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Recoaro Terme Liberty

Recoaro Terme Liberty

  • Autore: andrea speziali
  • Date Posted: giu 26, 2016
  • Categoria:
  • Address: Recoaro Terme

La cittadina di Recoaro, nota fin dal XVIII secolo per le sue acque minerali dalle proprietà curative, a partire dall’Ottocento divenne una delle stazioni termali più frequentate d’Italia, meta di ospiti illustri tra i quali Nietzsche, Radetzsky, Giuseppe Verdi, vari componenti la casa imperiale asburgica, la regina Margherita di Savoia e molti altri.

Dalla seconda metà del secolo XIX decorazioni e architetture in stile liberty impressero un volto nuovo al tessuto urbano del centro termale, che assunse così l’aspetto di una piccola ville d’eau dove al gusto neoclassico si andò via via sostituendo un modello estetico basato su forme più sinuose, motivi floreali, linee ondulate spesso associate al mondo vegetale e combinate ad elementi di varia fantasia.

Oggi una passeggiata per le vie di Recoaro può rivelare una sorprendente quantità di tracce che testimoniano i trascorsi liberty di questa località incastonata tra i monti dell’alto Vicentino.

Partendo dalla stazione dei pullman e percorrendo la via Roma in direzione del centro del paese, possiamo osservare sulla sinistra un piccolo giardino e l’imboccatura di un ponte che, superato il corso del torrente Agno, porta al Parco Fortuna, un tempo proprietà privata dell’omonimo hotel. Qui, immersa nel verde, l’originaria Casetta, oggi ampliata e sopraelevata, presentava decorazioni con motivi a melograni nel fregio sottocornicione e in corrispondenza delle finestre.

Si ritorna quindi sulla via Roma e, raggiunto l’hotel Fortuna (oggi casa di riposo) che precede l’edificio del Municipio in stile neoclassico, si può notare dalla parte opposta (al civico 7) la Casa Moranduzzo ex Albergo Al Genio. Delle superfici interamente affrescate rimangono a vista soltanto i decori sotto il cornicione. La recente ristrutturazione consente di ammirare il motivo floreale che si ripete simmetricamente e rappresenta una clematide lilla con foglie e volute verdi.

Villa TonelloAl termine della via Roma, nell’angolo di via del Donatore con via Vittorio Emanuele, sorgeva l’Albergo Armonia, edificio a due piani con una suggestiva forma a capanna, le cui decorazioni mostravano archi, leseni e ricorsi architettonici dal tipico gusto rinascimentale e settecentesco. Tutta la superficie esterna era dipinta, comprese le lunette degli archi e i sottofinestra, che davano l’impressione di essere lapidei. Nella finestra del sottotetto lo stile richiamava la suggestione per le cineserie, mentre altre decorazioni comprese tra le finestre del primo piano ricordavano il periodo della guerra di Crimea.

Salendo ancora lungo il lato sud di piazza Dolomiti, poco prima di imboccare la pianeggiante via Lelia, sorge sulla sinistra l’elegante Albergo Centrale, costruito intorno alla metà dell’Ottocento dall’ing. Luigi Dalla Vecchia come succursale dell’antistante hotel Trettenero. Il progetto originario prevedeva nella parte centrale tre portoni d’ingresso, di cui in sede esecutiva uno soltanto venne realizzato, mentre sono rimaste le due paraste e i due corpi laterali. La pensilina, recentemente restaurata, ricorda gli stilemi del liberty parigino. Il progetto prevedeva una decorazione con un motivo romboidale nella zona centrale del primo piano.

Poco dopo, sempre sulla sinistra, la Casa Maltauro presenta pareti esterne decorate ad affresco, con riquadrature beige su fondo grigio e motivi di maschere sopra l’architrave delle porte. All’interno, tracce dei decori che un tempo abbellivano soffitti e pareti delle camere date in affitto ai forestieri: una linea sinuosa con fiori e foglie che percorreva l’intero perimetro sia delle pareti che dei soffitti, con colori dalle tonalità fredde come il lilla, il verde e l’azzurro. Nella facciata rivolta al torrente Agno, un cancelletto in ferro battuto lavorato a linee mosse mostra un deciso gusto liberty decorato con motivi a foglia.

Proseguiamo imboccando la via Lelia, un tempo alberata e considerata il vero e proprio “salotto” elegante della Recoaro belle époque.

Sulla sinistra, l’Albergo Ligure (seconda metà del secolo XIX) presenta una facciata simmetrica con l’asse verticale sul portone d’ingresso, con poggioli dalla ringhiera di ferro al primo piano e semplici balaustre in legno ai piani superiori. La parete esterna è di color ocra, con riquadrature chiare e medaglioni ottenuti tramite pittura monocromatica che imita la tridimensionalità dello stucco. L’aspetto dell’edificio è sobrio ed elegante. La facciata è stata ridipinta, ma la tecnica della pittura con colori acrilici non può competere con la freschezza delle velature tipica dell’affresco.

Sul lato opposto della via, la Casa Cornale mostra una facciata a due piani con due file di cinque poggioli, intervallati da motivi ornamentali bianchi su fondo ocra. I soggetti della decorazione sono stati restaurati nel rispetto dei motivi originali.

Hotel TretteneroTornando ad osservare il lato sinistro si può vedere, adiacente al Ligure, l’Albergo Spagnolo che conserva nella facciata, un tempo interamente affrescata, le porte-finestre e poggioli con balaustrini in ferro. La porta d’entrata in larice evidenzia inserti a vetri smerigliati con un motivo ornamentale sul bordo. Nell’ingresso si nota una plafoniera originale con foglie di ferro e tre campanule reggi-lampadine in vetro. La scala in pietra è accompagnata da una ringhiera in ferro, sabbiata di recente, con motivo di balaustro stilizzato in corrispondenza di ciascuno dei gradini. Il soffitto di ogni rampa di scale è abbellito da una riquadratura verde salvia che sui brevi mostra un elegante decoro con soldanelle e foglie. Dell’insieme delle decorazioni delle stanze non rimangono che rari frammenti nei locali che non sono stati ritinteggiati.

Ancora sulla sinistra, verso la fine della via, la Casa Nicolato appare con la sua facciata di colore uniforme, come pure le ringhiere dei poggioli, mentre in origine presentava una decorazione a righe interrotte dalle forme curve delle cornici delle finestre; un effetto sottolineato anche dagli setssi poggioli in ferro con le ringhiere ad elementi di contrasto chiaroscurale. Per gli apparati decorativi dell’edificio, costruito dopo la fine della prima guerra mondiale, era stata impiegata la nuova tecnica del cemento stampato. Il cornicione, sostenuto da mensole binate, è decorato con rosoni. Si può infine osservare come l’importanza della decorazione venga a ridursi di piano in piano a partire dal basso.

Al termine della via, sempre sulla sinistra, la Casa Munari ci mostra un bell’esempio del gusto tardo liberty che si era andato diffondendo dopo la fine della prima guerra mondiale. La facciata si caratterizza per la tessitura a tappeto dai colori vistosi, rosso e giallo, con la parte inferiore a picche e quella superiore a ventaglietto. L’insegna è dipinta con caratteri liberty, mentre le finestre presentano cimasa sporgente e balconcini con colonnine in cemento.

Tenendosi ancora sulla sinistra, si segue il giro della via che sale per pochi metri fino a giungere nel largo Battaglione Monte Berico. Qui un altro edificio, sorto dopo il primo conflitto mondiale in corrispondenza di un’ansa dell’Agno, mostra un’impronta di chiaro stile tardo liberty. E’ la Casa delle Maioliche, le cui pareti esterne, originariamente intonacate con un colore giallo doré, presentano oggi una tinteggiatura rosa carico. Le facciate sono movimentate da balconi angolari con parapetto e balaustra in cemento che abbracciano i tre lati dell’edificio, i cui marcapiani sono evidenziati da una fascia di maioliche con motivo floreale su fondo turchese.

Albergo Spagnolo.Ora si torna indietro scendendo di pochi passi, si attraversa la via Lelia e si riprende a salire tenendosi sulla destra e percorrendo la via Regina Margherita, al termine della quale si trova la Casa Tiziano, un edificio a tre piani dall’intonaco color salmone, recentemente restaurato. Lo sporto del tetto è sostenuto da modiglioni in legno. All’esterno si può ammirare un gazebo in ferro battuto di ottima fattura e di grande pregio artistico, opera di abili artigiani locali, recuperato dai proprietari allo stato originale. Alla casa si accede attraverso un portoncino in larice con inserti in vetro smerigliato a motivi liberty. L’entrata conserva il pavimento originale in piastrelle di cemento colorato, mentre nel soffitto è stato ridipinto l’affresco originale raffigurante un ramo dai fiori azzurri. La scala con i gradini in marmo bianco che porta ai piani superiori è bordata da una ringhiera che presenta un elegante motivo a chiave di violino.

Da lì pochi minuti di passeggiata lungo i viali alberati bastano per salire in direzione delle Fonti Centrali e raggiungere la Villa Tonello o Villa Margherita. L’edificio, realizzato nel 1865 come dimora unifamiliare dal cav. Giuseppe Tonello di Trieste su progetto dell’architetto vicentino Antonio Caregaro Negrin, ospitò nell’estate del 1879 la regina Margherita di Savoia con il figlioletto Vittorio Emanuele, futuro re d’Italia. Si tratta di un elegante villino che sorge in una splendida posizione panoramica e la cui struttura preannunciava all’epoca uno stile nuovo, che verso la fine del secolo sarebbe sfociato nel protoliberty. Le numerose finestre, tutte ad arco, sono impreziosite con decorazioni a stucco. Altri stucchi arricchiscono la facciata con motivi baroccheggianti che si sposano armonicamente con gli altri elementi decorativi. Purtroppo la villa versa oggi in uno stato di totale abbandono e di grave degrado, che ne minacciano addirittura la stabilità strutturale.

Ridiscesi verso la via Lelia, a lato del Caffè Al Fiume risaliamo il breve vicolo Agno e ci ritroviamo nel piccolo piazzale Liguria dove, sulla destra, si scorge la facciata di quello che era il Teatro delle Marionette. Dell’intero complesso edilizio, dotato all’interno della Sala Regina destinata alle rappresentazioni, non rimane che la parte frontale, originariamente intonacata con colore giallo doré e caratterizzata da cinque grandi arcate al piano terra. Gli archi presentano cimase in stucco con motivi barocchi. Le decorazioni richiamano da vicino quelle della villa Tonello progettata dal Caregaro Negrin, al punto da far ipotizzare un suo intervento anche su questo edificio.

Si ridiscende quindi per la via Cavour dove, accanto ad un giardino dominato da un grande cedro del Libano, si incontra la Casa dei Melograni, un tempo adibita ad albergo e oggi abitazione privata, su due piani, in grado di esibire esempi stilistici liberty tra i più significativi del Veneto. Al piano superiore una ricca decorazione floreale conferisce all’insieme dell’esterno un tono di eleganza, mentre all’altezza del marcapiano un’alta fascia di fiori di elleboro che si ripetono a gruppi di due si staglia su uno sfondo di colore giallo doré. Particolarmente interessante appare l’intreccio di rami e frutti di melograno che coronano le finestre.

Pochi passi ancora in direzione della piazza Dolomiti e, proprio di fronte all’Albergo Centrale, si raggiunge l’entrata a volta dell’Hotel Trettenero, attraverso la quale si accede all’ingresso dell’albergo e quindi allo splendido cortile interno con annesso parco. Il nucleo principale dell’hotel, tra i primi e più prestigiosi del centro di Recoaro, risale alla prima metà dell’Ottocento e ad esso furono in seguito aggiunti due corpi laterali. Il primo di questi, a forma di loggia, collega il salone delle feste all’edificio centrale ed è caratterizzato da un rivestimento esterno assai originale, tipico di quel gusto ottocentesco che attraverso la decorazione pittorica detta degli inganni creava, negli inarsi delle ogive, nelle balaustre lavorate e nelle venature marmoree l’illusione ottica di marmi veri e di rifiniture a tre dimensioni. L’edificio attiguo, anch’esso di architettura neogotica, presenta dimensioni maggiori ed è formato da un portico con tre navate ogivali e da un piano superiore con tre finestre balconate. Particolare risalto viene dato all’intera superficie muraria dal contrasto dei riquadri bicolori (rosso e giallo). Altre decorazioni sono costituite da colonne tortili e piccoli rosoni con motivi a girandola, presenti nella ringhiera del parapetto. L’interno del salone, che conserva alcuni arredi originali, è stato ridipinto in colore rosa e mostra un fregio che scorre tutt’intorno all’altezza della cornice. Pregevoli il lampadario in vetro di Murano e la finestra a rosone sulla parete di fondo. Di gusto prettamente liberty è la pensilina a sbalzo esterna, a protezione dell’ingresso principale: si tratta di una struttura in ferro e vetro in cui le due mensole di sostegno denotano lo slancio elegante tipico dell’art nouveau. La tettoia è in vetro trasparente, mentre le sponde laterali sono costituite da vetri colorati.

Nel cortile che precede l’ingresso all’Hotel Trettenero si osservi sul lato est la bella facciata di Casa Gresele, ex ala dello stesso Trettenero, ritmata da porte-finestre con ringhiera in ferro battuto di soggetto classico. La parte superiore presenta una tessitura a rettangoli, mentre nella parte mediana la decorazione è a rombi. Il pianoterra è rivestito in pietra bocciardata grigia. Il fregio che corre sotto il cornicione è composto da archi a tutto sesto che racchiudono nelle loro intersezioni delle foglie di acanto. Sul lato opposto, la facciata di Casa Bortolotto (ex Albergo Firenze) si presenta in stato di abbandono e permette a malapena di leggere la decorazione originaria, che probabilmente riprendeva il disegno a tappeto come il resto dell’albergo. Le finestre sono ad arco acuto e i parapetti in pietra di Vicenza o “priamorta” con decori a rosone.

Usciti dal vòlto d’ingresso al Trettenero, torniamo ora in piazza Dolomiti e, dopo averla attraversata passando davanti al Caffè Nazionale e alla facciata del Duomo, raggiungiamo la piazzetta Vittorio Veneto dove si nota, all’imbocco di via Capitello, l’Albergo Giardino, attualmente sede di un centro diurno per anziani. L’edificio presenta pareti esterne colorate con intonaco rosso Verona e verde Brentonico. Le riquadrature tra una finestra e l’altra sono state inserite per conferire movimento ed eleganza alla facciata. Le porte-finestre del piano terra sono protette da ringhiere di ferro laccato bianco con andamento curvilineo a motivo floreale. Sul retro una veranda è sostenuta da strutture in ghisa.

 

TESTO DI: Giorgio Trivelli

Riferimenti bibliografici
Analisi estetica delle decorazioni su 38 edifici di Recoaro Terme
, a cura di M. Marilì Menato e Giorgio Trivelli, Recoaro Terme 2008.
In copertina foto di Riccardo Bonini (Flickr).

    1 Commento

  1. Egregio Andrea

    mi congratulo per tutto il pregevole lavoro.

    Sono molto legato al Liberty ed un piacere che questo impareggiabile “Style” riviva giustamente e risplenda con tutto il suo fascino.

    Mi spiace molto che non compaia (almeno come indicazione di appartenenza) la Sardegna con la pregevole presenza di palazzine Liberty, Ville , località ed interessante cittadine come Carloforte.
    Mi permetta rendermi utile per poterle trasmettere una documentazione che annoveri anche le nostre realtà, a colmare quella che mi consenta esprimere come una “temporanea” assenza dalla mappa.
    Un grazie sentito ed un caro saluto.
    Andrea Corsini

    Arch Andrea Corsini
    3357062440

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