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LUCCA, villa Simonini

LUCCA, villa Simonini

TOSCANA, LUCCA, VILLA SIMONINI, VIALE GIUSTI , 375                                  

 

Villa Simonini, costruita tra il 1909 e il 1916 su progetto dell’architetto lucchese Gaetano Orzali, è uno degli edifici dove lo stile Liberty fa il suo ingresso a Lucca grazie alla borghesia imprenditoriale. Questa, viaggiando all’estero per lavoro, ebbe sicuramente occasione di vedere lo stile moderno che improntava di sé i nuovi edifici pubblici e privati e, riconoscendolo come lo stile della società più moderna e produttiva, lo volle adottare una volta tornata in patria.

Gaetano Orzali (Lucca 1873-Genova 1954), proveniente da una famiglia che lavorava nel mondo dell’edilizia e dell’architettura, diplomatosi all’Accademia di Belle Arti di Firenze nel 1897, poteva ben essere l’architetto di riferimento della borghesia lucchese perché, al contrario di suo zio Achille e del padre Modesto, seppe utilizzare gli elementi decorativi dello stile moderno in alcuni villini costruiti in via Matteo Civitali, sulla scia di quanto aveva cominciato a fare a Genova, dove si era stabilito dal 1902.

Come l’adiacente villa Del Magro, villa Simonini si differenzia dalla tradizionale tipologia del villino unifamiliare tardo-ottocentesco per la pianta mistilinea che crea una movimentata volumetria.

I prospetti ovest ed est sono infatti caratterizzati dalle forme cilindriche che all’esterno sono sottolineate dai balconi curvilinei del prospetto est e dall’apertura tripartita delle finestre del primo e del secondo piano sul prospetto ovest che, circondate da una cornice marmorea a motivi geometrici, illuminano il vano scale elicoidale, il fulcro di tutto l’edificio intorno al quale ruotano i vari ambienti .

Sono proprio i balconi gli elementi che, insieme alla tettoia del portone centrale, alle due cancellate e alla ringhiera della scala elicoidale interna,  danno all’edificio l’aspetto moderno.

Il balcone del primo piano presenta una modulazione ricorrente nell’opera dell’Orzali, vale a dire l’alternanza tra le colonnine a sezione quadrata e la ringhiera realizzata in ferro con motivi curvilinei che rimandano alla morfologia del mondo vegetale. Gli stessi motivi ricompaiono anche nelle mensole in ferro che sostengono il balcone, nella ringhiera continua del secondo piano, chiuso nel 1915-16 in modo da creare un altro appartamento rispetto all’originaria terrazza aperta, nella tettoia in ferro e vetro che sovrasta il portone e nelle cancellate che fiancheggiano la villa.

Gli elaborati disegni delle cancellate che immettono nel giardino furono realizzati dallo stesso Orzali e furono commissionati alla ditta Sirtoli di Milano: le linee curve e sinuose dei cancelli che terminano alternativamente con spirali e grandi corolle di fiori, dipinte di rosso durante un recente restauro, movimentano la fissità della composizione simmetrica.

Un ricordo della tipologia edilizia rinascimentale con cui l’Orzali aveva esordito a Lucca prima di trasferirsi nella città ligure, può essere considerato il trattamento murario caratterizzato dall’alto zoccolo in marmo lavorato a bocciarda del piano terra (flebile ricordo del rinascimentale bugnato) e dalla parete liscia nei piani alti.

 

di Elena Profeti

Fonti
Le età del Liberty in Toscana, a cura di Maria Adriana Giusti, Octavo Franco Cantini Editore, Firenze 1996
http://www.luccaterre.it/scheda.php?id=2986&lang=it
http://web.rete.toscana.it/cultura/architettura?command=showDettaglio&codice=100185&provincia=Lucca

http://www.arteliberty.it/lucca_villa_simonini_ing.html

 

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