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Luigi Fontana

Luigi Fontana

LUIGI FONTANA
(1854 – 1946)

Nel 1881 Fontana, già attivo nella produzione industriale di lastre di vetro, fondò la Società Luigi Fontana & C., “Officina per la produ­zione di specchi, vetrate e mobili artistici” con sede a Milano, e con la quale si presen­tò all’Esposizione di Parigi del 1900. A Tori­no nel 1902, alla prima grande esposizione italiana organizzata con l’intento di offrire al pubblico internazionale il meglio di quanto veniva prodotto nell’ambito dell’architettu­ra, dell’arredamento e delle arti applicate, adeguando la cultura italiana al contesto europeo, Fontana allestì due ambienti, un “gabinetto da toletta” e una sala da pran­zo, con boiseries, porte e sopraporte, arredi straordinari nei quali fece largo uso di vetrate artistiche, disegnate dal pittore e decoratore Fausto Codenotti. Su commissione dell’ac­quirente della sala, Fontana realizzò anche un raffinato salotto, parzialmente esposto in mostra (cat. 157), e stabilmente ricostru­ito all’interno del percorso espositivo della Wolfsoniana di Genova. L’azienda si distinse nella produzione di oggetti d’arte, di mobili in legno e cristallo molato dalle linee eleganti e sinuose, di insegne, improntati ai modi del più aggiornato stile floreale. All’Esposizione di Milano del 1906 la ditta, che nel frattempo aveva aperto filiali a Roma, Genova e Torino, si presentò con un proprio, magniloquente padiglione, progettato dagli architetti Orsino Bongi e Antonio Cavallazzi, nel quale espo­se raffinati mobili nei quali il vetro policro­mo, dipinto o legato in biombo o in ottone, aveva un ruolo di protagonista indiscusso. In questo ambito Fontana si avvalse della col­laborazione del pittore e decoratore Giovan Battista Giannotti, maestro nell’arte vetra­ria, che nel 1909 aveva fondato, con Alfre­do Melani, teorico del Modernismo, la rivista mensile “Per l’arte” sulla quale comparvero frequentemente disegni al tratto dei ricer­cati arredi e tavole a colori delle splendide vetrate disegnate dallo stesso Giannotti per Fontana. Nel 1932 dalla storica ditta nacque, con il sodalizio artistico tra Gio Ponti e Pietro Chiesa, “Fontana Arte” – tuttora in attività – che diede vita a una ricca produzione di vetrate, elementi d’arredo, lampade, oggetti d’arte, in cristallo e specchio.

BIBLIOGRAFIA: I. de Guttry, M. P. Maino, Il mobile liberty italiano, Bari 1994, pp. 146-149; L. Falco­ni, Fontana Arte. Una storia trasparente, testi di Aulenti, M. D’Alessandro, C. Guglielmi, F. Ros­si, G. Vergani, Milano 1998; M. Fochessati, L’arte decorativa moderna, in La collezione Wolfson di Genova, a cura di S. Barisione, M. Fochessati, G. Franzone, Milano 2005, pp. 54 e 64-65; F. De­boni, Fontana Arte. Giò Ponti, Pietro Chiesa, Max Ingrand, Torino 2012. Testo tratto dalla monografia: Aa. Vv. Liberty, uno stile per l’Italia moderna, Silvana editoriale, Cinisello Balsamo 2012

Giulio Sommariva

 

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