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Luigi De Servi

Luigi De Servi

Di on ott 14, 2018 in Artisti | 0 commenti

LUIGI DE SERVI
(1863 – 1945)

Il suo vero esordio fu in Argentina, dove ot­tenne importanti commissioni pubbliche e private: i ritratti dei Settanta Governatori del­la provincia di Buenos Aires, quattro grandi quadri raffiguranti La vita primitiva dell’uomo argentino per la rotonda d’ingresso del Mu­seo de La Plata, il vestibolo della Camera dei Senatori di Buenos Aires; sei affreschi per il Grand Hotel di Mar del Plata; i ritratti del pre­sidente della Repubblica e di altri eminenti personaggi appartenenti all’élite politico-e­conomica argentina. La fama di eccellente ritrattista di taglio internazionale si consoli­dò nel corso di un periodo londinese e di un breve soggiorno parigino, tanto che la sua attività in tale ambito proseguì con succes­so lungo tutta la sua vita, con immagini non immemori della tradizione ma aggiornate, accattivanti e non prive di una leggerezza e di un’eleganza Belle Époque, come ne La famiglia del 1914 (cat. 248). Dopo il ritorno in Italia, coinvolto dal padre in una serie di interventi decorativi in edifici religiosi della riviera ligure, si trasferì a Ge­nova, all’alba del secolo una città in crescita, interessata da un profondo rinnovamento urbanistico promosso da una ricca borghe­sia mercantile, e dove De Servi ottenne nu­merose commissioni pubbliche e private. Con Nomellini, De Albertis, Craffonara e altri fu impegnato nella decorazione della Taver­na del Falcone, ritrovo della Famiglia Artisti­ca, vivace sodalizio di pittori, letterati, poeti e giornalisti. Proprio a una festa mondana, organizzata nel 1901 dalla Famiglia Artistica per celebrare il Liberty, De Servi fu premiato per l’ideazione dell’abito della moglie, impre­ziosito da un fregio di iris da lui stesso dipin­to (cat. 155). Con A. Quinzio, L. Gainotti, A. De Lorenzi lavorò come “figurista” alla deco­razione di villa Raggio, a Genova-Albaro, ri­strutturata in forme eclettiche dall’architetto Haupt. Nel 1905, infine, vinse il concorso per gli affreschi dell’atrio della stazione fer­roviaria di Genova-Brignole (perduti), per i quali elaborò grandi riquadri con raffigura­zioni storiche e lunette con personaggi em­blematici, circondate da putti e fregi floreali di gusto liberty.

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BIBLIOGRAFIA: G. Massagli, L’ambiente artistico lucchese dall’inizio del Novecento agli anni Ven­ti, in “Commentari d’arte”, Roma 2008; Luigi De Servi: 1863-1945. Ritratto d’artista, a cura di M.F. Giubilei, Maschietto & Musolino, Pistoia 2001; M. Bompani, “Maestro De Servi, eccellente pintore, specialmente beneamato da molte ornatissime madonne”: appunti su un artista lucchese a Ge­nova tra Ottocento e Novecento, in “Bollettino dei Musei civici genovesi”, Milano 2001, pp, 39-50. Testo tratto da: Aa. Vv. Liberty, uno stile per l’Italia moderna, Silvana editoriale, Cinisello Balsamo 2012

Giulio Sommariva

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