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La Romagna ha un tesoro di nome Liberty

La Romagna ha un tesoro di nome Liberty

Il lavoro di ricerca svolto su villa Antolini e altre dimore storiche di Riccione mi ha indotto a raccogliere ulteriori informazioni su altri edifici esistenti nel nostro territorio, che rischiano di essere demoliti o snaturati nelle loro linee architettoniche più caratteristiche o, addirittura, di diventare dei miseri ruderi, squallido monito dell’azione distruttrice del tempo. Chiedo perciò ai proprietari di questi edifici o a chi solo ne ha notizie, di aiutarmi a realizzare una sorta di censimento di tutto questo prezioso materiale che non deve assolutamente scomparire a causa della nostra incuria o indifferenza, che nulla fa per arginare la rovinosa opera degli agenti atmosferici, di tante speculazioni edilizie o della più fatale azione del tempo.

Per invogliare il lettore a contribuire a questa sorta di salvataggio del nostro migliore passato, ho intenzione di proporre alcuni esempi di ‘’gioielli’’ architettonici che ancora vivono. Prima di entrare nel vivo del discorso, mi sembra giusto sottolineare che a volte è necessario non lasciar passare sotto silenzio certe operazioni immobiliari che, secondo noi, rischiano di snaturare la fisionomia del nostro viale, del nostro quartiere o paese. Se le nostre proteste spesso, purtroppo, risultano una battaglia contro i mulini a vento e, nonostante esse, non riusciamo a ostacolare completamente la realizzazione di certe opere un po’ troppo sfrontate, almeno possiamo ridimensionarle o mettere in allerta i proprietari che le commissionano e le imprese che le realizzano, rendendoli consapevoli del fatto che le regole esistono e c’è qualcuno che pretende che siano rispettate. Se nessuno mai dice niente, vigerà il “silenzio assenso”che rende possibili tanti scempi, dei quali diventa poi inutile rammaricarsi, quando ce li troviamo quotidianamente sotto gli occhi. E’ quello che in famiglia abbiamo cercato di fare quando nella nostra via, nel cuore dell’Abissinia, a Riccione, ci siamo resi conto che un villino vincolato stava lievitando durante i lavori di restauro, o hanno fatto i proprietari di alberghi, altre attività turistiche e gli stessi villeggianti nel vedere triplicati i volumi dell’edificio in cui si trova un noto ristorante della zona, che ha finito col coprire d’ombra l’ampio giardino della prospiciente villa Emilia. Proprio da questa villa intendo partire in questa sorta di passeggiata tra le dimore riccionesi più degne della nostra ammirazione e “sorveglianza”.

La villa Emilia, eretta nei primi decenni del ‘900 su progetto di Silvio Avondo , resistita alla guerra e rimasta esternamente come allora, si affaccia su un ampio giardino dall’impianto che ricorda i giardini signorili ottocenteschi delle principali città emiliane.Di pregio la fontana in marmo, recante alle colonne dei quattro angoli che delimitano il confine gli stemmi di famiglia. Internamente la villa fu modificata e venne ricavato un accesso dal terrazzo lato Rimini. La scala interna è rimasta come allora, con i riccioli in ferro battuto secondo uno stile molto diffuso in Romagna. Tuttora la villa conserva in buono stato i fregi posti su soffitti, porte e finestre.La contessa Enrichetta Pasquini, all’epoca proprietaria della villa, fu Presidentessa Onoraria del Club Nautico a Riccione, fondato nel 1935, dama di compagnia di Donna Rachele e figura di spicco nella vita di società dell’epoca.

Negli anni passati vi abitarono nobili famiglie come i Pasquini e i Santarelli. Dal 1989 la dimora è di proprietà della famiglia bolognese Gualandi. Dalle testimonianze di alcuni riccionesi, sembra che la villa fosse abitata per un periodo anche dalle suore. Silvio Allegro Avondo figlio di Vittorio Avondo, oltre alla professione di pittore, accosta anche quella di incisore.
Durante la costruzione della dimora, l’ingegnere realizzò una lastra raffigurante il villino a lavori terminati, la quale venne utilizzata per la tiratura di una limitata serie di cartoline postali da spedire agli amici. Purtroppo di questo pregevole esemplare architettonico le planimetrie e progetti non sono stati reperibili in archivio, maVilla Emilia è una tra le dimore del primo ‘900 più conosciute e compare spesso come soggetto di cartoline e illustrazioni, tanto che quest’anno il Convegno filatelico numismatico di Rimini ha scelto come immagine coordinata per l’evento la rara cartolina che la ritrae, mai pubblicata in libri e riviste se non nel mio libro ‘’Una Stagione del Liberty a Riccione’’, edito dalla casa editrice Maggioli.
Tutto il reticolo di viali intorno a villa Emilia è ricco di villini di proprietà di famiglie di villegianti. Nonostante gli anni, le mode e l’evoluzione del turismo balneare, la maggior parte di queste dimore è rimasta come allora e merita almeno l’onore di una citazione. Ne parleremo la prossima volta.

 FOTO: http://www.flickr.com/photos/andreaspeziali/sets/72157622591896288/with/4105494209/

Articolo tratto da: ”La Voce di Romagna”

Andrea Speziali
www.andreaspeziali.it
info@andreaspeziali.it

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