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Il Liberty di Luppis a Rimini

Il Liberty di Luppis a Rimini

RIMINI – E’ attraverso l’artista Carlo Corsi in una mostra che si tiene al MAM (Museo d’Arte moderna dell’alto Mantovano) nella cittadina di Gazoldo degli Ippoliti, che si scovano tracce di Liberty a Rimini.

Come?
Di fatto nella biografia emerge la partecipazione nel 1909 alla mostra Nazionale di Rimini organizzata da Ferruccio Luppis.
Secondo anni di studi e ricerche (cfr. ‘’Romagna Liberty’’, Maggioli 2012), il Liberty a Rimini non approda. Come afferma anche Giovanni Rimondini, nei progetti conservati all’Archivio di Stato Rimini le minime decorazioni Liberty o Eclettiche presenti nei progetti vengono violentemente cancellate da chi allora amministrava. A quanto pare il nuovo stile per l’Italia moderna non emerge nel riminese; centri più piccoli invece, come Viserba, Viserbella, Bellaria, Cattolica e in particolare Riccione, abbracciano questa nuova corrente conosciuta come Art Nouveau, tant’è che Riccione è la perla del Liberty in riviera (Cfr. ‘’Una Stagione del Liberty a Riccione’’, Maggioli 2010).

La scoperta è quella di una grande mostra organizzata nella storica villa di Luppis in viale Regina Elena, che possiamo definire ‘’la strada delle ville Liberty sopravvissute’’ con il villino Rosa e l’hotel Belvedere Mare (che conserva le sirene dell’ex villa Cacciaguerra in viale Vespucci).

Villa Luppis Rimini

La mostra Nazionale di Belle Arti del 1909 si svolse nella residenza che Ferruccio Luppis fece costruire nei primi anni del Novecento per la sua famiglia. A quell’epoca Villa Luppis si trovava circondata dalla sabbia, costruita in un ambiente selvaggio, ma di grande effetto.
Anche questa villa nella sua architettura novecentesca con decorazioni Liberty che emergono in una cartolina dell’epoca si può considerare un gioiello sopravissuto.

Oggi è uno dei tanti edifici adibiti a residenze alberghiere in seguito al boom economico che, dando impulso al turismo in Riviera, creò la necessità di ampliare la ricettività turistica. L’edificio, già ampliato nel 1930, oggi è conosciuto come hotel Augustea.

Alla mostra parteciparono grandi artisti già affermati all’epoca, tra questi il toscano Lorenzo Viani, Ornati Mario, Carlo Corsi e Pier Augusto Tagliaferri che, a pochi giorni dell’inaugurazione della mostra, morì in villa il 31 agosto del 1909.<
Si può affermare che questa esposizione fu una sorta di rivoluzione dei criteri artistici decisi dall’amministrazione pubblica: infatti vennero esposte opere che abbracciarono lo stile Liberty, quello stile che non solo villa Luppis e poche altre residenze private, ma anche il Grand Hotel Rimini mostrava di aver recepito. D’altra parte proprio il Grand Hotel è la prova di come il potere economico potesse influenzare le decisioni politiche dell’epoca o, almeno, non se ne sentisse condizionato: obbedendo alla moda del momento, il progetto, che possiamo paragonare alle architetture di Mikhail Eisenstein a Riga, per i mascheroni all’esterno dell’edificio, abbonda infatti di citazioni Liberty, che, anche se non amate dal Regime, la ricca committenza si può permettere di realizzare.

 

Andrea Speziali

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    1 Commento

  1. L’articolo di cui sopra contiene alcune imprecisioni:
    1) La I^ Mostra nazionale di belle arti (Rimini 7 agosto-7 settembre 1909) fu inaugurata dal ministro della pubblica istruzione on. L. Rava non nella villa Luppis, ma in dieci sale della scuola Ferrari (per le opere pittoriche, più alcune altre per le sculture).
    2) Il pittore Pier Augusto Tagliaferri fu colpito da paralisi mentre si trovava ospite nella villa Luppis; portato all’ospedale, vi moriva la notte seguente.
    Le notizie di cui sopra si possono trarre leggendo la stampa locale contemporanea.
    Cordiali saluti.
    Luigi Vendramin – Riccione

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