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Il Liberty a Licata

Il Liberty a Licata

Di on feb 1, 2015 in Regione Sicilia | 0 commenti

Ad impreziosire le architetture ideate da Filippo re Grillo, fu chiamato a Licata a più riprese Salvatore Gregorietti (Palermo 1870-1952), allievo del pittore adornista Enrico Cavallaio, che lavorò come maestro decoratore in palazzi signorili di Palermo ed in molte città della Sicilia, della Calabria e della Puglia. Suoi sono, ad esempio, gli affreschi del velario della Banca d’Italia di Palermo, del teatro Biondo, di alcune sale del palazzo reale e della palazzina cinese. Al suo pennello appartennero anche le pitture per i saloni dei transatlantici Giulio Cesare, Duilio ed Esperia. Senza contare le numerose vetrate dipinte da lui realizzate.

 

A Licata al suo estro pittorico si deve quanto è documentato e rimane nelle case Verderame, nella Villa Sapio Rumbolo, ancora ricca di mobili della Ducrot, disegnati da Ernesto Basile e di rare porcellane della Florio, e probabilmente nel palazzo Urso. In generale lo stato di salute degli affreschi è discreto. Il documento sicuramente più prestigioso lo troviamo nella volta Villa Verderame Bosa, prVilla Verderame Bosa, progetto F. Re Grilloogetto F. ReGrillodel salone delle feste del palazzo di Matteo Vecchio Verderame, prossimo alla zona portuale, non solo per la grandiosità del soggetto allegorico illustrato, ma per la freschezza Villa Verderame Bosa, progetto F. Re Grilloe la naturalezza dei colori. Veramente unica è la decorazione eseguita nel 1903 nel palazzo dell’on. Arturo Verderame, già Talamo, oggi Cuttaia-Vitello, di corso Roma, dove l’artista ha profuso decorazioni sotto forma di affreschi, arazzi su tela e raso, balconate e porte scolpite, tetti cassettonati o affrescati, carte da parati con motivi floreali, vetrate dipinte. Nella camera da pranzo il tetto, cassettonato, è finemente Villa Verderame Bosa, progetto F. Re Grillointagliato e dipinto. Il ciclo di arazzi rappresentano le stagioni, dipinti ad olio su tela con colori vegetali. Figure femminili dalle linee sinuose circondate da innumerevole varietà di fiori elaborati con estrema ricchezza di soluzioni cromatiche. In un altro soffitto, puttini giocano tra fiori e farfalle, usignoli e rondini, quasi a creare l’illusione di un cielo aperto; in un angolo questi si trasformano in veri e propri bambini seduti su un ramo. La volta del bagno è decorata con motivi floreali in cui appaiono gru e pacifici cigni. Nella stanza da giuoco la volta è decorata da quattro figure in festa con costumi medioevali. Nel salone delle feste alcuni arazzi con sequenze Teatro Re, plastico realizzaVilla Sapio Rumboloto da F. Re Grillonarrative, assai diverse da quelle floreali, rievocano leggende di donne e di cavalieri, castelli e vassalli innamorati. Nel fumoir le decorazioni pittoriche sono stile giapponese: geishe in costume, piatti, lampade e ventagli schiusi. In contrasto con tale forza cromatica, una sottostante sequenza narrativa di scene di vita quotidiana dalla tinte pacate. Al fumoir si accede da una splendida porta in legno e vetro dipinto con slanciati steli di iris.

 

Non sono da meno i decori eseguiti nel 1903 da Gregorietti nelle stanze e nei saloni della villa Sapio Rumbolo. Qui l’artista più che dedicarsi a riempire le volte, si dedica ad affrescare la parte sommatale delle pareti per creare uno stacco tra queste e le coperture con un fascio lineare e continuo di immagini e di colori strettamente legati ai canoni del liberty fiorito. Ovunque abbiamo il trionfo della natura. Nella stanza da pranzo steli, foglie filiformi e rose rosa e giallo pallido. Nella volta del salotto al centro puttini alati giocano tra ghirlande di rose, agli angoli del soffitto deliziose fanciulle-fiore (rose, garofani, gigli e iris) che rappresentano le quattro stagioni. Nella stanza del biliardo la volta è decorata da quattro figure in costumi medioevali iterate. Nelle camere da letto ciclamini, orchidee e viole costituiscono un vero e proprio ricamo filiforme. In una sala di disimpegno iris di tutti i colori risaltano da uno sfondo chiaro. A Gregorietti appartengono anche i grandi e preziosi arazzi dove campeggiano le tipiche figure femminili addobbate di fiori variopinti.

fonte: www.lavedettaonline.it/readarticle.php?article_id=9

 

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