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Itinerario Liberty a Licata

Itinerario Liberty a Licata

Protagoniste dell’itinerario sono le architetture in stile Liberty presenti sul territorio licatese. Il percorso proposto può avere delle intergrazioni e variazioni in base al tour proposto dall’associazione Italia Liberty.

Col nome di Liberty si designa, in Italia un indirizzo di gusto relativo all’architettura e alle arti figurative ed applicate che può essere situato cronologicamente tra l’ultimo decennio del secolo scorso ed il primo del novecento. Si tratta di uno di quei vasti fenomeni di gusto che coinvolge contemporaneamente tutti i paesi dell’area occidentale. Come altri movimenti artistici e culturali esso presenta la caratteristica di essere stato designato con grande varietà di termini. Se in Italia, si ricorre alla terminologia Liberty per indicare questo periodo, in altre parti d’Europa si parla di “Art Nouveau, Modern Style ed ancora Jugend Stil”.

Nella tematica Liberty i tratti stilistici più salienti consistono in linee fluide variamente contorte ed attorcigliate, in movimenti sinuosi ed ondulati. Tra la fine dell’ottocento ed i primi del novecento si assistette ad una trasformazione urbanistico—architettonico della città che la rende più moderna. A Licata, come a Palermo si assistette alla creazione di raffinati edifici in stile floreale, grazie al gusto, al desiderio di prestigio di una classe borghese che si afferma in seguito a fiorenti attività commerciali.

La presenza di alcune importanti raffinerie di zolfo, l’attività portuale, la produzione agraria permisero alle famiglie più ricche di promuovere e finanziare la costruzione di dimore e ville signorili.

Partecipa anche tu all’itinerario Liberty a Licata con un percorso speciale incentrato sull’esperienza Art Nouveau in Sicilia:

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IL PERCORSO. Si parte da Piazza Attilio Regolo dove si erge la palazzina Todaro-Agosta (opera di Antonino Re, 1926); dirimpetto vi è la dogana progettata nel 1922 dall’ing. Re Antonino. In piazza Attilio Regolo anche il palazzo Matteo Vecchio Verderame.

Passeggiando su per il centro storico nel C.so Vittorio Emanuele troviamo l’opera di Filippo Re Grillo, il teatro Re, in Piazza Elena si può ammirare casa Re Grillo e casa Biondi, in Piazza Sant’Angelo casa Bosio-Maragliano e in piazza Gondar il palazzo Liotta.

Arriviamo in Piazza Progresso dove c’è il Palazzo di Città di Ernesto Basile, il palazzo Verderame-Navarra, il palazzo Ubaldini, sopra la ex farmacia Maragliano. In piazza Matteotti troviamo il palazzo Grillo. Sul Corso Roma troviamo il palazzo Verderame, già Talamo, oggi Vitello, il palazzo Pontillo, il palazzo Sapio-Rumbolo, il palazzo Navarra, il palazzo Germain. In Corso Umberto all’inizio troviamo il palazzo Greco, poi il palazzo Muscia, il vecchio albergo Sicilia, all’altezza di via Rizzo. Poi casa Re-Giganti, quindi palazzo Sapio.

Sulla “Montagna” da Monserrato a Monte Sole, sorsero le bellissime residenze dei Sapio, degli Urso, dei Verderame, dei Bosa e della borghesia più affermata. In particolare la villa Sapio–Rumbolo del 1902 opera del progettista locale Filippo Re Grillo appare pregevole per l’arioso loggiato con archi a tutto sesto, esplicito riferimento all’architettura fiorentina del ‘400-‘500 e per gli interni decorati dal pittore Salvatore Gregoretti il quale lavorò a più riprese a Licata.

La villa Verderame oggi Bosa del 1916, sulla Strada Provinciale al civico 88 fu edificata in località Montesole presenta una loggia a due livelli sovrapposti ed una torre che richiama sommariamente la tecnica del Basile. Anche nel cuore della città si costruirono edifici in stile Liberty dovuti all’iniziativa sia pubblica che privata, come la casa Re–Grillo in piazza Elena, il palazzo di Roberto Verderame di piazza Progresso (oggi Verderame—Navarra), il palazzo Verderame (oggi Vitello) di corso Roma, la villa Re–Grillo di S. Maria.

Lasciamo il centro e ci dirigiamo in via Santa Maria dove sulla sinistra quasi a ridosso della chiesa di Santa Maria La Vetere si trova la palazzina Grillo in gran parte deturpata, poi, in parte, recuperata. Proseguiamo la salita fino alla strada Sant’Antonino e ammiriamo la bellezza della spiaggia di Marianello, lasciandoci sulla destra in alto il Castel Sant’Angelo; di fronte ammiriamo la collina di Monserrato dove si ergono le più belle ville Liberty di Licata. Per prima incontriamo la villa Sapio Rumbolo, oggi ristrutturata e funzionale. Quindi la cadente, ma bellissima, villa Urso. Da lì si vede villa La Lumia. Anche Villa Giuliana può essere inclusa nella fiorente attività edificatoria dei primi del Novecento.

Villa Urso del 1907, in via Monserratooggi, alla cui ristrutturazione lavorò Ernesto Basile che ne modificò la struttura, creando una torre–lanterna poggiata sul fronte orientale dell’edificio. La villa è caratterizzata nella parte superiore da trifore colonnate e da una copertura a spioventi che reca sulla sommità una cuspide in ferro battuto. Molto bello è il loggiato colonnato e a vetri. Di pregevole fattura appare il cancello in ferro battuto dai tratti sinuosi ed ondulati opera, pare, dello stesso Basile.

Proseguiamo il cammino e ci ritroviamo a Montesole dov’è la bellissima villa Verderame, oggi Bosa, opera di Filippo Re Grillo. A distanza vediamo villa Verderame.

Di notevole pregio, ma quasi del tutto sconosciute anche agli stessi licatesi, sono le decorazioni, eseguite da Salvatore Gregoretti di palazzo Verderame in corso Roma, dove splendidi arazzi, squisite vetrate, porte scolpite, soffitti dipinti e cassettonati testimoniano i temi cari agli artisti Liberty. In un tripudio decorativo si notano, movimenti sinuosi ed ondulati; in mezzo, al picchettio pullulante dei fiori, appare la stilizzazione lineare della figura femminile flessuosa ed elegante.

Licata_Comune

Lo stesso Basile fu incaricato dalla Municipalità di progettare la torre dell’orologio civico, in cui il teme del verticalismo caro agli artisti Liberty, si appaga in una eleganza e squisitezza di linee rese ancora più pure dalla gabbia in ferro battuto creata per reggere le antiche campane. Ancora al padre del Liberty siciliano, si deve la nuova sede della Congregazione di Carità, costruita accanto alla torre civica dell’orologio, destinata poi a sede del Palazzo municipale, in cui l’artista riesce a fondere le tematiche dell’Art Nouveau e le suggestioni neoclassiche e gotiche.

Il “liberty” quale risorsa itinerante che preveda la valorizzazione dei palazzi di maggior pregio disponibili, che può costituire per la città di Licata un valore aggiunto inestimabile.

 

Fonte: www.alicata.org

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