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Itinerario Liberty a Rimini

Itinerario Liberty a Rimini

L’associazione Italia Liberty propone un itinerario all’insegna dell’arte Liberty romagnola nella città di Rimini. Un percorso originale che si differenzia dai soliti tour in città dove l’arte Liberty si itnterseca con l’arte culinaria, oltre la classica piadina. Si toccheranno le aree di Rimini zona mare, Villa Verucchio, Viserba e Viserbella.

L’escursione vede inzio dal Grand Hotel sito in Parco Fellini 1, simbolo per eccellenza dell’Art Nouveau a Rimini progettato e della nobiltà in riviera dove vi hanno soggiornato grandi nomi a partire da Federico Fellini. Si prosegue con le ville antiche in stile Liberty ed Eclettico site tra i viali Principe Amedeo e viale Vespucci dove è collocata la prestigiosa villa Embassy, ex villa Cacciaguerra e villa Flora. Scoprirete assieme a Italia Liberty anche meraviglie del periodo tra fine ‘800 e primi ‘900 nelle traverse della zona mare di Rimini, poco conosciute al pubblico e caratterizzate da interni affrescati come in origine.

Lungo la costa si ammirerà l’hotel Belvedere Mare che affaccia sul viale Regina Elena caratterizzato dai decori Liberty e i due busti che in origine erano collcati alla villa Embassy. Un’ottima location dove soggiornare per l’avventura “Summer Liberty” indicata per il periodo primavera, estate e autunno.

A Villa Verucchio l’arte incontra la cucina alla Tenuta Amalia. La villa conserva ancora affreschi alle parteti e disegni realizzati dall’artista Marcello Dudovich. Si conoscerà la storia anche di Gea Della Garisenda e il pregiato vino dall’etichetta decorata con motivi Liberty.

Modulo di contatto

  • Richiedi informazioni in merito ai tour Liberty guigati e itinerari esclusivi in Italia e estero. Con l'associazione Italia Liberty sei alla scoperta di siti di raro accesso e esperienze Urbex.

 

Codice di sicurezza

Nella provincia di Rimini per chi partecipa come Socio dell’associazione ITALIA LIBERTY saranno aperti i cancelli a diverse dimore presenti sul percorso “Itinerario Liberty a Rimini”. Per passeggiare o pedalare in sella a una bicicletta sulle ali del Liberty di Rimini e dintorni la nostra guida vi condurrà dentro il Parco Fellini e il Grand Hotel a Viserba all’esterno del Villino Lydia decorato con maioliche di Galileo Chini, Villa Adelia e altre dimore tutte da scoprire !

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Tornando al normale programma delle Giornate FAI di Primavera, l’intera logistica della manifestazione viserbese è presso l’Hotel Madalù, ex pensione Milano, con annesso Bar Ideale (siamo nel primo ventennio del ‘900) fino a qualche anno fa in completo sfacelo, ora trasformata in un delizioso albergo da una famiglia di Milano (il destino… ) innamorata di Viserba.
Il circuito della passeggiata si svolge principalmente lungo via Dati, la principale strada di marina sulla quale affacciano la maggior parte dei villini liberty. Sono però previste incursioni anche nelle strade più interne, non meno interessanti, per ammirare le dimore storiche, molte delle quali progettate dall’ingegnere bolognese Bavassano (1844-1929) e realizzate dal costruttore locale Polazzi cui è dedicata una via della città.

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Sono sedici i villini in scaletta; i proprietari di villa Adelia apriranno la porta ai partecipanti che vorranno visitarne anche i locali interni. Della villa ci hanno dato informazioni sia il proprietario che l’architetto Sammarini. La costruzione risale al 1905 (l’anno è ben visibile sopra la porta d’ingresso) e in origine si chiama villa Dorina. Nel corso degli anni la casa passa di mano un paio di volte poi, nel 1939 l’acquisisce l’industriale tessile Giovanni Ricignolo i cui eredi, nel 1980 la cedono (mobili liberty compresi) all’attuale proprietario, Massimo Matteoni che la chiamerà villa Adelia in onore della moglie. Il villino, forse nell’immediato dopoguerra, viene privato di tutti i fregi esterni, subisce una sorta di piallatura probabilmente volta a eliminare quelli che vengono interpretati come vecchi e inutili orpelli che le conferiscono un aspetto antiquato, con linee non conformi allo stile rigoroso e lineare del momento. Matteoni si adopera per rimediare alle proditorie mutilazioni grazie a ricerche che effettua sotto la competente presenza dell’architetto pesarese Roberta Martufi. La preziosa consulente si occupa della parte edilizia e delle modanature liberty. La parte ceramica è affidata alle capacità di Gio Urbinati, scultore e artista riminese. Le operazioni di rinascita di villa Adelia si protraggono per quattordici intensi anni, ma alla fine la bella dimora con l’inconsueto portale a forma di lettera omega torna al vecchio splendore di un tempo. Lunga vita a villa Adelia.

Si è pensato di non documentare fotograficamente tutte le tappe del tour e di soffermarci sulla storia soltanto di alcune di esse. Per le altre vogliamo deliberatamente lasciare al lettore il piacere di scoprirle.

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Villa Baschieri, per esempio, prende il nome da uno dei soci di un’azienda (la Baschieri & Pellagri) tuttora esistente, che a partire dall’imminenza della prima guerra mondiale si arricchisce enormemente producendo polvere da sparo.
C’è una vicenda curiosa che vogliamo raccontarvi: la villa vede nascere una storia d’amore che sfocia poi nel matrimonio tra Maria, la figlia di Settimio Baschieri e il giovane che abita nella villa difronte. Tutto nella norma, se non fosse che il ragazzo è l’ingegner Ulisse Manfredi che ha progettato il Kursaal di Viserba (Circolo dei Bagnanti). Ulisse che fa? Getta alle ortiche la laurea in ingegneria, ne consegue una in chimica e affianca il suocero nella produttiva attività. Entra in società e alla morte di Settimio, ricopre il ruolo di amministratore unico. Dalla polvere di cemento a quella pirica: una carriera davvero esplosiva.

Un’altra bella storia è legata all’emigrazione di un poverissimo (all’epoca) Sante Scaglietti che partito da Novellara (RE) in qualche modo riesce a imbarcarsi con la moglie per un paese del Sudamerica (probabilmente Panama) per lasciarsi alle spalle una vita di stenti e di miseria nera. Il giovane emiliano, abile a maneggiare ago e filo, diventa un famoso sarto da uomo. Arricchitosi, torna a Novellara e, dato che nel frattempo oltre a molti soldi ha accumulato pure sette figli, compera casa a Viserba a guisa di colonia estiva per la numerosa prole: ed ecco villa Scaglietti e un’altra storia a lieto fine.

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L’ultima tappa del giro Liberty finisce giustamente in via Sante Polazzi, a onorare uno degli artefici, con Giovan Battista Bavassano, della nascita turistica di Viserba. Nella via “resistono” ancora cinque villini, Fiorini (2), Rossi Tuccari, Tosetti e Gubellini (nelle foto qui sopra). Quest’ultima, ancora abitata dagli eredi, insiste su un lotto che nel 1904 viene venduto da Polazzi al facoltoso orafo bolognese Giovanni Gubellini che fa edificare il villino al capomastro Raffaele Mussoni di Rimini, mentre le decorazioni lignee sono del falegname Enrico Morolli. Nel 1907 Mussoni si occuperà dell’edificazione del Kursaal di Viserba.
Di villa Gubellini esiste ampia documentazione storica costituita da disegni, progetti e perfino l’ammontare dei costi di costruzione: 9203,19 lire.

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Accenniamo solo in finale di articolo a casa Bavassano, capostipite dei villini viserbesi di cui abbiamo già scritto tempo fa. Ci auguriamo che le inaccettabili condizioni in cui versa la costruzione a causa di inopportune “scelte logistiche” avvenute qualche decennio fa serva da monito per le generazioni, ma soprattutto per le “amministrazioni” a venire.
Se pensiamo a cosa sta succedendo proprio in questi giorni a diversi edifici Liberty in varie parti d’Italia, tra cui Roma, più precisamente nel celeberrimo quartiere Liberty Coppedè, avvertiamo un sinistro brivido lungo la schiena.

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Fonte: Riminiduepuntozero

Rimini - Villa Elisabetta

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