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Itinarario Liberty a Sacromonte

Itinarario Liberty a Sacromonte

Di on lug 10, 2012 in Regione Lombardia | 1 commento

La funicolare e il Grand Hotel Campo dei Fiori sono il simbolo dell’agiata borghesia in vacanza d’inizio ’900. Al Palace Hotel di Colle Campigli Juve, Inter e Milan andavano in ritiro negli anni ’50 e ’60 del secolo scorso e la Birreria Poretti a Induno Olona, costruita nel 1901, è oggi parte del gruppo danese Carlsberg. L’itinerario liberty in provincia di Varese è ricco di fascino e di storia. Il fiore all’occhiello fu l’importante presenza dell’architetto Giuseppe Sommaruga, considerato il principe del “nuovo stile”, autore dei progetti di un centinaio di ville e del Grand Hotel Campo dei Fiori, realizzato per la Società Grandi Alberghi. Era uno splendido luogo di soggiorno che rispecchiava l’amore per il lusso, le comodità e gli agi della classe più ricca. A Varese, all’alba del XX secolo, il rombo “modernista” dei motori degli aerei, delle auto e delle motociclette è di casa grazie ad aziende di gran nome come Aeronautica Macchi, Caproni Vizzola e Siai Marchetti…
In Valganna gli architetti Bihl e Wolz di Stoccarda, testimoni della cultura mitteleuropea, sono chiamati nel 1901 ad ammodernare gli impianti della storica Birreria Poretti, già attiva nell’Ottocento e pluripremiata nelle Fiere di mezza Europa. La pubblicità, con gli ammalianti manifesti di Dudovich, Metlicovitz e Mazza, lancia Varese Liberty con le promozioni di calzature e nei traboccanti calici di birra e invita i turisti a scoprire la frescura delle vallate, le amene pendici dei monti, le rasserenanti rive dei laghi.
E’ un sistema turistico-alberghiero straordinariamente funzionale, che si serve delle funicolari, delle tramvie, dei ristoranti, delle trattorie e degli alberghi per vivere una raffinata vita altoborghese. Al Kursaal di Masnago (idistrutto dalle bombe nella seconda guerra mondiale) si tenta la fortuna al gioco d’azzardo, si tira al piattello, si vive nelle sontuose sale progettate dal Sommaruga nel complesso di Colle Campigli nel 1911. Sorgono ovunque ville Liberty alcune delle quali, come Villa Cesarina a Ganna, è oggi adibita a bed & breakfast. Nel Varesotto operano anche le altre grandi firme dello “stile floreale”. Ulisse Stacchini, autore del progetto della Stazione Centrale di Milano, costruisce a Induno Olona la Villa Magnani che domina la Birreria Poretti. Silvio Gambini, il “genius loci” di Busto Arsizio, disegna Villa Ferrario, villa Nicora e villa Leone. Insieme fanno crescere una sana emulazione tra architetti, ingegneri e capomastri. Questi si appropriano delle più felici soluzioni proposte dai maestri, le rendono appetibili, fregiano con la pietra artificiale prospetti di palazzi e di villette.

Il maestro del ferro battuto, Alessandro Mazzucotelli, insegna a “rilegare” con straordinarie trame disegnate, terrazze, giardini, parchi, finestre e porte, distribuendo su tutto il territorio dei sette laghi forme suggestive ed accattivanti. Al Grand Hotel Campo dei Fiori, l’atrio a valle appare come una misteriosa grotta artificiale. Sommaruga vi combina la pietra viva, recupero della tradizione degli scalpellini medievali, con la pietra artificiale, un’invenzione moderna. E Mazzucotelli studia la balconata che si affaccia ventosa sulla città. Sul versante orientale del Campo dei Fiori occhieggiano, tra le ville, la stazione della Funicolare e il ristorante Liberty.

Grand Hotel Campo dei Fiori
Campo dei Fiori 1908-1912, arch. Giuseppe Sommaruga
Il progetto dell’architetto Giuseppe Sommaruga risale al 1908. I lavori vennero iniziati nel maggio del 1910 e terminati in un anno. La costruzione creò notevoli difficoltà: furono impiegate mine per scavare la roccia e furono necessarie ingegnose soluzioni costruttive ed impiantistiche. La copertura dell’albergo era inizialmente costituita da un tetto inclinato di 45 gradi e rivestito da lastre d’ardesia, ma negli anni ’40 un incendio distrusse i piani superiori, e l’ultimo piano fu sostituito dall’attuale mansarda. Pur ricalcando sistemi tipici dell’architettura settecentesca, Som-maruga realizzò una distribuzione spaziale moderna che, come ha affermato Daniele Riva: “non ha uguali, alla data del 1908-1911, nel panorama dell’architettura italiana, riecheggia spazialità barocche ma le ripropone secondo una sensibilità filtrata attraverso le istanze dell’Art Nouveau internazionale”.

Stazione d’arrivo della funicolare
Campo dei Fiori 1909-1911, arch. Giuseppe Sommaruga
Il progetto è dall’architetto Sommaruga. L’idea iniziale era di ospitare la stazione d’arrivo della funicolare all’interno dell’Hotel Tre Croci, ma venne abbandonata per l’eccessivo rumore che i macchinari avrebbero provocato. L’impianto fu invece posto a metà strada tra l’Hotel ed il ristorante. La stazione fu realizzata tra il 1909 ed il 1911, ed evidenzia le scelte artistiche inconfondibili del grande architetto milanese.

Ristorante Campo dei Fiori
1910-1911, (chiuso)
arch. Giuseppe Sommaruga
Fu inaugurato pochi giorni dopo il completamento della funicolare. Attorno all’asse centrale si apre uno spazio costituito da un grande salone e, ai lati, dai vani delle due scalinate e dalle cucine. Sottostante il salone vi è un porticato, punto di partenza delle due scale. Il salone centrale è sorretto da due poderosi contrafforti, che conferiscono un forte slancio verticale alla facciata.


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    1 Commento

  1. Induno, 12.08.2012

    Buongiorno, sono Stefano Redaelli, assessore alla cultura del comune di Induno Olona (VA).
    Complimenti per la sua passione e per la dedizione allo studio di questa affascinante materia. Ho acquistato on-line il libro “Romagna Liberty” e sono ansioso di leggerlo; sono molto interessato e incuriosito dal vostro progetto “Italialiberty”; mi congratulo per la precisione con cui lei ha delineato l’itinerario liberty del varesotto (territorio in cui c’è moltissimo materiale, e purtroppo molto spesso trascurato!); noi stessi a Induno come assessorato stiamo muovendoci per effettuare una ricognizione precisa e approfondita di tutte le testimonianze sopravvissute in paese (tra le quali come giustamente nota lei spicca la birreria Poretti, ma non è davvero l’unica cosa di rilievo: oltre a innumerevoli ville di delizie, a Induno c’è per esempio anche un bel cimitero opera di Carlo Maciachini, architetto del Monumentale di Milano e nativo di qui). Potrebbe essere interessante organizzare anche dalle nostre parti un incontro con lei sul tema. Che ne dice? Di nuovo complimenti per il suo lavoro.
    St.Red.

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