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Itinerario Liberty ”Piceno Mare”

Itinerario Liberty ”Piceno Mare”

  • Autore: andrea speziali
  • Date Posted: feb 19, 2014
  • Categoria:
  • Address: Grottamare

L’itinerario inizia da Porto San Giorgio, località costiera distante 28 km da San Benedetto del Tronto. Dalla stazione ferroviaria ci si immette verso nord lungo via Cavallotti, dove diversi edifici di fine Ottocento ricordano i primi eleganti sviluppi del turismo balneare. Il gusto floreale della belle époque si ritrova, in particolare, nelle ringhiere di ghisa e cemento dei balconi e in alcune cancellate. Svoltando a destra si incontra il vero e proprio quadrilatero del liberty sangiorgese: scanditi da pini marittimi e oleandri, tre viali paralleli al mare (via della Vittoria, via Quattro Novembre e Lungomare Gramsci) conservano decine di deliziosi villini dei primi del Novecento con alcuni tipici fregi architettonici e pittorici. Ritornati alla stazione, ci si dirige verso la strada statale 16 Adriatica: all’incrocio, l’occhio cade sulla facciata, decorata da maioliche con motivi floreali, della Premiata Fabbrica di Anisina Francesco Olivieri, bell’esempio di elementi liberty applicati a un edificio industriale.

Si lascia Porto San Giorgio proseguendo verso sud lungo la statale Adriatica. Su questa strada, percorsi 20 km, si arriva nell’abitato di Cupra Marittima e si scorge sulla destra la soprendente sagoma di Villa Cellini, singolare esempio di architettura neogotica di imponenti dimensioni, immersa nel verde. La struttura, oggi adibita a ospitare cerimonie e banchetti, dimostra come fosse ancora attuale a inizio Novecento l’eclettismo architettonico avviato nel secolo precedente, improntato al recupero libero e fantasioso di stilemi antichi.

Ancora 4 km verso sud e si giunge alle porte di Grottammare, dove si volta a sinistra verso la stazione ferroviaria. Da qui si compie un percorso ad anello che, dopo aver attraversato il centro cittadino, ritorna all’origine con una passeggiata sul lungomare. La “marina” di Grottammare è la più interessante tra quelle del Piceno per l’eleganza del suo patrimonio edilizio e per la bellezza di alcuni angoli prospicienti il mare.

MatricardiDi nuovo, è attorno alla stazione che si sviluppa il quartiere con le testimonianze Liberty più numerose. Adiacente alla linea ferroviaria, degradando dolcemente di livello verso il centro cittadino, si estende la pineta Luigi Ricciotti, intitolata all’amministratore locale che nell’ultimo quarto dell’Ottocento fu tra i principali artefici della trasformazione della cittadina in elegante e attrezzata destinazione turistica. Lungo viale Crucioli, che costeggia la pineta, Palazzo Talamonti e Palazzo Crucioli si caratterizzano per i decori floreali sulle balaustre in ghisa dei balconcini, secondo lo stile di inizio Novecento. Il viale sbuca su corso Mazzini, da cui si raggiunge piazza Fazzini, dove sorge il maestoso Palazzo Citeroni, degli anni Venti del XX secolo. Da qui si entra in via Marconi e quindi si gira nuovamente a sinistra, imboccando verso il mare viale Garibaldi. Entrambe queste vie sono caratterizzate da villini e da palazzi di fine Ottocento aggraziati da dettagli in stile hortiano alle finestre e ai balconi. Giunti sul lungomare della Repubblica, si può deviare verso sud per un centinaio di metri e poi, a ritroso, dirigersi nuovamente verso nord: è questo il modo migliore per ammirare un’importante serie di villini con ampio giardino, edificati in genere intorno agli anni Venti come residenze di villeggiatura di professionisti e imprenditori. La maggior parte è segnata dai tratti del tardo liberty: quasi tutti presentano la caratteristica torretta dalle forme plastiche, fregi floreali ai balconi e alle finestre, e talvolta ornamenti in maioliche policrome.

Torretta_Matricardi1Giunti alla rinnovata piazza Kursaal, suggestiva apertura in travertino sul mare con giochi d’acqua e di luce, si imbocca viale Colombo. Datato 1890 e sobriamente ristrutturato a fine Novecento, questo tratto di città è il più denso di testimonianze liberty grazie a splendidi esempi di residenze turistiche a ridosso dell’arenile, sorte tra il primo e il quarto decennio del secolo scorso. Le più antiche richiamano, in chiave esotica, lo stile delle baite di montagna, con i tetti spioventi (presenti anche in alcune ville sul lungomare della Repubblica), o rivisitano in modo altrettanto originale i castelli merlati rinascimentali (Villino Marucchi); qualche anno dopo si impongono maggiormente i tratti sofisticati dell’art nouveau nordeuropeo, evidenti nelle torrette (si notino ad esempio le due del Villino Ida), nei decori con maioliche o affreschi esterni, nei motivi floreali delle ringhiere e degli stucchi. Tra i migliori esempi del liberty in Italia va però ricordato il Villino Matricardi, fatto costruire dal principale produttore di maioliche ascolane dell’epoca, Giuseppe Maria Matricardi, che lo commissionò nel 1913 a Cesare Bazzani, già autore della Biblioteca Nazionale di Firenze e della Galleria d’Arte Moderna di Roma. Splendide le forme del torrino dal tetto aguzzo e dei balconcini in cemento, e intenso è il blu della maioliche dipinte con disegno di melograni dagli artisti Polci e Castelli.

Tornati alla vicina stazione tramite il sottopasso ferroviario, si riparte alla volta di San Benedetto del Tronto, la maggiore città costiera del Piceno. Percorso il lungomare di Grottammare per 5 km e superata una grande rotatoria, senza soluzioni di continuità ci si immette nell’elegante via Dari, sulla quale ville e palazzine di inizio Novecento accolgono, tra le palme e gli oleandri, il visitatore. Svoltando a destra nel viale che scende dalla stazione, si taglia il corso Moretti e si prosegue dritti in via Bassi, dove alcune residenze presentano piccole torrette e ringhiere decorate. Da qui, a piedi, si raggiunge con facilità l’inizio del lungomare, dove spiccano Villa Bozzoni e il Villino Sorge, che presentano alcuni dei consueti elementi decorativi del liberty.

Terminato il giro nel centro di San Benedetto, l’itinerario si conclude ad Ascoli Piceno, che si può raggiungere agevolmente, nonostante i 36 km di distanza, tramite la strada sopraelevata e quindi il raccordo autostradale. Nel cuore del capoluogo piceno, la meravigliosa piazza del Popolo, c’è il Caffè Meletti, fondato nel 1907 dall’omonimo produttore del celebre liquore all’anice. Vera e propria istituzione cittadina, il locale, elencato tra i caffè storici d’Italia, conserva ancora gli arredi d’epoca: le sedie in paglia di Vienna di tipo Thonet che circondano piccoli tavoli rotondi dal disco in marmo di Carrara, il bancone di legno intagliato e i divani rivestiti in velluto verde che si riflettono nelle ampie specchiere addossate alle pareti, il soffitto affrescato da Pio Nardini sorretto da colonne scure di ghisa con capitelli dalle forme di frutti. Non molto distante, in corso Mazzini, si trova il Palazzo della Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno, realizzato nel 1914 in stile neo-rinascimentale su progetto di quell’architetto Bazzani che l’anno prima aveva disegnato il Villino Matricardi a Grottammare.

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PERCORSO LOCALITÀ

KM

Da: Porto San Giorgio, stazione ferroviaria Porto San Giorgio

0

A: Ascoli Piceno, corso Mazzini Cupra Marittima

20

Lunghezza: km 65 Grottammare

4

San Benedetto del Tronto

5

Ascoli Piceno

36

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