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Itinerario Liberty a Sarnico

Itinerario Liberty a Sarnico

  • Autore: andrea speziali
  • Date Posted: ott 10, 2017
  • Categoria:
  • Address: Sarnico, piazza SS. Redentore

Il lago d’Iseo presenta una significativa presenza di dimore signorili. A Sarnico è possibile ammirare un originale nucleo di costruzioni Liberty a firma dell’architetto milanese Giuseppe Sommaruga che nel piccolo centro lacustre lasciò alcuni tra i più alti prodotti della sua arte e non mancò di suggestionare la decorazione pubblica e privata di molta architettura locale. La cittadina che nel 2017 si è aggiudicata l’alto riconoscimento – Best LibertyCity – come miglior città Art Nouveau dell’anno specialmente per gli esemplari architettonici tra ville, villini e palazzi, considerati tra i maggiori esempi di stile liberty in Lombardia.

Giuseppe Sommaruga arrivò a Sarnico grazie alla lungimiranza e alle cospicue possibilità economiche della famiglia Faccanoni. Nel 1897 l’ingegnere Pietro Faccanoni (con i fratelli Giuseppe e Luigi) era direttore di un’impresa italiana deputata alla costruzione di acquedotti e di altre opere pubbliche a Vienna. Sommaruga venne chiamato a Sarnico, per la prima volta, nel 1907 per la trasformazione di una vecchia filanda in una villa liberty. Alla morte del proprietario la villa, sita al numero 1 di via Orgnieri, fu acquistata da un altro privato che la conservò in tutto il suo originario splendore.

L’Itinerario > Partendo dall’Asilo Infantile (1912), in piazza SS. Redentore, si sale per il provinciale dove imponente sorge la facciata del cimitero; all’interno è possibile ammirare il Mausoleo della famiglia Faccanoni (1907).

Proseguendo in direzione Predore (3 Km), dopo i Cantieri Riva, si incontra Villa Surre (1912). Ritornando verso il centro di Sarnico in via  Veneto, posta sulla riva del lago, si trova Villa Faccanoni (1907); il percorso si conclude in piazza XX settembre, con Villa Passeri (1906).

In prossimità di Villa Faccanoni sul lago è possibile visitare la caratteristica chiesetta Stella Maris (1935), da anni punto di partenza della tradizionale processione estiva di barche illuminate.

Tornando verso il centro, sempre in Via Vittorio Veneto, si trova l’ex Chiesetta di Negrignano, chiesa sconsacrata, che dopo l’intervento di restauro promosso dall’Amministrazione Comunale è stata trasformata in Centro Culturale.

 

Approfondimento

La planimetria della villa di Pietro Faccanoni e la sua facciata ricordano le ville fiorentine del Quattrocento. Le decorazioni floreali su nastri che attraversano l’edificio e che seguono la curvatura degli archi sono, invece, tipiche del Liberty. La recinzione esterna in ferro battuto insegue, con estrema coerenza, i motivi liberi e svolazzanti dell’“arte nuova”, frutto della collaborazione con il fabbro Alessandro Mazzucotelli, un vero genio del ferro battuto che accompagnò l’architetto durante quasi tutta la sua esperienza professionale. Allo stesso modo l’interno della villa è decorato e arredato con una fine boiserie e mobili a muro frutto dell’ingegno dell’ebanista Eugenio Quarti. I soffitti sono decorati con la tecnica del cemento graffito in forma di motivi floreali.

Sempre nel 1907, Sommaruga iniziò la realizzazione della villa di Giuseppe Faccanoni. Questo è, probabilmente, il vero capolavoro sarnicense dell’artista milanese ed è, al contempo, una delle più alte realizzazioni della sua intera carriera. Situata al numero 56 di via Vittorio Veneto, la villa è immersa in un suggestivo e ampio giardino. Distribuito su due piani, arricchito di mansarde, terrazze, bovindi (quasi cantorie rinascimentali) e torre, l’edificio presenta l’ingresso principale sull’angolo smussato prospiciente il lago. Diversi tipi di pietre rivestono la struttura e animano l’andamento irregolare della villa, decorata, anche in questo caso, da fasce in cotto e in maiolica. Una serie di figure scolpite di animali più o meno riconoscibili (una sorta di bestiario di sapore medievale), popola questo “villino per scapolo”. Il richiamo, simbolico, alla struttura di una nave obbedisce a un preciso intento e a una solida complicità tra architetto e committente. La tentazione di una lettura esoterica è facile e immediata. Il visitatore si trova immerso in un’atmosfera quasi magica e il senso di smarrimento pervade l’ospite disorientato e alla perenne ricerca di un “vera” entrata. Spettacolare il cancello d’ingresso, in ferro battuto: oltre ai consueti nastri si ritrova il gusto per la rappresentazione naturale attraverso la raffigurazione di un campionario di fiori e di incauti insetti catturati da strane ragnatele.

Al numero 5 di Via Predore è situato, infine, l’imponente edificio di Villa Luigi Faccanoni (ora Surre). I motivi delle precedenti ville vengono, qui, ingigantiti a dismisura. L’apparato scenico diviene trionfale e l’alta torre “medicea” svetta in posizione di dominio sul vicino lago. Le decorazioni assumono anche il “non colore” dell’oro e la vastità degli spazi obbliga ad alzare lo sguardo.

Un discorso a parte merita il Mausoleo Faccanoni del 1907 presso il cimitero di Sarnico: l’edilizia funeraria fu, anche per Sommaruga, un passaggio obbligato. Nel piccolo complesso cimiteriale sarnicense l’architetto milanese edificò una sepoltura laica, quasi uno ziqqurat orientale senza segni cristiani. La struttura è decorata con sculture e fregi dello scultore milanese Ambrogio Pirovano.

 

Sitografia: www.iseolake.info – www.lagodiseo.org –

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