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Gualtiero Pontoni

Gualtiero Pontoni

Di on gen 24, 2019 in Progettisti | 0 commenti

GUALTIERO PONTONI
(1875 – 1941)

Gualtiero Pontoni nacque a Bologna nel 1875 e morì a Riccione nel 1941, architetto e scenografo, compì i suoi studi alla Scuola di Decorazione e poi alla Scuola di Architettura nell’Accademia delle Belle Arti di Bologna. Come architetto si inserì nella fase di passaggio tra l’esperienza Liberty e la reazione neo-eclettica con prodotti edilizi di spiccata disposizione al monumentale e dominati da pesanti ipoteche storicistiche. Basterebbe pensare al progetto per il padiglione emiliano all’Esposizione di Roma del 1911, agli studi elaborati insieme al Rubbiani per l’apertura, nel centro di Bologna, di una strada fra la piazza Maggiore e le due Torri e di una fra le due Torri e la Stazione ferroviaria (1909), e alla realizzazione del palazzo Ronzani in via Rizzoli. Partecipò a diversi concorsi e nel 1924 meritò il terzo premio per il progetto di sistemazione dell’aula consiliare in Campidoglio a Roma. Collaborò con l’Azzolini, il Muggia, il Casanova e il Barbantini in progetti di costruzioni e restauri.

Altre sue realizzazioni architettoniche sono il palazzo Prati in via Rizzoli, l’Istituto di Ginecologia, di Medicina Legale, di Dermopatica del Policlinico di Bologna, la cappella Malmusi e le tombe Monti e Degli Esposti nel cimitero della Certosa. Come scenografo fu soprattutto attivo nel primo decennio del Novecento. Realizzò allestimenti scenici per le compagnie di prosa Grammatica, Galli, Salvini, Zacconi, Garavaglia e Testoni. Disegnò pure le scene per la prima rappresentazione del “Re Enzo” di Respighi. Fu uno degli organizzatori della Mostra Scenografica Nazionale tenutasi a Bologna nel 1922. Fu membro del Consiglio direttivo del Teatro Italiano Sperimentale, della Commissione per la conservazione dei monumenti dell’Emilia e Romagna, della Commissione municipale di edilità. Iniziò la sua carriera di insegnante vincendo il concorso presso l’Istituto Industriale Aldini-valeriani di Bologna; passò poi all’Istituto Tecnico di Ascoli Piceno, all’Istituto di Belle Arti di Parma e finalmente, per chiamata, alla cattedra di scenografia nell’Accademia di Belle Arti di Bologna, che tenne fino al 1940.

 

Carlo Cresti
Testo tratto da
‘”l Liberty a Bologna e nell’Emilia Romagna”, catalogo della mostra,GRAFIS, Bologna, 1977. Trascrizione a cura di Lorena Barchetti.

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