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Gustav Klimt

Gustav Klimt

GUSTAV KLIMT
(1862 – 1918)

Dal 1876 al 1883 Gustav Klimt frequenta la Scuola d’arti e mestieri del Museo per l’Arte e l’Industria di Vienna, allievo di Ferdinand Laufberger e di Julius Viktor Berger. In collaborazione con il fratello Ernst e il pit­tore Franz Matsch, suo compagno di studi, lavora alle decorazioni pittoriche di edifici pubblici come il soffitto di un salone di pa­lazzo Sturany a Vienna (1880), o l’interno del Burgtheater sul tema della storia del teatro, che lo impegna per ben due anni (1886) e ancora lo scalone d’ingresso del Kunsthisto­risches Museum di Vienna (1890). I tre artisti, in collaborazione con gli architetti Fellner e Helmer, lavorano al teatro di Reichenberg, in­fluenzati dalla pittura storicista di Hans Ma-kart di cui Gustav Klimt viene riconosciuto naturale erede. Lo stile di Gustav si fa sempre più personale: guarda alla grande tradizione pittorica italiana e si distingue nel genere del ritratto. Soggiorna a Venezia e a Monaco. Nel 1892 muore Ernst Klimt. Due anni dopo viene approvato il progetto di Matsch e Klimt per l’Aula Magna dell’Università di Vienna: a Gu­stav sono affidate le allegorie della Filosofia, della Medicina e della Giurisprudenza, e dieci pennacchi. Nel 1897 è tra i fondatori della Secessione viennese – di cui sarà presidente fino al 1905, quando lascerà il movimento – che inizia la sua attività espositiva nel 1898 con un mani­festo dello stesso Klimt, Teseo e il Minotauro, che l’artista dovrà modificare a causa della censura. Con il quadro Schubert al piano, esposto nel 1899 alla IV Mostra della Se­cessione, cresce la notorietà dell’artista che dipinge nello stesso anno capolavori come Nuda Veritas e Pesci d’argento. Nel 1900, dopo aver esposto dei paesaggi e la Filosofia, seppur incompleta, alla VII Mo­stra della Secessione, ottiene con quest’ope­ra la medaglia d’oro all’Esposizione Univer­sale di Parigi. A ogni mostra secessionista le opere di Klimt destano scalpore: nel 1901, la Medicina scatena un’interrogazione parla­mentare e il sequestro di “Ver Sacrum” – di cui fu a lungo collaboratore (cat. 68) – per gli studi ivi pubblicati; nel 1902 stupisce con il Fregio di Beethoven e i Pesci d’oro; le Bi­sce d’acqua II sono l’ultimo dipinto esposto dall’artista alla Secessione, nel 1904. Il 1903 è un anno cruciale: visita Ravenna, aderisce alle Wiener Werkstätte, mentre la rivista “Ver Sacrum” chiude. Klimt si dedica alla decora­zione della sala da pranzo di palazzo Stoclet a Bruxelles (dal 1904) e nel 1905 riacqui­sta i pannelli decorativi realizzati per l’Aula Magna dell’Università di Vienna, oggetto di scandalo e contestazione. Ha inizio, nel 1906, la fase dei dipinti inondati d’oro e luce e di una costruzione spaziale che risente dell’arte giapponese: il Ritratto di Adele Bloch-Bauer (1907), Il bacio (1907), la Danae (1906-1907), la Giuditta II (1909). Nei suoi disegni la linea morbida, sinuosa, elegante e arabescata de­nota un segno fluente, sicuro e rapido (cat. 61), riconoscibile anche nei dipinti che otten­gono un successo sempre più ampio, po­nendo la sua figura tra i padri spirituali non solo della Secessione ma di tutta l’arte nuova europea.

(ANSA) - RICCIONE, 1 APR - Ritratto di nobildonna (1916) di Klimt esposto a Riccione dal 5 aprile al 31 luglio.

(ANSA) – RICCIONE, 1 APR – Ritratto di nobildonna (1916) di Klimt esposto a Riccione dal 5 aprile al 31 luglio.

BIBLIOGRAFIA: T.G. Natter, Gustav Klimt. The Complete Paintings, Taschen, Köln 2012; Klimt. Nel segno di Hoffmann e della Secessione, a cura di A. Husslein-Arco, A. Weidinger, catalogo della mostra (Venezia, Museo Correr), 24 Ore Cultura, Milano 2012; 150 Jahre Gustav Klimt, a cura di A. Husslein-Arco, A. Weidinger, catalogo della mo­stra (Vienna, Belvedere, 2012-2013), Belvedere, Wien 2012. Aa. Vv. Liberty, uno stile per l’Italia moderna, Silvana editoriale, Cinisello Balsamo 2012

Serena Ferrari

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