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Leonetto Cappiello

Leonetto Cappiello

LEONETTO CAPPIELLO
(1875 – 1942)

Il precoce esordio alla Promotrice di Firen­ze (1891-1892) dove partecipa con una serie di opere di tematiche diverse, tra cui Studio dal vero e Ritratto, segna l’avvio del percor­so artistico dell’artista autodidatta livornese. Ancora lontano da quello che sarà lo stile personale fortemente incentrato sulla ricerca coloristica e spaziale della produzione cartel­lonistica, il giovane Cappiello mostra qui il suo interesse per il paesaggio, per i temi rurali e a sfondo sociale, e per il ritratto, che ritroviamo in dipinti come Il fienaiolo e La famiglia Mor­ghen. Nelle opere di questo periodo la cultura tardomacchiaiola, vicina alla produzione di Silvestro Lega, convive con la ricerca impres­sionista, mentre una propensione per il gene­re della caricatura si scorge già nella serie de La lanterna magica, data alle stampe prima della sua partenza per Parigi nel 1897. Vera svolta nel percorso artistico di Cappiel­lo, il trasferimento nella capitale francese si apre con l’incontro con Giacomo Puccini, ritratto in una caricatura resa celebre dalla rivista “Le Rire”. Il successo come caricatu­rista è confermato dalle collaborazioni con varie riviste dell’epoca da “La Rampe” a “Le Figaro”, passando per “La Revue Blan­che” dove pubblica la raccolta Nos Actrices (1899). Nel 1900 sigla un contratto con l’edi­tore-stampatore Vercasson al quale rimarrà legato per sedici anni realizzando alcuni dei manifesti più famosi; tra questi spicca Cho­colat Klaus (1904) considerato rivoluzionario per la grafica quasi espressionista nell’uso di colori timbrici e fondi scuri, e fortemen­te suggestionata dalla fotografia nella scelta del punto di vista ribassato. Sono i contatti con i grandi maestri dell’affiche del tempo a favorire la rapida carriera come cartellonista professionista che permetterà a Cappiello di raggiungere la fama a livello internazionale.

Brevi soggiorni segnano i suoi rientri nella natia Livorno. Ai manifesti, famosa la serie Mele di Napoli, si affianca la produzione ita­liana di opere da cavalletto che esplorano il tema del ritratto e della scena d’interno. Nel­la tela La famiglia Cappiello, esposta in mo­stra (cat. 247), protagonisti della scena sono la moglie dell’artista, Suzanne Meyer, figlia del direttore de “Le Matin” a cui lo stesso col­laborava, e i loro due figli, Françoise e Jean. Sulla base dell’età di questi ultimi il dipinto può essere datato al 1909, anno in cui risul­ta esposto al secondo Salon des Humoristes presso il Palais de Glace. Colpisce il bianco opalino del vestito che avvolge la protago­nista staccandosi dal fondo più scuro della tappezzeria a creare quel contrasto croma­tico ricercato da Cappiello nella grafica del manifesto; lo stesso contrasto che partecipa al movimento suggerito dall’intreccio di dia­gonali della posa delle tre figure. È il ritratto di un salotto borghese, qui nell’accezione di “casa-rifugio” dell’artista, dove l’immagine della femme fatale della visione boldiniana lascia spazio a quella di una donna, Suzan­ne, che, senza rinunciare a un abbigliamento prezioso e alla moda, viene ritratta sorriden­te durante una conversazione familiare. Nella scelta di una dimensione intellettuale e più elegante la vicinanza con la ritrattistica di John Singer Sargent risulta evidente. Completa il profilo di Cappiello la sua attività come decoratore d’interni che riunisce inter­venti importanti da quello per le Galeries La­fayette (1912) al grande pannello decorativo La Force Motrice per il padiglione della pub­blicità dell’Esposizione Universale di Parigi (1937). Presente alle principali esposizioni in­ternazionali, partecipa con la serie più nume­rosa di opere, dodici originali per cartelloni e cinquantaquattro disegni per cartelloni, alla Biennale di Venezia del 1922. Dopo aver col­laborato con lo stampatore parigino Devam­bez fino al 1936, si ritira a Grasse e muore a Cannes nel 1942.

 

BIBLIOGRAFIA: Leonetto Cappiello 1875-1942. Caricatures, affiches, peintures et projects décor­atifs, a cura di C. Frèches Tory, catalogo della mo­stra (Parigi), Paris 1981; Leonetto Cappiello dalla pittura alla grafica, a cura di E. Matucci, R. Monti, catalogo della mostra (Saint-Vincent, Firenze, Li­vorno 1985), Artificio, Firenze 1985; Museo civico Giovanni Fattori. L’Ottocento, Comune di Livorno 1999, p. 123; G. Dadati, in L’arte della pubblicità. Il manifesto italiano e le avanguardie 1920-1940, a cura di A. Villari, catalogo della mostra (Forlì 2008), Silvana, Milano 2008, p. 196; D. Matteoni, in La Belle Epoque. Arte in Italia 1880-1915, a cura di F. Cagianelli, D. Matteoni, catalogo della mo­stra, Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo 2008. Testo tratto da: Aa. Vv. Liberty, uno stile per l’Italia moderna, Silvana editoriale, Cinisello Balsamo 2012

Isabella Collavizza

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