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La Storia urbanistica di S.Marinella dal 1889 al 1927

La Storia urbanistica di S.Marinella dal 1889 al 1927

Di on gen 11, 2014 in Regione Lazio | 0 commenti

Il 12 dicembre 1887, il principe Baldassarre Odescalchi acquistava all’asta, per poche lire, dall’Ospedale di Santo Spirito in Sassia la tenuta di Santa Marinella. In tutto 550 ettari sul mare dominati dal Castello e con pochi edifici: la chiesetta ancora esistente, l’osteria (successivamente acquistata dal marchese Sacchetti, che la trasformerà in villino residenziale) e alcune modeste abitazioni, occupate da braccianti e altri dipendenti del Castello, nei pressi del quale sorgevano.

Castello Odesalchi

La tenuta era stata messa all’asta perché rendeva poco o niente all’Ospedale di Santo Spirito. Ma il principe, naturalmente, sapeva di poter far fruttare al massimo il suo investimento quando aveva deciso di acquistare la tenuta. Perché la località aveva tutte le qualità per trasformarsi in stazione climatica particolarmente salubre e con tutte le carte in regola per diventare una località di villeggiatura esclusiva per l’alta borghesia romana. Lo indicavano la sua posizione elevata rispetto al livello del mare, la vicinanza dei monti e la facilità dei collegamenti con Roma, la capitale che stava vivendo un momento di prosperità economica. L’Odescalchi, per evitare l’infittirsi delle abitazioni intorno al Castello, elaborò e realizzò un vero e proprio piano viario che si spingeva fino alla Punta di Capo Linaro. Il principe coinvolse nel suo progetto l’amico e architetto personale Raffaele Ojetti, il quale costruì per sé il primo villino (tuttora esistente). Nello stesso periodo, su un lotto di terreno ceduto dal principe ad un prezzo irrisorio fu costruito un secondo villino, quello per il barone Marincola; cui seguirono subito dopo quelli di Olga Lodi, giornalista romana di fama, e del fotografo Canè. Lo stile architettonico di questi primi villini è in alcuni casi quello “rustico” della campagna romana, in altri invece ritroviamo lo stile eclettico europeo in voga in quegli anni nella capitale. Esempio di questo tipo è la prima villa Borruso, costruita nel 1888 con elementi decorativi di stile neogotico. Le ville successive furono costruite in stili diversi secondo il gusto dei proprietari (così come accadeva negli stessi anni a Roma).

Nel 1906 fu costruita sulla via Aurelia (di fronte all’odierna Passeggiata) Villa Bettina, uno degli esempi più belli di architettura Liberty.

Nel 1908 la seconda Villa Borruso fu costruita (in prossimità della precedente) in stile eclettico, mentre il villino Zincone (dello stesso anno) fu realizzato in stile neoclassico.

Nel 1905 il marchese Sacchetti acquistava dal principe l’area detta di “Caccia Riserva”, prospiciente il mare, nei pressi dell’attuale piazza della Libertà, ove fra il 1910 e il 1915 verranno realizzati alcuni villini di prestigio.

Nel 1898 la Ditta Cerrano aveva acquistato la fornace detta “della Tavoletta” per trasformarla in stabilimento industriale per la produzione del cemento artificiale. Il cementificio e il villino (residenza del direttore chimico), completati nel 1913, sono esempio notevole di architettura Liberty.

Nel 1914 la Società Anonima Cooperativa Pirgus, costituitasi nel 1911, dopo aver completato la lottizzazione dell’area compresa fra la vecchia Aurelia (oggi Lungomare Marconi) e la via Odescalchi, aveva già realizzato numerosi villini.

Nel 1925 lo studio Ojetti-Borruso portò a termine la costruzione dei villini dell’area di “Caccia Riserva”.

 

 

 

Fonte: http://www.santamarinella.rm.gov.it/pagina/la-storia-urbanistica-di-smarinella-dal-1889-al-1927

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