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Il Liberty modenese in Piazza Mazzini

Il Liberty modenese in Piazza Mazzini

MODENA, Piazza Mazzini 45 angolo via Emilia

di Elena Profeti

 

Casa Levi Finzi1Il rinnovamento della città di Modena nel primo quarto del XX secolo iniziò dal centro storico dove si procedette sia all’abbattimento delle mura che ancora circondavano la città per lasciare spazio ad ampi viali di circonvallazione, futuri spazi edificabili per le nuove abitazioni borghesi, che alla demolizione di due vasti isolati del centro, le odierne piazza XX Settembre e piazza Mazzini, per ragioni di risanamento e abbellimento cittadino.
Piazza Mazzini in particolare, costruita sul fianco della via Emilia, di fronte al prospetto settecentesco del palazzo comunale, diventò il nuovo centro di aggregazione della città che avrebbe avuto modo di differenziarsi dall’antico centro, piazza Grande, con i moderni edifici voluti dalla borghesia emergente , in larga misura appartenente alla comunità israelitica che proprio sullo sfondo della piazza aveva il suo tempio.
Casa Levi Finzi7Alcuni degli edifici che delimitano piazza Mazzini mantengono ancora oggi, seppur con qualche sostanziale alterazione, le decorazioni in stile modernista che si diffusero in città; infatti anche a Modena, come in molte altre città d’Italia, lo stile Liberty si diffuse principalmente attraverso l’apparato decorativo, interno ed esterno,delle abitazioni che raramente presentavano una volumetria diversa da quella della tradizione.
È il caso dell’edifico presentato alla commissione di Ornato nel 1906 e costruito nel 1907 in angolo con la via Emilia per i commercianti di tessuti e possidenti Livi-Finzi, il quale, oltre a mantenere la tradizionale costruzione plastico-volumentrica a parallelepipedo ripropose il modello dell’abitazione con annessa bottega sotto il porticato del pianoterra, risolto col motivo a bugnato rinascimentale e con le cornici marcapiano aggettanti nel primo e nel terzo piano.
Oggi il gusto modernista è limitato alle inferriate dei balconi del primo piano e delle finestre dell’ultimo piano, le cui eleganti linee sinusoidali spezzano la monotonia della facciata, e alla fascia in mattonelle di ceramica tra il terzo e l’ultimo piano, reminescenza della Majolikahaus di Vienna, costruita da Otto Wagner alla fine del XIX secolo.
Casa Livi Finzi6La fascia in ceramica oggi è sormontata da un cornicione in cemento aggettante decorato con un ramo di foglie, ma nelle foto d’epoca essa presenta una decorazione a tralci di glicini che, partendo dal sotto fascia, andava a incorniciare la parte bassa delle finestre del terzo piano con una policromia che possiamo immaginare tenue, tipica della pianta in sé, ma anche dello stile Liberty. Allo stesso modo si può osservare come le due insegne del negozio, “Sartoria G. Finzi e C” affacciantesi sulla via Emilia e “Sartoria per signora” sul balcone che dà sulla piazza, siano andate perdute nel corso del tempo.
Casa Donati Formiggini2Il palazzo fu commissionato al modenese Arturo Prati (1871-1944), uno dei più significativi seguaci di Otto Wagner in Emilia, assistente di architettura all’Università di Modena dal 1897 finché non ottenne la cattedra nel 1910, i cui lavori per gli edifici, le mostre dei negozi e per l’arredamento urbano sono oggi visibili nelle fotografie d’epoca o nel suo Album, conservato presso l’Archivio Storico Comunale di Modena.
Tratto distintivo dell’attività del Prati era la soluzione adottata per i pluviali che cadevano fino all’altezza del pianoterra per poi essere incassati all’interno della cortina muraria tramite un anello concentrico ed emergente, tuttora visibile dietro i nuovi pluviali che scendono invece fino a terra.
Simili caratteristiche sono riproposte anche nell’edificio al civico 9, commissionato al Prati da Ida Formiggini Donati e il cui progetto, approvato dalla commissione di Ornato nel 1905, è conservato presso l’Archivio Storico Comunale di Modena.

Casa Donati Formiggini1In questo edificio entrambe le fasce marcapiano in cemento, nel mezzanino e nell’ultimo piano, sono state scolpite con motivi floreali a vivaci colori: fitte foglie di ippocastano e mazzi di rose rosse disposte intorno allo stemma della famiglia committente.

 

 

 

 

 

Fonti
Alberto Barbieri, Arte ed artisti a Modena, Mucchi Editore, Modena, 1977
Archivi del liberty italiano. Architettura, a cura di Rossana Bossaglia, Franco Angeli Editore, Milano, 1987
Massimo De Carolis, Elementi di architettura liberty a Modena, 1987-1988
Il liberty in Emilia, 1988
Giordano Bertuzzi, Trasformazioni edilizie e urbanistiche a Modena tra Otto e Novecento, Aedes Muratoriana, Modena, 1992

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