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Itinerario Liberty al Mugello

Itinerario Liberty al Mugello

Bisogna risalire alla seconda metà degli anni Ottanta del secolo scorso per ricostruire la genesi di un Itinerario Liberty nel Comune di Borgo San Lorenzo, promosso quando in Toscana si era ben lontani dall’aver compreso quanto fosse necessario collegare in un grande disegno unitario i luoghi che conservavano significative testimonianze di questa stagione artistica, per sfruttarne tutte le potenzialità, sia a livello turistico che educativo.

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Un “Itinerario Liberty” nel cuore del Mugello

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Anche limitandosi alla produzione artistica del periodo borghigiano, vediamo come le fornaci dei Chini abbiano lasciato la loro impronta in molte città della nostra regione, anche se non nel modo eclatante di Viareggio e di Montecatini. Nel Mugello questa presenza ha assunto toni meno fastosi dei luoghi termali o balneari ma non si può negare che abbia connotato ancor più capillarmente l’estetica di case, ville, chiese, tabernacoli, locali pubblici e persino dei monumenti ai caduti della Grande Guerra. Proprio per questo si doveva scongiurare il rischio che le tracce di questa vicenda culturale e produttiva fossero definitivamente cancellate dal tempo e dall’incuria degli uomini.
Il successo dell’Itinerario Liberty, l’interesse suscitato da una mostra sulla produzione di Chini tenutasi a Borgo San Lorenzo nel 1993 e l’adesione entusiasta di tutti gli eredi di questa casata ha favorito il raggiungimento della meta finale del nostro progetto: la creazione di un museo dedicato alla Manifattura Chini.

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Per consentire la tutela e la conservazione di questo patrimonio c’era bisogno anzitutto di censirlo, fotografarlo e catalogarlo; una volta realizzata la schedatura completa dei lavori svolti dalla manifattura Chini in ambito comunale, si è delineato il percorso di visita a luoghi e opere d’arte che per troppo tempo erano divenute quasi invisibili (un esempio sono le targhe apposte in occasione del settimo centenario della morte di San Francesco d’Assisi, particolarmente venerato a Borgo San Lorenzo). Nel contempo si è promossa la pubblicazione di un agile ma esauriente volume contenente tutte le informazioni storico-critiche delle emergenze segnalate. Il riconoscimento delle testimonianze chiniane è avvenuto con l’apposizione all’esterno degli edifici di una piastrella ceramica che riporta il logo dell’iniziativa rendendo riconoscibili le varie tappe anche a chi si muove senza una guida.

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IL MUSEO DIFFUSO DEL MUGELLO E DELLA VAL DI SIEVE

Il risultato più importante della costituzione dell’Itinerario Liberty, è quello di aver reso consapevole la popolazione locale del valore di questi beni e dall’altro quello di riportare alla luce l’individualità dei vari membri della famiglia Chini, sia quando erano direttamente coinvolti nell’attività della fabbrica sia quando agivano come singoli pittori o decoratori.
L’obiettivo si è finalmente realizzato nel dicembre 1999 con il varo di un sistema museale di zona (il Museo Diffuso del Mugello e della Val di Sieve) che mira a dar senso e mettere in rete i poli espositivi riguardanti le diverse realtà culturali e territoriali. Grazie ai contributi della Comunità Europea, della Regione Toscana e degli Enti locali si è infatti portato a termine il completo restauro di una villa appartenuta da secoli ai conti Pecori Giraldi e donata nel 1980 al Comune di Borgo San Lorenzo.

VILLA PECORI GIRALDI
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Si tratta di un edificio con pianta rettangolare e due corti interne, una delle quali con bel porticato racchiuso da colonne di pietra serena, che si sviluppa su due piani e presenta una bella facciata di gusto rinascimentale, dominata da una robusta torre merlata. L’allestimento degli spazi compresi nell’ala monumentale è stato curato da Carla Giuseppina Romby mentre Gilda Cefariello Grosso ha svolto la consulenza scientifica e la redazione dei testi del catalogo.

MANIFATTURA CHINI E IL MUSEO

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Per il nostro museo non vi poteva essere sede più appropriata, dato che proprio qui i Chini hanno lavorato a più riprese. Il primo fu Pietro Alessio alla metà del secolo XIX, seguito dal figlio Leto, che scrive di aver decorato nel 1902 la sala araldica (sono infatti riconoscibili i riferimenti di ispirazione medievale e rinascimentale eseguiti insieme col fratello Dario a Cafaggiolo 15 anni prima). Poi dopo il 1906 il generale Guglielmo Pecori Giraldi probabilmente commissiona a Galileo il completamento degli stemmi e delle imprese di nobili famiglie fiorentine imparentate con i Pecori Giraldi e il grande dipinto con San Giorgio che uccide il drago dagli echi chiaramente preraffaelliti.
Riferibile a Galileo e alle sue Fornaci è anche una maiolica su sfondo azzurro, posta sopra l’architrave della porta ovest, raffigurante in bassorilievo il volto di un Cristo coronato di spine. Verso ovest dalla sala araldica si accede a una stanza, con soffitto pitturato con disegni floreali riferibili al secolo XIX, dove si trova un bellissimo caminetto rivestito di piastrelle ceramiche figurate.

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Nell’ampia sala del pianterreno che guarda a est si trova un monumentale camino in terracotta dipinta con decorazioni a rilievo di ispirazione rinascimentale, anch’esso opera della manifattura. In alto, sulle pareti, si nota una fascia dipinta a monocromo, con motivi floreali stilizzati e grappoli d’uva, analoghi a quelli usati da Galileo in molte sue realizzazioni ceramiche.
Al primo piano si accede attraverso una scenografica scala elicoidale sormontata da una cornice dipinta ad archetti trilobati su fondo azzurro. Il soffitto è decorato a finti cassettoni con una ghirlanda che incornicia lo stemma triangolare dei conti Pecori Giraldi.

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Va precisato che il museo civico non è frutto di imponenti lasciti o donazioni di collezioni private ma è il risultato in gran parte della paziente ricerca e del notevole impegno finanziario del Comune di Borgo San Lorenzo che ha avuto la piena collaborazione di tutti gli eredi e delle persone legate in qualche modo ai Chini e alla loro manifattura.
Oggi il museo offre ai visitatori una completa rassegna della produzione dei Chini con l’esposizione di circa duecento opere, comprendendo disegni, decorazioni, pitture, vetrate, rivestimenti e oggetti ceramici.

di Federica Faraone. Con il prezioso contributo del dott. Adriano Gasparrini – direttore Museo Civico della Manifattura Chini.

Nel Mugello due secoli fa nasceva la Manifattura Chini, grande esempio di artigianato artistico nella produzione di ceramiche. Ai primi dell’Ottocento il capostipite della famiglia Piero Alessio Chini, di professione decoratore, tramandava la passione per l’arte ai figli e ai nipoti, che da apprendisti si trasformarono in eclettici, creativi, capaci artisti. Una delle figure di maggior rilievo nella famiglia fu sicuramente Galileo Chini che insieme al cugino Chino Chini fondò nel 1906 la manifattura “Fornaci San Lorenzo” a Borgo San Lorenzo, producendo ceramiche e vetrate di immediato grande successo. All’inizio del ‘900 Galileo Chini divenne tra i massimi esponenti del Liberty italiano e nel 1906 la sua fama di artista raggiunse anche l’oriente tanto che partì per Bangkok per affrescare il Palazzo del Trono. Successivamente la Manifattura rivestì in grès ceramico lo stabilimento termale di Salsomaggiore “Lorenzo Berzieri” e Galileo Chini ne affrescò una parte, collaborando con altri artisti dell’epoca. Dal 1925 la Manifattura Chini riprese la partecipazione alle varie esposizioni nazionali ed internazionali nelle quali ebbe risalto e successo il lavoro presentato da Galileo, oramai artista indiscusso sia come decoratore, sia come artefice di preziose tecniche di lavorazione. La Manifattura continuò la sua attività fino al 1943, quando, a seguito di un terribile bombardamento su Borgo San Lorenzo, che causò anche molte vittime, subì così tanti danni che non riuscì più a riprendere una regolare attività. Oggi possiamo ammirare ciò che i discendenti di Piero Alessio Chini hanno creato e che le vicende nello scorrere del tempo hanno risparmiato nel Museo della Manifattura Chini a Borgo San Lorenzo e nei decori degli edifici sparsi per l’Italia e nel mondo.

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MUSEO DELLA MANIFATTURA CHINI VILLA PECORI GIRALDI
Piazza Lavacchini, 1 – Borgo San Lorenzo
Informazioni e prenotazioni:
tel. 055 8456230 – 055 8457197 – 055 849661
info@villapecori.it
www.villapecori.it

 

 

 

 

 

 

 

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