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La sirenetta di Riccione

La sirenetta di Riccione

RICCIONE – <<A volte le piccole scoperte segnano le grandi o permettono di avviare dei  passi importanti per un percorso logico, come in questo caso>>
Parlo della cultura Liberty riccionese, o meglio di come si è sviluppato questo stile nella città.

Nella monografia ‘’Romagna Liberty’’ (Maggioli editore, pagina n° 87) si può trovare il documento chiave: grazie alla cartolina storica illustrata dal grafico Aldo Mazza (1880-1964) è possibile comprendere come si sia sviluppato il Liberty nella ‘’Perla Verde dell’Adriatico’’. Proprio la grafica prodotta nel 1925 mette in luce questo slogan che ancora oggi viene ricordato e usato, specie come slogan pubblicitario.

Il primo punto fondamentale di questa scoperta, che si ricollega ad una mostra, è la cartolina stampata dalla Argo di Bologna con i testi in tedesco. Di fatto nessuno prima d’ora conosceva questa rarità per collezionisti battuta in un’importante asta all’estero.

Un valore inestimabile, considerato il fatto che per diversi fattori era un caso pubblicare una cartolina di una piccola città in varie lingue. Sicuramente è servita ad aumentare il turismo di tedeschi negli anni avvenire. Con ciò s’intende che il suo scopo pubblicitario si era diffuso  a livello internazionale. Se il grande archivio dell’Enit riccionese fosse stato ben conservato nel tempo, senza essere sfrattato negli anni successivi alla chiusura dell’ ufficio, si sarebbe potuto verificare se in esso fosse conservata qualche traccia della produzione grafica  di quella cartolina, magari in altre lingue.

Il secondo punto è relativo alla storia della cartolina, ovvero il ruolo che svolse all’epoca.

Il 30 agosto 1923 Riccione vide il passaggio di Filippo Tommaso Marinetti (Alessandria d’Egitto 1876- Bellagio 1944), padre fondatore del Futurismo, per l’inaugurazione di una mostra di carattere futurista. Tale notizia venne accennata da Fosco Rocchetta in un articolo nell’aprile 2011 su ‘’Famija Arciunesa’’.

Di questa importante mostra si trova traccia, per il momento, solo in una rivista dell’epoca. Purtroppo, la rivista da cui si è attinta la notizia di questo straordinario  evento, si limita ad un breve cenno, ed ulteriori ricerche effettuate su giornali e periodici  dell’epoca da Fosco sinora sono state infruttuose, non permettono di  illustrare con maggior dovizia di particolari quello che fu  il carattere della rassegna, di conoscerne la sede espositiva ed i nomi degli artisti che presentarono le loro opere.  L’adesione di una simile personalità dell’arte europea  induce comunque a ritenere che si trattasse di una manifestazione di un certo rilievo nel panorama artistico dell’epoca, con la partecipazione di pittori probabilmente solo “influenzati” da quel movimento culturale che investì con forza dirompente le arti figurative.

Gli studi che ho effettuato sull’opera artistica di Vucetich con i suoi villini del 1922 e del 1923, abbinati alle ricerche condotte da Fosco Rocchetta, si incontrano dando origine a una a una sottile trama di coincidenze che attestano il legame tra Vucetich e Marinetti e i due artisti e Riccione. Ne sono  fonti certe: 1) l’amicizia tra l’artista,  dalmata di origine ma nativo bolognese, Mirko Vucetich e Marinetti; 2) l’arrivo della famiglia Vucetich a Riccione nel ’22 con la costruzione del villino Lampo ubicato ad angolo tra viale Gorizia e viale C. Battisti; 3) La nascita del ‘Movimento Futurista Giuliano’’ fondato da Mirko Vucetich assieme a Sofronio Pocarini con il supporto di Marinetti.

La mostra futurista a Riccione potrebbe aver creato l’occasione per Vucetich di fare amicizia con Marinetti, ma anche di conoscere diversi futuristi come Giorgio Carmelich (Trieste, 12 aprile 1907Trieste, 17 agosto 1929) o Luigi Spazzapan.

Di questa mostra c’è sicuramente traccia, come è raccontato dagli eredi di Vucetich, nella documentazione in merito. Molto probabilmente erano esposti dei pastelli futuristi che ritraevano delle figure in movimento del 1915 e il ‘’suonatore di violoncello’’ della collezione Pocar (Pocarini) di Milano.

Un fattore importante, di cui si dovrebbe tener conto, è lo sviluppo della Perla Verde grazie anche ai massoni, che nel bene o nel male hanno avviato il turismo nella cittadina rivierasca, lasciando anche traccia della simbologia del movimento in qualche architettura.

Un manifesto di Aldo MazzaIn merito alla relazione tra la mostra futurista e la cartolina pubblicitaria Liberty di Aldo Mazza si può avanzare l’ipotesi di un contrasto tra due avanguardie del Novecento: il futurismo e il Liberty. La città di Riccione tra il 1900 e il 1926 è ricca di diversi modelli architettonici, accoglie differenti stili, che spaziano dall’Eclettismo al Liberty, all’Art Decò.

Aldo Mazza ha proposto una grafica tardo Liberty con l’elemento della Sirena, le cui linee si armonizzano con l’onda marina e il movimento strutturale del mazzo di rose, fiore che però, come elemento singolo, non venne accettata appieno nel Liberty, perché difficile da stilizzare. Trovo che queste ricerche, come il tentativo di Fosco Rocchetta di recuperare significative tracce di importanti eventi del passato e, più in generale, tutti i progetti di noi cittadini innamorati della cultura e del nostro territorio andrebbero valorizzati e presi in considerazione dalla Pubblica Amministrazione, che dovrebbe incoraggiarli anche con opportuni  sostegni finanziari, perché la cultura non è “Cosa Nostra’’ ovvero di esclusivo appannaggio di un Assessorato, ma è storia, perciò di tutti noi che vogliamo occuparcene.

 

Articolo tratto da: ”La Voce di Romagna” , 19.11.2012

Andrea Speziali
www.andreaspeziali.it
info@andreaspeziali.it

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