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Itinerario Liberty ad Avola

Itinerario Liberty ad Avola

Il Liberty, movimento artistico sviluppatosi in Europa tra il 1890 e il 1910, ispirandosi alle forme naturali vegetali (denominato anche stile floreale) e animali. Determinante per la formazione di architetti, scappellini, decoratori e maestranze locali, la scuola d’Arte applicata all’industria di Siracusa, diretta da Giovanni Fusero. I primi anni del Novecento sono di estrema rilevanza per la cittadina Avolese in virtù delle condizione economiche e sociali, periodo in cui ad Avola si afferma lo stile sfloreale in residenze private. La presenza delle Scuole di Siracusa, la sensibilità dei privati, la favorevole situazione economica, la reperibilità di materie prime quali la pietra calcarea iblea, bianca e lavorabile, si sono rilevati fattori positivi per consentire la diffusione dello stile Liberty ad Avola.

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Abitazione Riscica
palazzo riscica-

Uno dei primi esempi di architettura Liberty ad Avola, realizzata nel 1907, è ubicata su un lotto d’angolo tra piazza Regina Elena e via Silvio Pellico. Casa Riscica, è stata costruita, su commissione dell’avvocato Ottavio Riscica, dal costruttore Sebastiano Vinci e il figlio Gaetano, allievo della Scuolad’Arte applicata all’Industria di Siracusa, disegnò le decorazioni dei prospetti principali eseguite magistralmente dall’artigiano Giuseppe Masuzzo. I prospetti della casa, a due piani, sono raccordati da una balconata continua ad angoli smussati, sorretta da menzole scolpite a bassorilievo evocando elementi vegetali. Il primo livello presenta un vasamento rivestito da fascie orizontali che si interrompono in prossimità dei davanzali e delle finestre. L’unico ingresso, situato su via Silvio Pellico, presenta un portone in legno coronato da un arco a sesto ribassato e sul concio in chiave è scolpito un puttino ridente. Le forme plastiche decorative con richiami ad elementi floreali quali fiori, steli intrecciati, foglie, finamente eseguite, arricchiscono le architravi delle aperture, le mensole del balcone e sono accentuate nell’affaccio principale. Al secondo livello, si sviluppa su entrambi i prospetti, una cornice aggettante la quale assume profilo arcuato in corrispondenza del portone pricipale. L’edificio è coronato da pilastrini in pietra con ringhiera in ferro che riportano chiari richiami allo stile floreale.

Palazzo Carpano

palazzo carpano-Realizzata dai costruttori Salvatore Consiglio e Vincenzo Sirugo, su commissione del dottor Giuseppe Carpano. L’edificio si compone di due livelli realizzati in due momenti diversi. Il piano terra è stato realizzato intorno agli anni ’20 e completato nel 1924, invece il secondo livello e le campate su lato sinistro vennero edificati nel 1936. il prospetto, prospiciente su via Manin, è scandito da paraste coronate da capitelli stilizzati che avocano elementi fitomorfici dello stile floreale e al centro una testina femminile. Entrambi i livelli presentano un bugnato liscio interrotto superiormente da una fascia in pietra con motivi floreali. Di particolare rilevanza la campata su cui si innesta, leggermente rialzato dal piano stradale, il portone d’ingresso con arco a tutto sesto e al piano superiore l’affaccio con frontone arcuato. Decorazioni in pietra, steli intrecciati e fiori sono presenti nelle cornici, nelle architravi e nelle mensole dei balconi.

Abitazione via Ruggero Settimo

casa r. Settimo

facciata dell’abitazione in via r. settimoLa facciata principale, a due livelli, si compone di due parti. La prima, delimitata da paraste a tripartita, in cui domina centralmente il portone di ingresso con arco a tutto sesto impreziosito con fitti intrecci di foglie e rose in pietra. Al primo piano una grande balconata sostenuta da mansole binate anch’esse scolpite con motivi floreali. La seconda campata ripropone le decorazioni del modulo centrale precedente ovvero il portone e l’affaccio al piano superiore sormontato da frontone triangolare.

Palazzo Tiralongo

palazzo tiralongoResidenza di grandi dimensioni posta ad angolo tra piazza Vittorio Veneto e via Rattazzi. Costruita nel 1920 su progetto dell’insegnante Corrado Suma, coinvolti alcune maestanze locali quali Gaetano Restuccia, Michele Urso e Santino Aiello per le decorazioni in pietra, Giuseppe Prazio per le opere in ferro e Alessandro Abbate per le decorazioni pittoriche interne. La facciata, ecclettica, che mostra nelle decorazioni richiami allo stile Liberty, si compone di due livelli. Il primo livello è scandito da paraste con capitelli tuscanici, il secondo con capitelli ionici. I due prospetti sono raccordati, al piano superiore, da un fregio con triglifi e metope e da una grande balconata. L’asse principale è rimarcata dal grande portone sormontato da un sopraluce decorato in ferro e al piano superiore dalla finestra centrale inquadrata da due colonne con fusto scanalato e capitelli compositi che reggono un arco a tutto sesto decorato con elementi floreali e un volto sulla chiave dell’arco. Sul frontone arcuato trova posto lo stemma di famiglia. all’interno sono ben conservate le decorazioni pittoriche delle volte di alcuni ambienti, eseguite nel 1924 dal pittore catanese Alessandro Abbate.

Palazzo Corsico, oggi Nicastro

palazzo corsico

Commissionata dal farmacista Carmelo Corsico, viene progettata dal fratello l’ingegnere Paolo Corsico nel 1925. L’edificio si compone di due livelli ciascuno dei quali suddiviso in cinque campate divise per disegno e per ampiezza. le due campate centrali sono sormontate al primo piano da un’elegante loggia tripartita da esili colonnine e con parapetto in pietra. La campata centrale è marcata dal frontone curvo con arco ribassato. Varcato il poltrone di ingresso si accede ad una grande hall decorata con le pitture di Raffaele Scalia. I dipinti di Scalia per palazzo Nicastro, eseguiti nel 1929, sono costruiti da un pannello centrale raffigurante la “Toletta di Venere”e da due pannelli che ritraggono un puttino, olio su tela applicati alle pareti. Significative le decorazioni del soffitto di un ambiente del piano superiore, da titolo “L’allegoria della Musica e della Danza” raffigurante figure femminili che suonano la lira, il flauto e l’arpa attorniate da puttini festanti. Scalia disegna anche i mobili realizzati poi da Paolo Vinci.

 

 

(Foto e testo: www.istitutomajoranaavola.it)

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