più volte ampliato; tra il 1926 e il 1931 il numero dei dipendenti passò da 12 a 33 unità. La manifattura Conti ebbe un importante riconoscimento della qualità della sua produzione nel 1923, all’Esposizione Risveglio industriale e commerciale di Milano, dove l’azienda ottenne la medaglia d’oro per la realizzazione di un vaso in maiolica di grandi dimensioni decorato in stile Urbino dal pittore Ennio Pozzi; il decoro raffigurava Ettore trascinato da Achille. Anche di questo vaso è visibile una riproduzione alle pagine successive. Nel corso degli anni ’20 Ernesto Conti venne affiancato nella conduzione dell’azienda dai figli Fosco e Contino che ne continuarono l’attività dopo la sua morte avvenuta nel 1930.

Nel secondo dopoguerra la produzione della fabbrica si orientò quasi esclusivamente su soggetti sacri di stile robbiano. L’azienda cessò definitivamente la sua attività nel corso degli anni ’70.

 

Carta intestata Man. Conti

 

 

 

 

 

 

Bibliografia    
F. CAPETTA, G. CEFARIELLO GROSSO, S. GENTILI, M. P. MANNINI, La ceramica sestese. In occasione della Mostra storica della ceramica sestese. Sesto Fiorentino, Villa Corsi Salviati, 31 marzo-29 aprile 1990, Introduzione di G. CONTI, Firenze, Opus Libri, 1990. P. MALDINI, R. TACCHELLA, Ceramica liberty in Italia, Introduzione di R. BOSSAGLIA, Torino, Umberto Allemandi e C., 1999. ASSOCIAZIONE TERRE DI TOSCANA, Terre fiorentine. Le città toscane di antica tradizione ceramica, Roma, Tip. Città Nuova della P.A.M.O.M., 2002.
www.sestopromuove.it/node/260

 

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